Corso di laurea magistrale interfacoltà in
Conservazione e restauro dei beni culturali

a.a. 2017/18

Laboratori

Per lo svolgimento delle attività didattiche applicative e per la sperimentazione legata sia alla ricerca che alla formazione degli studenti, l'Università ha allestito a partire dal 2001 una serie di Laboratori dedicati alla diagnostica e al restauro.

Laboratorio di manufatti dipinti su supporto ligneo e tessile, manufatti scolpiti in legno, arredi e strutture lignee, manufatti in materiali sintetici lavorati assemblati o dipinti

Laboratorio del restauro del legno

Responsabile scientifico: prof. Giancarlo Fatigati

Il vasto patrimonio nazionale di opere in legno policromato, dipinti su tavola, sculture in legno, arredi sacri, cori, soffitti, organi, armadi, porte e finestre, fanno di questo settore un segmento significativo del restauro a cui più si rivolge la domanda da parte di chiese, enti pubblici, musei, antiquari e privati cittadini.

Affrontare il restauro di un'opera in legno richiede la conoscenza approfondita della "materia prima" nei suoi costituenti fisici e chimici, delle tipologie e tecniche di confezionamento delle opere, della loro interazione con l'ambiente in cui sono custodite e delle possibili cause di degrado.

La conoscenza teorica delle problematiche esposte va necessariamente accompagnata all'esercitazione pratica, a questo fine gli allievi durante il loro percorso triennale seguono numerosi moduli pratici per la conoscenza e l'applicazione delle principali tecniche di lavorazione e decorazione realizzate in legno: esercitazioni di intaglio, doratura, intarsio, ebanisteria, integrazione pittorica, entomologia, sono alcuni degli insegnamenti pratici attivati nel corso degli anni ad affiancare il normale decorso delle attività formative.

L'acquisizione allo sviluppo di questa manualità trova applicazione e affinamento nell'apprendimento delle problematiche e delle metodologie di restauro con l'ausilio di personale qualificato e di laboratori dotati di strumenti di analisi e di intervento ad alto contenuto scientifico: microscopi elettronici, microscopi ottici, riflettografi, resistografi, apparecchiature per i raggi X, laser, etc. utilizzati secondo le norme di sicurezza vigenti.

L'apprendimento teorico-pratico e l'applicazione degli strumenti scientifici si concretizzano in esperienze didattiche su diverse tipologie di manufatti realizzate nei laboratori e nei cantieri esterni, nell'intento di creare un ambiente di lavoro del tutto conforme alle situazioni professionali reali. Numerosi cantieri didattici sono stati portati a termine ed altri sono in via di svolgimento: al Museo Archeologico Nazionale di Napoli sono stati analizzati alcuni sarcofagi del V-IV secolo a.C.; alla certosa di Padula un meticoloso lavoro ha riguardato il coro dei padri, del principio del XVI sec.; sono state inoltre restaurate alcune imbarcazioni storiche in legno; in Cina ed in Tunisia sono attivi due cantieri di restauro; ancora a Napoli, nel Palazzo Reale, è in corso il restauro dei preziosi arredi francesi dello studiolo di Gioacchino Murat. Altre numerose opere sono messe a disposizioni dalle soprintendenze, dai musei, dalle chiese e dal patrimonio appartenente alle collezioni del Suor Orsola Benincasa.

Lo strumento delle convenzioni attive tra l'Università e vari enti pubblici e privati apre agli allievi la possibilità di operare in contesti professionali, dalle Soprintendenze territoriali alle imprese di restauro private, che potranno rappresentare altrettanti sbocchi occupazionali per gli allievi che porteranno a termine con successo il corso di studi.

Il laboratorio per il restauro dei manufatti lignei è articolato in diversi settori: laboratorio di analisi, laboratorio di restauro, laboratorio delle tecniche lignee. Questi ambienti sono stati concepiti per intervenire in maniera mirata ed efficiente durante le operazioni di restauro, garantendo allo studente una situazione operativa professionale, conforme alle attuali normative ecologiche e di sicurezza sul lavoro.

