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Tutto esaurito alla Feltrinelli per l'incontro del cantautore con i suoi fan

VINICIO CAPOSSELA RACCONTA LE VOCI DI DENTRO


È stata una chiacchierata tra amici la presentazione dell'ultimo lavoro di Vinicio Capossela, ieri sera alla libreria Feltrinelli di Napoli. Atmosfera intima, penombra, posti contati, pianoforte e tanta suggestione. In un'ambientazione irreale, come solo Capossela riesce a creare, con la sua voce sussurrata, tra aspirazioni sacre ed esortazioni profane, il richiamo al presente è stato scandito solo dalle proteste dei tanti, rimasti al piano di sopra. Centocinquanta i posti disponibili in sala, fuori almeno altrettante persone in attesa. Reduce dal successo della sera precedente al teatro Augusteo, ha raccontato quanto i concerti diano occasione di "abitare la musica". "L'artista - ha spiegato - deve distogliere l'attenzione da sé e portare l'ascoltatore a guardarsi dentro, a tirare fuori quanto rimane nascosto".

Alternando canzoni al pianoforte a momenti di poesia e letture bibliche, Capossela ha raccontato la sua infanzia, i problemi di integrazione per un cognome che riporta immediatamente alle origini dei genitori emigranti, il suo nome, Vinicio, preso dal film kolossal degli anni '50 "Quo vadis".



Come nelle sue canzoni è alla ricerca di unità negli opposti, così dal vivo canta la tragicità dell'amore non corrisposto e della solitudine nella sofferenza. Un minuto dopo dissacra il dolore scherzando su chi è costretto a sopportare le lamentele degli innamorati, i padri confessori. "Ovunque proteggi" è il titolo dell'album. Da cosa? Gli chiede il pubblico. Risponde: "È la grazia che va protetta. La grazia, è quel particolare momento in cui sei libero di andare ovunque. Non sempre questo particolare stato è facile da riconoscere. Dunque, da proteggere è la percezione della grazia, la possibilità di provare e quindi conoscere un sentimento unico".

[Iolanda Palumbo]

[23.3.2006 - 13.52]





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