MedEatResearch
Centro di Ricerche Sociali sulla Dieta Mediterranea

Ricerche e progetti

Di che pasta siamo fatti. Storia sociale della pasta

Da aprile 2015 i ricercatori del MedEatResearch stanno conducendo una ricerca volta ad analizzare l'immaginario locale e la storia sociale della pasta fra produzione e consumo. L'indagine di campo privilegia i pastifici d'eccellenza in Campania spaziando dal distretto industriale agroalimentare di Gragnano IGP ad altri poli produttivi quali Torre Annunziata e Benevento.

Mediterradio

Il MedEatResearch e Radio3 al lavoro per raccontare la scoperta della Dieta Mediterranea a Expo.
Caffè Gambrinus, Napoli febbraio 2015 con Marino Niola, Elisabetta Moro, Marcello Anselmo, Rosalba Ruggeri, Marzia Mauriello e Rossella Galletti
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Zazà. Arte, musica, spettacolo - Radio 3
L'appuntamento con il radio-Doc a cura di Marcello Anselmo inaugura un nuovo ciclo collegato all'EXPO, appena inaugurato. Al centro della narrazione sonora c'è il modello nutrizionale noto come "dieta mediterranea". Si presenta in anteprima una sintesi del più lungo lavoro che andrà in onda in Tre Soldi da lunedì 4 maggio a venerdì 8. Il documentario è stato realizzato con la collaborazione di MedEat Research (Centro di Ricerche Sociali sulla Dieta Mediterranea), diretto dagli antropologi Marino Niola e Elisabetta Moro.
Ascolta la puntata del 30 aprile 2015

Tre Soldi - Radio 3
L'invenzione del gusto è una narrazione sonora della teorie e pratiche che hanno portato alla definizione del modello nutrizionale noto come Dieta Mediterranea, diventato nel 2010 parte del patrimonio culturale immateriale dell'Unesco.
La definizione di dieta mediterranea è dovuta al lavoro del medico/antropologo Ansel Keys, che con sua moglie Margareth si trasferì dagli USA nel piccolo comune cilentano di Pioppi dove per anni - coadiuvato da un nutrito gruppo di ricerca scientifico - ha analizzato la abitudini alimentari della popolazione locale. I risultati dello studio sul campo hanno rappresentato in seguito i parametri di ricerca su cui si è costruita la definizione di Dieta Mediterranea.
La narrazione sonora si articola in quattro movimenti che partono dalla permanenza dei coniugi Keys nell'area cilentana grazie alle testimonianze di donne e uomini che hanno condiviso con loro il vivere quotidiano (collaboratori scientifici, amici, la cuoca, il giardiniere, il factotum) per attraversare poi il racconto di quelle pratiche che fino ad oggi garantiscono la produzione e lo sviluppo di tecniche di lavorazione di quegli alimenti che sono alla base della Dieta Mediterranea: la tradizione casearia, la coltivazione e la trasformazione del grano in pasta e derivati arrivando, infine alle diverse modalità di trasmissione del sapere e della cultura della dieta mediterranea attraverso il racconto delle esperienze di fotografi, artisti figurativi e chef.
Ascolta la puntata del 4 maggio 2015

La Dieta Mediterranea tra le stelle Michelin

Ricerca realizzata con il sostegno della Camera di Commercio di Napoli.

dossier della ricerca (pdf)

Gli studenti universitari conoscono la Dieta Mediterranea?

Ricerca realizzata dall'Università degli Studî Suor Orsola Benincasa di Napoli in collaborazione con le Università di Milano-Bicocca, Perugia e Palermo.

dossier della ricerca (pdf)

La Dieta Mediterranea conquista il Natale

Ricerca realizzata con il sostegno della Camera di Commercio di Napoli.

Il MedEatResearch - Centro di ricerche sociali sulla dieta mediterranea - dell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli ha condotto uno studio sugli usi e le tradizioni alimentari natalizie dei campani.

