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L'edificio rientra nella tipologia delle domus ad atrio, ma
presenta un impianto alquanto irregolare. Originariamente l'ingresso
principale doveva trovarsi su Via dell'Abbondanza, dove rimase quale
entrata secondaria dalla
taberna (amb.1) al civico 14,

ma poi fu spostato sul
Vicolo delle Terme al civico 15.

Un terzo ingresso
viene a trovarsi più a nord, al civico 16.

L'atrio (2) è di tipo tuscanico e presenta un profondo impluvio in
opus incertum rivestito di signino, a nord del quale è un
cartibulum in opus caementicium con ripiano in marmo.

Sul lato meridionale
dell'atrio si apre l'oecus (8),

seguito ad est da due
cubicula (10)

e (11)

che affacciano
ognuno su un vestibulum (9)

e (1)

Sul lato orientale
dell'atrio è un terzo cubiculum (3)

compreso tra i due
vestibula di entrata (1)
e(4)

A nord il tablinum
(6),

compreso tra l'oecus
(5)

e un quarto cubiculum
(7),

decentrato rispetto
all'atrio, mette in comunicazione quest'ultimo con il viridarium (12),
decorato un tempo con pitture da giardino raffiguranti piante,
ghirlande ed uccelli. Si riconoscono a mala pena le figure di due
pavoni.
Sul viridarium si aprono ancora un cubiculum (15),

la culina (16),

e altri due ambienti
(13 e 14).
La parte inferiore della parete settentrionale dell'ambiente (13),

del viridarium (12)

e dell'ambiente (14)

è costituita da
grossi blocchi squadrati di "Pappamonte" posti a coltello, la parte
superiore è invece in opus incertum.
Come si è già accennato, la domus VII, 14, 14-15-16 verrebbe a
trovarsi in posizione periferica rispetto all'ipotetica "Altstadt", e
precisamente sul suo margine orientale. Un'indagine di scavo in quest'area
porterebbe a riconsiderare anche il problema delle più antiche
fortificazioni di Pompei. Colpisce, infatti, la presenza sul lato
settentrionale, non solo della casa in oggetto, ma di almeno un terzo
dell'insula VII 14, di grossi blocchi squadrati in "Pappamonte".