Nel laboratorio di analisi gli allievi hanno l'opportunità di usufruire di strumenti scientifici utilizzati per le indagini chimiche e fisiche previste durante l'intervento di restauro. Nel laboratorio di restauro gli studenti imparano a conoscere e operare direttamente su manufatti lignei di elevata qualità artistica, entrando in contatto con le specifiche esigenze della committenza pubblica e privata. Moderne e specifiche attrezzature favoriscono l'apprendimento delle tecniche di restauro utilizzate nella conservazione dei legni antichi.

Nel settore delle tecniche lignee sono offerti individualmente allo studente materiali e utensili antichi e moderni per l'apprendimento delle tecniche artistiche specifiche dell'arte lignea oltre a una xiloteca completa delle varie specie legnose e una esposizione delle differenti tipologie di lavorazione nel campo dell'ebanisteria.

Le attività didattiche del Laboratorio rientrano nel percorso formativo professionalizzante n. 2: Manufatti dipinti su supporto ligneo e tessile, manufatti scolpiti in legno, arredi e strutture lignee, manufatti in materiali sintetici lavorati assemblati o dipinti.

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Laboratorio di restauro dei dipinti su tela

Responsabile scientifico: prof. Annadele Aprile

Nel Laboratorio di restauro di dipinti su tela si restaurano manufatti di varia grandezza e natura: dalle piccole dimensioni fino a grandi teleri.

Gli studenti hanno la possibilità di intervenire su una gamma vastissima di supporti tessili.

I discenti possono avere una conoscenza approfondita delle tecniche ad olio, a tempera, ad acquerello, non solo intervenendo sui manufatti originali, ma applicando personalmente queste metodologie su prototipi realizzati ex-novo.

I principali interventi di restauro vengono svolti secondo varie tecniche, dalle più antiche alle più moderne. A tale scopo le aree laboratoriali sono munite oltre che di adeguati spazi di moderne apparecchiature che consentono di applicare le più recenti innovazioni tecnologie.

Nell'ambito della ricerca scientifica durante le operazioni di pulitura delle superfici dipinte vengono sperimentati moderni sistemi quali gli enzimi che affiancano, in questa delicatissima operazione, le collaudate tecniche di pulitura meccanica e chimica.

L'iter formativo si articola nei cinque anni del Corso e attraversa le problematiche della conservazione delle opere, la diagnostica, la documentazione, il consolidamento, la pulitura, il trasporto, il rifodero, l'integrazione materica, pittorica e la presentazione estetica, il tutto corredato da attente e minuziose schede di restauro.

A conclusione degli interventi di restauro, svolti con la partecipazione degli studenti, le opere vengono ciclicamente esposte in uno spazio museale appositamente collocato all'interno dell'Università.

Nel Laboratorio si svolgeranno le attività dedicate alle tecniche artistiche, all'integrazione materica e pittorica nelle loro molteplici possibilità. Le attività di ripristino, sostituzione e manutenzione dei telai, insieme agli interventi di rifodero dei dipinti su tela.

Il laboratorio si è distinto, durante gli anni per i suoi numerosi interventi nei cantieri del Suor Orsola (Grandi tele della Sala Degli Angeli, altare della chiesa dell'Immacolata, Pala d'altare, coro, presepe monumentale del Suor Orsola, tele del Museo dell'Opera etc. etc.), ma anche in cantieri diretti ed indiretti all'esterno dell'Università mediante convenzioni con i più importanti istituti di cultura di Napoli (Palazzo Reale sala Gioacchino Murat, Teatro San Carlo, Chiesa di San Carlo All'Ospedaletto, Avvocatura di Stato, Ex Seminario di Ariano Irpino etc. etc.), coniugando queste attività con una produzione di pubblicazioni e di tesi di laurea, ed anche coordinando diversi convegni in materia di restauro.

Le attività didattiche del Laboratorio rientrano nel percorso formativo professionalizzante n. 2: Manufatti dipinti su supporto ligneo e tessile, manufatti scolpiti in legno, arredi e strutture lignee, manufatti in materiali sintetici lavorati assemblati o dipinti.

