Corso di laurea magistrale interfacoltà in
Conservazione e restauro dei beni culturali

a.a. 2017/18

Obiettivi

Il corso di laurea intende formare laureati in conservazione e restauro dei beni culturali con il profilo corrispondente alla qualifica professionale prevista dal DM 26 maggio 2009 n. 86, art. 1, comma 1.

Il restauratore di beni culturali dovrà saper valutare e rappresentare lo stato di conservazione delle opere e/o dei manufatti, riconoscendone e preservandone l'aspetto culturale oltre che quello tecnico. Dovrà di conseguenza saper progettare e realizzare le attività tese a limitare i processi di degrado dei materiali.

Il restauratore dovrà avere competenze tecniche e manuali e capacità di dirigere e coordinare gli altri operatori attivi nel lavoro di restauro, che sia esso restauro diretto o azione preventiva volta alla conservazione delle opere d'arte. Il percorso formativo si prefigge di fornire competenze e conoscenze su:
- conoscenza scientifica dei materiali costituenti l'opera, comprendendo la struttura e i processi di degrado della materia;
- capacità tecnica adeguata all'esecuzione diretta delle operazioni sulla materia, oltre che sull'ambiente di conservazione, nella prospettiva di prevenirne e limitarne il degrado;
- capacità di progettazione e direzione dell'intervento in tutte le sue fasi;
- conoscenza di almeno una lingua europea oltre l'italiano.

Il corso è articolato in cinque anni e segue alcuni percorsi formativi professionalizzanti regolamentati dal D.M. n. 87/2009:
- Materiali lapidei e derivati; superfici decorate dell'architettura;
- Manufatti dipinti su supporto ligneo e tessile, manufatti scolpiti in legno, arredi e strutture lignee, manufatti in materiali sintetici lavorati assemblati e/o dipinti;
- Materiali e manufatti ceramici, vitrei, organici; materiali e manufatti in metallo e leghe;

Nei cinque anni previsti per l'apprendimento il discente dovrà acquisire una solida competenza di base relativa a tutti gli interventi connessi con il patrimonio, mobile e immobile, proprio dei beni culturali. A uno studio frontale, che prevede l'acquisizione di conoscenze di base nel campo dell'archeologia, della storia, della storia dell'arte, della storia dell'architettura, della fisica, della chimica e della biologia, si affiancherà un'articolata attività di apprendimento pratico che, oltre a svilupparsi nei laboratori allestiti nella struttura (o presso le sue sedi decentrate), potrà esplicarsi presso Enti e Istituzioni preposte alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio (laboratori e uffici di Soprintendenza, strutture museali, siti archeologici e/o architettonici).

Il Corso, al fine di completare la preparazione culturale, è costruito in modo da fornire allo studente una solida base teorica ed anche tutte le conoscenze di carattere tecnico connesse con gli interventi di restauro sulle diverse classi di manufatti previste dal decreto interministeriale.

In funzione degli orientamenti e degli interessi che lo studente mostra sia in sede di prova di accesso che nel corso degli anni, sono previste alcune variazioni del percorso di studio. In particolare gli studenti all'immatricolazione scelgono uno dei tre percorsi formativi professionalizzanti. Inoltre gli insegnamenti teorici sono suddivisi in fondamentali, caratterizzanti e a scelta e questi ultimi afferiscono a diversi settori scientifici disciplinari. Nel corso degli studi è possibile variare gli esami a scelta in qualsiasi momento sino al raggiungimento del numero di CFU previsti dal piano di studio.

Risultati di apprendimento attesi

Area laboratoriale teorico-applicativa

Conoscenza e comprensione

Le attività svolte nei laboratori impegnano lo studente per un totale di 3000 ore circa nei cinque anni del corso. Ogni anno prevede, a seconda del curriculum prescelto, una sequenza programmata di attività, svolte per via teorica e sperimentate per via pratica.