Di tale
materiale lapideo è costituita la cinta muraria di VI sec. a.C.
Interessante sarebbe indagare le fondazioni su cui poggiano e
conoscere se, come è assai probabile, si tratti di blocchi reimpiegati.
Lungo il lato nord della casa, o immediatamente alle sue spalle,
passerebbe, inoltre, l'antico asse viario, prima della sua rettifica
in Via dell'Abbondanza, ipotizzato dall'Eschebach in base
all'orientamento del dromos della tomba a camera di tipo etrusco
rinvenuta sotto la natatio delle Terme Stabiane.
La ricerca si propone di contribuire all'approfondimento delle
conoscenze relative alla Pompei pre-romana attraverso tre fasi di
studio:
• ricerca di biblioteca;
• ricognizione relativa all'intera insula VII 14, documentazione
fotografica, documentazione grafica (planimetrie e prospetti),
schedatura delle strutture emergenti;
• scavo stratigrafico all'interno della domus VII, 14, 14-15-16.
Accanto a quelle scientifiche, il cantiere di Pompei ha, ovviamente,
finalità didattiche.
Il programma di ricerca è svolto sotto la direzione scientifica del
prof. Antonio De Simone.
I lavori sul campo sono coordinati dal dr. Vincenzo Franciosi.
L’attività di rilevamento topografico è diretta dalla prof. arch.
Angela Bizzarro e dal dr. Stefano Tilia.
Le attività di laboratorio sono coordinate dal dr. Fabrizio Ruffo e
dalla dr. Federica Oliva.
Alla ricerca partecipano alcuni laureati, nonché laureandi in
Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali presso l'Istituto
Universitario "Suor Orsola Benincasa" di Napoli, il cui numero, con il
procedere dei lavori, è destinato ad aumentare.
Il gruppo di lavoro è costituito dalle seguenti persone:
Antonio De Simone
Umberto Pappalardo
Vincenzo Franciosi
Angela Bizzarro
Stefano Tilia
Fabrizio Ruffo
Federica Oliva
Michela Ascione
Simona Speranza
Monica Lubrano
Silvana Carannante
Rossella Cannella
Luca Caprio
Domenico Razzano
Benedetto Giacobbe
Mariarita Grazioso
Silvia Santorelli
Francesca Martino
Paola Esposito
Mattia De Luca
Raffaele Donnarumma
Maria Sgammato
Francesco Notarangelo
Giancarlo Rabaccini
Angela Maceri
Mario Grimaldi
Rosaria Ciardiello
Mercoledì 15 maggio 2002 hanno avuto inizio i lavori di rilevamento
topografico relativi alla casa VII, 14, 14-15-16.
Sono state create delle stazioni topografiche (collegabili, e quindi
visibili, in sequenza l’una con l’altra) mediante la sistemazione di
chiodi topografici in acciaio temperato e galvanizzato. Di ogni
stazione si è fatta una monografia al fine di poterla riconoscere in
seguito.
Nel mese di luglio 2002 ha avuto inizio il rilievo strumentale,
mediante stazione totale, al fine di ottenere planimetria e prospetti
della casa VII, 14, 14-15-16.
L’intento è quello di avere un rilievo integrato che utilizzerà
informazioni ottenute con metodi diversi: il rilievo topografico e
fotogrammetrico in abbinamento a metodi di rilievo tradizionale.
I dati rilevati in campagna sono stati elaborati con un programma
topografico specifico e trasferiti (n. punto, x, y, z) al programma di
disegno assistito al computer (AUTOCAD). Si sono ottenuti, quindi, gli
elaborati di base per il rilievo diretto, che sono serviti per le
planimetrie e i prospetti, caratterizzati nella scala di
rappresentazione 1:25 (la planimetria dell’intero edificio sarà,
invece, in scala 1:50).
I disegni a matita sono stati lucidati ad inchiostro su carta
poliestere indeformabile e, quindi, acquisiti in formato raster per
mezzo di scanner piano.
Dopo la
ripulitura dell’immagine dalle impurità e il raddrizzamento secondo i
punti topografici originari conservati nei disegni di AUTOCAD si
procederà alla trasformazione del raster in vettoriale, mediante
digitalizzazione a schermo, con programmi del tipo CAD OVERLAY
(applicativo di AUTOCAD).
Finora l’attenzione è stata rivolta alla taberna (amb.1) prospiciente
Via dell’Abbondanza, di cui si è redatta la planimetria, nonché i
prospetti delle pareti N, E, O e del muretto interno con orientamento
N-S, indicati rispettivamente con i numeri 3, 2, 4, 7.
A questa prima fase di studio hanno partecipato la dr. Simona
Speranza, la dr. Monica Lubrano, la dr. Silvana Carannante, Rossella
Cannella, Luca Caprio, Domenico Razzano, Mariarita Grazioso, Silvia
Santorelli, Francesca Martino.
Parallelamente ai lavori di rilevamento strumentale e alla
documentazione grafica si è proceduto alla documentazione fotografica
dell’edificio e alla schedatura delle strutture emergenti.
A proposito di queste ultime, ci si è resi conto che le tradizionali
schede di USM, fondamentali per quanto riguarda le strutture murarie
rinvenute in fase di scavo, non erano adatte alla realtà che ci si
poneva di fronte, ossia un’abitazione interamente scavata fino alla
sua fase del 79 d.C., priva ormai di rapporti stratigrafici con il
terreno che la ricopriva.
Una schedatura analitica relativa a tutte le singole azioni
costituenti le strutture murarie dell’abitazione così come ci sono
giunte dallo scavo ottocentesco, ossia decontestualizzate, non avrebbe
avuto senso. Ci è parso invece opportuno elaborare una scheda in cui
sinteticamente potesse essere descritto un prospetto murario in tutte
le sue componenti e potesse così fungere da didascalia per il rilievo
grafico.
Per il mese di Maggio 2003 è prevista l’apertura di tre saggi
stratigrafici negli ambienti settentrionali (12, 13, 14) della casa
VII, 14, 14-15-16. I saggi occuperanno l’intera larghezza degli
ambienti per una profondità di circa due metri e mezzo a partire dalla
parete (N) di fondo.
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