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Laboratorio di restauro dei materiali e manufatti ceramici, vitrei, organici; materiali e manufatti in metallo e leghe

Responsabile scientifico: prof. Daria Catello

Nell'ambito dei processi formativi legati all'area del restauro dei materiali e manufatti ceramici, vitrei, organici; materiali e manufatti in metallo e leghe trova posto lo studio della vasta e articolata produzione di manufatti in metallo dall'evo antico fino all'evo contemporaneo; un ruolo particolare assume lo studio della produzione argentiera napoletana che ha visto il massimo splendore fra il XVII e il XIX secolo, realizzando pregevolissime opere di carattere sia sacro che profano, eseguite nel nostro Borgo degli Orefici ed esportate in tutto il mondo.

Allo studio storico-artistico si affiancano attività di natura pratica, finalizzate a dare allo studente quella giusta manualità e conoscenza delle tecniche artistiche che sono necessarie alla figura del restauratore professionista.

Durante il corso degli studi l'allievo acquisirà la conoscenza pratica di tecniche artistiche quali lo sbalzo, il cesello, la fusione, l'incisione, proprie dei Maestri Orafi, con il sostegno di un corpo docente altamente specializzato e nell'ambito di un laboratorio completamente attrezzato. Infatti l'Università Suor Orsola Benincasa ha allestito un complesso laboratoriale dotato di moderne e sofisticate apparecchiature.

Gli studenti, inoltre, avranno a disposizione un'attrezzatura personale che potrà essere ampliata e integrata a seconda delle esigenze individuali.

Numerosi ed importanti sono stati gli interventi svolti in questi anni dal Laboratorio, tra questi il restauro dei manufatti in metallo custoditi nel Museo Universitario, delle decorazioni in rame dorato dell'altare maggiore della Chiesa dell'Immacolata Concezione nell'eremo di Suor Orsola, dei manufatti liturgici della chiesa di S. Maria Assunta Castelgrande e della collezione di oggetti in metallo prezioso, databili dal XV al XX secolo, di proprietà della diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia ed esposta nel museo di Arte Sacra di Lacedonia. A questi vanno aggiunti i prestigiosi cantieri svolti in collaborazione con enti pubblici e soprintendenze. Nella chiesa madre di Erice sono state restaurate due preziose croci processionali in argento della fine del XV-inizi XVI secolo, esposte dopo il restauro nella mostra Il tesoro dell'Isola. Gioielli delle chiese siciliane, tentasi a Praga nel Palazzo del Senato, l'intervento è stato svolto in collaborazione con il Museo della chiesa Madre di Erice e la Soprintendenza di Trapani; nel Palazzo Reale di Napoli sono state restaurati i magnifici arredi e suppellettili francesi dello studiolo di Gioacchino Murat, gli "splendori" della Sala Diplomatica ed il prezioso centrotavola in ottone dorato di Pierre Philippe Thomire in collaborazione con la Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici per Napoli e provincia; nella Cappella del Tesoro di San Gennaro a Napoli sono stati svolti interventi di restauro e manutenzione straordinaria sule sculture in argento, XVIII-XIX sec., esposte alla mostra Le meraviglie del Tesoro di San Gennaro. Le pietre della devozione, tenutasi a Napoli dal 4 aprile al 10 giugno 2011, lavori sono stati eseguiti in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale di Napoli, la Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro ed il Museo del Tesoro di San Gennaro.

Le attività didattiche del Laboratorio rientrano nel percorso formativo professionalizzante n. 4: Materiali e manufatti ceramici, vitrei, organici; materiali e manufatti in metallo e leghe.

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Laboratorio di restauro dei dipinti murali e dei manufatti lapidei

Responsabile scientifico: prof. Giovanni Borrelli

Nel Corso quinquennale, seguendo un percorso pluridisciplinare che comprende lo studio di materie tecniche, scientifiche, informatiche e umanistiche, insieme alla partecipazione ad attività di manutenzione e di restauro, lo studente verrà introdotto alla conoscenza e alla pratica delle problematiche conservative e alla metodologia del restauro applicate ai materiali lapidei, alle superfici archeologiche dipinte e decorate, agli stucchi e in genere a tutte le superfici decorate dell'architettura.. Il limite storico previsto sottintende l'apprendimento delle diverse tecniche e produzioni artistiche, partendo dalle civiltà del Mediterraneo, passando per la tradizione romana fino a quella altomedievale e bizantina.

