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Il museo di Ferrante Imperato, situato
all’interno del proprio palazzo, è, assieme
all’analogo veronese istituito dal farmacista
Francesco Calzolari,
testimonianza esemplare di quel fenomeno di trasformazione
del collezionismo rinascimentale entro i più
circoscritti domini della storia naturale.
Il museo diviene ben presto modello
per i collezionisti e naturalisti nordeuropei, come
nel caso del danese Ole Worm, che visita Napoli e la
raccolta di Imperato ai primi del Seicento e, ritornato
in patria, allestisce egli stesso, sulla traccia di
quello del collega partenopeo, un proprio museo, destinato
ad essere uno dei più celebri del XVII secolo.
Passato in eredità al figlio Francesco,
fino alla metà del Seicento il museo di Imperato
è meta di visite di colti gentiluomini e studiosi
della natura.
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