L'indagine si è svolta su un campione di tipo qualitativo, con una forte rappresentanza degli artigiani del presepe di San Gregorio Armeno. Testimoni privilegiati degli usi e costumi natalizi del Sud. Dall'analisi è emerso come la crescente valorizzazione della dieta mediterranea (nel 2010 proclamata dall'Unesco Patrimonio immateriale dell'umanità) stia influenzando la gastronomia natalizia campana. A casa come sul presepe. Sempre più tipicità mediterranee nei menù natalizi dei campani, che sono stati arricchiti da una vasta gamma di contorni di verdure, dai legumi, dalle paste al sugo. E per una sorta di rispecchiamento sociale ci sono sempre più tipicità mediterranee anche sul presepe. Dove quest'anno tra le statuine in terracotta più gettonate spiccano i fruttivendoli con le loro ceste di vimini ricolme di frutta e ortaggi di stagione, ma anche i fornai con tutti i prodotti del grano, come freselle, taralli, panini bianchi, pagnotte di farina integrale, pizze. Aumentano anche i prodotti caseari: mozzarelle, caciotte, ricotte, caciocavalli, caprini, pecorini.

dossier della ricerca (pdf)

Granai del Mediterraneo

Nell'ambito del MedEatResearch sono nati i "Granai del Mediterraneo". Un progetto del Suor Orsola Benincasa, che è il primo partner per il sud Italia del progetto internazionale "Granai della Memoria", promosso dalla cooperazione scientifica con L'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e Slow Food International.

"Granai della Memoria" è un innovativo percorso scientifico d'eccellenza il cui obiettivo è salvaguardare i beni culturali materiali e immateriali che forniscono una nuova, originale, critica dimensione interpretativa della gastronomia. Questa inderogabile linea di ricerca parte dal presupposto che la società del presente, che sta vivendo una difficile e oramai lunga crisi economica e di valori, debba costruire granai dove i saperi orali e gestuali, le tradizioni alimentari, le memorie gastronomiche e le storie di vita possano trovare riparo dalla temperie del presente che vive e si nutre dell'oblio collettivo.

Lo scopo del progetto è precisamente quello di raccogliere e comunicare in video le memorie del mondo attraverso un complesso archivio multimediale. Le interviste raccolte nel corso di lunghe e approfondite ricerche riportano testimonianze di contadini, artigiani, anziani, imprenditori, partigiani o artisti.

L'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli ha avuto il compito di creare all'interno del portale dei "Granai della memoria" un archivio in cui raccogliere le memorie del passato, ma anche le testimonianze su come oggi è conosciuta e viene agita, nelle piccole azioni quotidiane, l'alimentazione mediterranea. Tale archivio è stato denominato "Granai del Mediterraneo".

I testimoni della memoria del Mediterraneo sono i custodi della cultura agroalimentare, i personaggi più significativi del mondo della gastronomia contemporanea, artigiani del cibo e ristoratori, rappresentanti di spicco della cultura e dell'arte del sud Italia. Ad oggi le interviste messe in cantiere dal Centro di Ricerche Sociali sulla Dieta Mediterranea del Suor Orsola sono già 40. Tra i testimoni d'eccellenza ci sono: l'antropologo Marc Augé, il regista Ugo Gregoretti, l'artista Peppe Barra, l'attrice Isa Danieli, Alfonso Iaccarino, chef e manager di 'Don Alfonso 1890', Giovanni Assante del pastificio 'Gerardo Di Nola' e il documentarista Luigi Di Gianni.

Tutte le video-interviste realizzate dal gruppo di studio e ricerca dell'Università Suor Orsola Benincasa, sottotitolate in inglese, sono visibili sul portale dei "Granai della Memoria" nella specifica sezione denominata "Granai del Mediterraneo" (www.granaidellamemoria.it).

Nel 2012 i Granai della Memoria hanno vinto il premio Miglior web tv Amarcord.

Ricerca sulla percezione della dieta Mediterranea

Il MedEatResearch ha condotto una indagine di tipo qualitativo sulla percezione sociale della dieta mediterranea nel territorio della Campania.

Il campione è composto da:
1. chef stellati, ambasciatori mondiali del mediterranean food
2. produttori di cibo
3. esperti del food
4. consumatori
5. osservatori eccellenti

Ad una prima analisi dei dati raccolti emerge che il novanta per cento degli intervistati identifica la Dieta Mediterranea con una preparazione simbolo: "spaghetti pomodoro e basilico". Il restante dieci per cento, composto dagli inventori della dieta mediterranea - che l'Unesco ha ufficialmente identificato nei Cilentani che abitano nel cosiddetto triangolo della lunga vita - Castellabate Pollica San Mauro - mettono al primo posto verdure fresche e legumi.

Il risultato dell'indagine impone una riflessione approfondita sull'etichetta "dieta mediterranea" che va decostruita tenendo conto dei differenti sistemi alimentari cui si riferisce. Obiettivo che il MedEatResearch si è posto fin dalla sua nascita.

la Repubblica.it - 18 novembre 2012
Nel Cilento ho scoperto il segreto della longevità

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