La formazione teorica comprende lo studio della chimica e della fisica applicate ai beni culturali, la conoscenza dell'evoluzione tecnica e artistica, la pratica delle discipline archeologiche, nonché una serie di nozioni utili per la progettazione e la documentazione degli interventi, per l'informatizzazione dei dati, oltre allo studio delle materie legislative e delle lingue straniere utili per lo svolgimento futuro della professione. L'attività pratica sarà svolta nei laboratori di restauro e nei cantieri predisposti presso dell'Università Suor Orsola Benincasa.

L'attività pluriennale di metodologia della conservazione è stata svolta dal 2003 presso i laboratori della Missione Archeologica di San Vincenzo al Volturno, recentemente l'Università sta attrezzando alcune aree e cantieri a Napoli. Gli studenti hanno partecipato alle attività conservative e di ricomposizione dei reperti pittorici e al restauro dei manufatti lapidei. Dal 2006, grazie alla convenzione stipulata dall'Università con la Soprintendenza ai beni archeologici di Napoli e Caserta attraverso la Direzione Regionale dei Beni Culturali della Campania, gli studenti hanno operato su importanti opere presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Particolarmente significative sono le esperienze formative nei cantieri di restauro: a Pompei, dove l'Università è stata presente dal 2003, presso i cantieri della Villa Imperiale, della casa di Mara Castricius e, dal 2006 con l'importante intervento nella Casa della Nave Europa e dell'Insula I,16. Allo studente verrà inoltre offerta la possibilità di apprendere le tecniche di rilievo e di cimentarsi in pratiche manuali che interessano in parte anche le strutture murarie (la costruzione di un muro antico, la messa in opera di un cantiere di affresco di epoca altomedievale). Frequentando i tirocini extramoenia previsti nel IV e V anno di corso, l'allievo sarà inoltre messo in contatto con le istituzioni preposte alla tutela e alla conservazione dei beni culturali e con il mondo della ricerca.

Al raggiungimento di questi obiettivi interdisciplinari si inserisce la finalità formativa che vede la partecipazione diretta nel lavoro pratico e teorico degli studenti.

Nelle strutture laboratoriali, fornite delle apparecchiature e delle attrezzature necessarie, gli operatori e gli studenti partecipano a tutte le operazioni di carattere conservativo e di restauro applicabili ai manufatti lapidei naturali e artificiali.

L'attività investigativa e di analisi scientifica viene condotta dai tecnici del Laboratorio di diagnostica.

Le attività didattiche del Laboratorio rientrano nel percorso formativo professionalizzante n. 1: Materiali Lapidei e derivati; superfici decorate dell'architettura.

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Laboratorio di diagnostica

Responsabili scientifici: prof. Carla Pepe (archeologia) - prof. Paola Cennamo (diagnostica)

Il laboratorio, entrato in funzione nel 1997, abbraccia 3 campi fondamentali nell'ambito della tutela, conservazione e studio dei Beni Culturali: quello della chimica-fisica, della biologia e della mineralogia-petrografia. I tre settori, strettamente interrelati, trovano applicazione soprattutto nel campo della diagnostica delle strutture immobili e dell'analisi dei reperti mobili. Sono pertanto intimamente legati agli interventi di restauro, alla composizione materica e strutturale, alle provenienze dei materiali d'impiego e alla individuazione dei processi tecnologici e produttivi.

Il laboratorio è dotato di una serie di strumentazioni tecnico-scientifiche di base, di alta qualità, portatili (Fluorescenza a raggi X - XRF, Spettrofotocolorimetro, Termografia ad alta risoluzione -HRT) e non (Diffrazione a raggi X - XRD, Microscopia ottica in luce riflessa e trasmessa, Calcimetria, Conduttimetria, tecniche di rilevamento ecc.). Queste tecnologie analitiche, rivolte alla caratterizzazione di tipo chimico-fisico e mineralogico-petrografico delle opere d'arte, sono dirette da una equipe di specialisti che da anni operano nell'ambito delle applicazioni diagnostiche nel campo dei Beni Culturali.

Per quanto concerne il settore della biologia, la struttura laboratoriale, organizzata secondo gli stessi criteri già esposti per quello chimico-fisico e mineralogico, funge al contempo da "contenitore" per un progetto di raccolta dei dati bioarcheologici caratterizzanti l'area mediterranea.

