CIRNM
Centro Internazionale di Ricerca Francesco Saverio Nitti per il Mediterraneo

Istituito con Delibera n.10 del Senato Accademico del 27/3/2018

Università degli Studi Suor Orsola Benincasa      Democritus University of Thrace (Grecia)      Universidad de Alicante (Spagna)      Universidad Católica de Ávila (Spagna)      Universidad de Valladolid (Spagna)

Universidad de Evora (Portogallo)      Universidad Pablo de Olavide de Sevilla (Spagna)      Universitad Metropolitana-SUAGM, Puerto Rico (USA)

Il Centro internazionale di ricerca nasce nell'ambito della rete di relazioni scientifiche costituita dall'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa con prestigiose Università estere - prevalentemente del Sud Europa - nelle due edizioni del Premio internazionale Francesco Saverio Nitti per il Mediterraneo (anni 2016-2017) ponendosi l'obiettivo generale di promuovere studi e ricerche, in chiave interdisciplinare, su modelli, figure e personaggi che pur avendo una forte dimensione e connotazione educativa non sono stati mai adeguatamente studiati.

Le attività di ricerca tendono ad individuare le tante «pedagogie sommerse» presenti in ambito internazionale, con particolare riferimento al Mediterraneo: modelli, esperienze e testimonianze sommerse, appunto, dall'oblio cui sono state direttamente od indirettamente relegate per la loro sostanziale dimensione critica, legata a fasi storiche in cui più forte è stato il dissenso e la coeva speranza nei cambiamenti più o meno radicali dei sistemi vigenti.

L'obiettivo è ricostruire in ambito internazionale storie educative dimenticate e sommerse per formare soggetti critici ed infrangere quella rete di stereotipi che contribuisce ad alimentare pedissequamente la ri-produzione dell'esistente, per smascherare quei pregiudizi che, erigendo delle barriere cognitive, morali ed emotive, minano alla base la possibilità di creare delle reti cooperative di scambi ed incontri solidali tesi al cambiamento.

Tutto ciò nella certezza che nel proporre soprattutto alle giovani generazioni gli strumenti storico-educativi adeguati ad una lettura critica del presente, si possa offrire un valido contributo alla confutazione di stereotipi infondati ed alla messa in discussione del presentismo, sotteso alla formazione di soggetti de-privati della memoria, senza passato ma anche senza futuro.

Il Centro di ricerca, sulla scorta del confronto scientifico e degli studi intrapresi in questi anni nel partenariato internazionale tra Università del Sud Europa e Società scientifiche, ha individuato in Francesco Saverio Nitti un exemplum di modello pedagogico sommerso a cui ispirare la propria azione: lo statista lucano, che subito dopo l'ascesa del fascismo al potere scelse Acquafredda di Maratea come luogo di resistenza morale e di educazione etica, ha infatti contributo ad impostare il dibattito sul divario tra Nord e Sud d'Italia su basi rigorosamente scientifiche, per avviare una politica di perequazione che tenesse conto delle differenze e delle specificità territoriali. Docente di scienze delle finanze, politico attivo ed antifascista intransigente, lo Statista lucano nelle sue opere non riduce le analisi sul Mezzogiorno ad un approccio tecnicistico e produttivistico, ma le alimenta e le sorregge a partire da una visione etica della vita incentrata sui valori di libertà, uguaglianza e giustizia, che sono anche alla base di una vera e propria pedagogia civile. Ne segue, coerentemente, l'intento educativo della sua opera meridionalista e del suo impegno antifascista, tesi ad illuminare l'opinione pubblica e la classe dirigente sulle reali condizioni del Paese e sulla vera natura del regime fascista al di là delle loro rappresentazioni mistificatrici e propagandistiche. Inoltre, nell'ambito delle sue ricerche e delle sue inchieste sul Mezzogiorno, Nitti coglie anche il nesso che intercorre tra educazione, istruzione, emancipazione sociale e pieno sviluppo delle latenti potenzialità del Sud d'Italia, sempre all'interno di un'ottica solidale, che non mette mai in discussione l'unità politica del Paese.

La lotta contro l'analfabetismo, le indagini sul campo, gli interventi in Parlamento, le proposte di legge, l'impegno europeo e la strenua lotta per l'affermazione dei valori di libertà e democrazia fanno quindi del Grande Esule di Acquafredda un unicum che può e deve oggi essere ricordato alle giovani generazioni e a quanti intendono impegnarsi nella res publica e che ritengono che l'Europa sia prima di ogni cosa un grande modello culturale che affonda le sue radici nel Mediterraneo.

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