In sintesi, il Laboratorio è stato strutturato al fine di fornire una "cultura tecnica", nell'ambito dei Beni Culturali, al futuro operatore, affinché questi possa fungere, in maniera più sistematica e completa, da interfaccia tra il mondo dei beni artistici e quello delle scienze applicate.

Il centro opera in stretta collaborazione con i laboratori di restauro dell'Ateneo mediante una serie di corsi, stages e iniziative di carattere didattico e scientifico, finalizzate alla formazione degli allievi.

Il laboratorio si è contraddistinto, durante gli anni, per le sue molteplici attività nei cantieri del Suor Orsola (Sala Degli Angeli, chiesa dell'Immacolata, Coro, tele del Museo dell'Opera ecc.). Ma molto importante è la sua presenza in numerosi cantieri diretti ed indiretti all'esterno dell'Università mediante convenzioni con enti e istituti di cultura campani quali il Palazzo Reale di Napoli, il Seminario di Ariano Irpino, il Museo Archeologico Nazionale, ecc. e siti e istituzioni archeologiche italiane (Pantelleria (Tp), Alife (Ce), Vivara Pompei ed Ercolano (Na), San Vincenzo al Volturno (Is), varie Soprintendenze ecc.) ed estere (Monastiraki - Grecia, Cirenaica - Libia, Museo del Bardo - Tunisia). Da rilevare le frequenti collaborazioni con vari enti di ricerca quali l'ENEA di Roma, il CNR di Napoli e Roma e diverse Università (Modena e Reggio Emilia, "Federico II" di Napoli, Lecce, ecc.) coniugando le varie attività con una ricca produzione di pubblicazioni e tesi di laurea e partecipando, anche, a numerosi convegni nel campo della diagnostica dei Beni Culturali.

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Laboratorio di botanica

Responsabile scientifico: prof. Paola Cennamo

Il Laboratorio è stato allestito alla fine degli anni 90' al fine di creare riferimenti scientifici e didattici nel settore della biologia ed in particolar modo per la botanica. Diretto fino al 2010 dal prof. Paolo De Luca (anche Direttore del Real Orto Botanico di Napoli) è stato un punto di riferimento per l'offerta didattica dei corsi di laurea triennali di Conservazione dei Beni Culturali (L-1), Diagnostica e Restauro (L-43) e quello magistrale a ciclo unico di Restauro (LMR/02).

Nel Laboratorio (al Giardino delle Camelie della sede storica) si svolgono attività didattiche, progettuali e di sperimentazione finalizzate alla diffusione, divulgazione e fruizione di tutti gli aspetti della botanica, dedicando una particolare attenzione alla interdisciplinarietà in rapporto alle finalità di progetti e tesi di laurea. Il laboratorio collabora con l'Orto Botanico di Napoli e con altri Orti Botanici italiani ed europei.

Settore di attività:
- Classificazione, studio e analisi di biodeterogeni.
- Utilizzo di tecniche di microscopia ottica per l'identificazione dei microorganismi e delle specie vegetali
- Coltivazione di microorganismi biodeterogeni autotrofi ed eterotrofi
- Elaborazione e interpretazione di dati biologici

Centro per la documentazione e la progettazione per il restauro

Il Centro per la documentazione e la progettazione per il restauro è articolato in:
- fondo specializzato nel settore del restauro, in costante aggiornamento, costituito da volumi e periodici provenienti dalla Biblioteca dell'Università Suor Orsola Benincasa, da donazioni e da università italiane ed estere;
- archivio cartaceo e CD delle tesi del Corso di Laurea triennale in Diagnostica e restauro (classe 41) e del Corso di Laurea specialistica in Conservazione e restauro dei beni culturali (classe 12/s) attivati negli anni scorsi presso l'Università Suor Orsola Benincasa. Lo stesso archivio ospiterà la documentazione cartacea e i CD delle tesi del nuovo Corso di Laurea magistrale a ciclo unico in Restauro dei beni culturali (classe LMR/02);
- fototeca dei principali restauri e studi svolti nell'ambito dei corsi di laurea attivati presso l'Università Suor Orsola Benincasa.

Il Centro ha tra i suoi obiettivi quello di fornire agli studenti le nozioni di base per il rilevamento dei beni culturali e per la redazione degli elaborati grafici mediante software appropriati. Inoltre è dotato di una struttura tecnica finalizzata alla redazione di progetti per il restauro in ambito nazionale e internazionale che si basa su una serie di esperienze accumulate in un ampio arco temporale.

Il Centro opera in stretta collaborazione con i laboratori mediante una serie di iniziative di carattere didattico e scientifico finalizzate alla formazione degli allievi.

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I cantieri didattici esterni

Sono numerosi i cantieri attivi presso cui gli studenti svolgono attività di ricerca e di restauro sul campo.

Elenco dei principali restauri svolti
2004 - Croci processionali in argento, XV-XVI sec., custodite nella Chiesa Madre di Erice (Tp).
2007 - Sarcofagi egizi, III sec. a. C. Museo Archeologico Nazionale, Napoli.
2007 - Coro dei padri della Certosa di Padula, XVI sec., Padula (Sa).
2007-10 - Diverse domus di Pompei, I sec. a.C. - I d.C.
2007-10 - Soffitti decorati e strutture di copertura Museo Nazionale del Bardo, XIX sec., Tunisi.
2009 - Studiolo di Gioacchino Murat, inizi secolo XIX, Palazzo Reale di Napoli.
2009 - Meng Joss House, Tianjin, XX sec., Cina.
2009 - Dipinti su tela e cornici, XIX sec., Ariano Irpino (Av).
2009-10 - Lipsanoteche e busti reliquiari, XVII sec., chiesa del Gesù Nuovo, Napoli, chiesa di San Paolo Maggiore, Napoli, chiesa del Carmine, Sorrento.
2010-11 - Dipinti e cornici della Sala degli Angeli, Università Suor Orsola Benincasa.
2011 Sculture in argento, XVIII-XIX sec., (Museo del Tesoro di San Gennaro, Napoli).
2011-12 Sala Diplomatica e centrotavola in ottone dorato di Pierre Philippe Thomire, inizi secolo XIX, Palazzo Reale di Napoli.
2011-12 Cappella Penitenziale del complesso di Suor Orsola Benincasa.
2012-2013 Napoli, Cappella Pignatelli, marmi policromi degli altari e del pavimento
2013-2014 Battaglia di Isso, copia del mosaico originale, Pompei, Casa del Fauno,
2013-2014 Volta dell'Alcova di Maria Amalia di Sassonia, dipinti murali, Napoli, Palazzo Reale,
2013-2014 Cappella Carafa di Roccella, paramenti marmorei e tarsie Napoli, chiesa di San Domenico Maggiore,
2013-2014 Cappella di Sant'Angelo a Morfisa, pitture murali, Napoli, chiesa di San Domenico Maggiore.

Elenco delle principali istituzioni convenzionate
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania.
Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per Napoli e Provincia.
Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, Roma.
Opificio delle Pietre Dure, Firenze.
Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Chimica e Tecnologia dei Polimeri, Pozzuoli (NA).
Seconda Università degli studi di Napoli

Le attività di servizio verso il mondo del lavoro

Il polo laboratoriale universitario dedicato al settore della diagnostica, documentazione e restauro nell'ambito dei beni culturali ha dato vita a una serie di iniziative per creare una più stretta e fattiva connessione con il mondo del lavoro.

Grazie alle sofisticate attrezzature tecniche delle quali è in dotazione, sostenute, fra l'altro, dalla costituzione di 2 unità mobili in grado di intervenire direttamente sul campo, e in virtù di una serie di convenzioni strette con diversi Enti territoriali dell'Italia meridionale, esso è in grado di offrire un servizio di consulenza e di operatività nei confronti di una vasta tipologia di committenza.

Più in particolare, oltre a interventi più specificamente di conservazione e restauro, il polo laboratoriale universitario è in grado di eseguire tutte le procedure di diagnostica non invasiva (dalle radiografie alle misurazioni spettrofotometriche), di campionatura, preparazione e analisi su manufatti metallici, lignei, argillosi (ceramiche, intonaci e altri elementi strutturali).

Le attività laboratoriali sono a frequenza obbligatoria.

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