Capacità di applicare conoscenza e comprensione

L'applicazione pratica e la sperimentazione concreta di metodologie, tecniche e materiali consentono allo studente di avere a disposizione uno strumento di apprendimento valido e verificabile direttamente. L'intervento su prototipi di manufatti o direttamente su opere d'arte necessita di uno stretto rapporto docente-discente; la normativa in materia dispone di avere a disposizione un docente tecnico ogni cinque allievi.

Area storico-artistica, storico-architettonica e archeologica

Conoscenza e comprensione

La conoscenza delle opere e dei manufatti su cui gli allievi si trovano ad operare presuppone una loro specifica formazione nel campo della storia dell'arte e dell'archeologia. In passato la mancata codifica di un livello alto di formazione per i restauratori di beni culturali in Italia aveva generato, anche presso gli istituti centrali del MiBAC, un tipo di professione con alte capacità tecniche e tecnologiche, non supportate tuttavia da un'adeguata conoscenza dei contesti storici, culturali, da cui le opere erano state generate, con un detrimento importante della comprensione profonda dell'opera su cui ci si trovava a intervenire.

Capacità di applicare conoscenza e comprensione

Le lezioni impartite in quest'area di conoscenza procedono tradizionalmente per via teorica, attraverso spiegazioni e visualizzazioni fotografiche di immagini. A supporto di questa metodologia gli allievi hanno la possibilità, nei laboratori interni in primo luogo, così come nei musei, chiese, scavi, depositi, etc. di osservare da vicino, de visu, le opere, i manufatti e le collezioni oggetto del loro studio.

Area storica di base

Conoscenza e comprensione

L'inquadramento storico e culturale in genere, i contesti in cui si sono sviluppate e hanno avuto origine le opere e i manufatti su cui gli allievi si trovano a intervenire sono fondamentali per restituire una connotazione precisa alla figura professionale che si intende formare.

Capacità di applicare conoscenza e comprensione

Accanto alle tradizionali lezioni teoriche gli allievi hanno la possibilità di applicare quanto loro impartito attraverso la frequentazione di archivi e documenti legati ai singoli manufatti, o alle raccolte in cui sono eventualmente inseriti. Questa possibilità, resa concreta dalle particolari caratteristiche della sede in cui il Corso di Studi è ospitato, - essa stessa considerata a pieno titolo bene culturale - veste i panni della necessità al momento della preparazione delle esercitazioni e della tesi finale, in cui gli allievi sono incaricati di effettuare ricerche e trovare notizie sulle opere affidate alla loro cura; con la guida e la supervisione di tutte le professionalità necessarie: storici, archivisti, storici dell'arte, restauratori, etc.

Area scientifica e tecnologica

Conoscenza e comprensione

Il lavoro diretto sui manufatti e sulle opere d'arte presuppone una conoscenza della materia di cui sono composti. Questo processo conoscitivo impone nell'offerta formativa l'inserimento di discipline tecnico-scientifiche, legate non solo ai materiali costitutivi delle opere ma anche ai contesti ambientali in cui sono inserite.

Capacità di applicare conoscenza e comprensione

Le lezioni impartite tradizionalmente per via teorica prevedono una porzione considerevole di esercitazioni in laboratorio, in cui gli allievi sono avviati alla sperimentazione diretta nell'utilizzo di tecniche e strumentazioni di alto livello tecnologico, a partire dai microscopi per finire ai raggi X. Tutta la strumentazione è in dotazione ai laboratori, messa a disposizione degli allievi, opportunamente seguiti, per il necessario espletamento di tutte le analisi diagnostiche necessarie alla conoscenza dei materiali, del loro comportamento e degrado, nonchè alla sperimentazione di nuove tecnologie e prodotti.

Autonomia di giudizio

Il laureato dovrà esprimere un buon grado di autonomia nella formulazione di giudizi critici relativi tanto ai contenuti delle singole discipline formative, quanto ai processi operativi generali nel settore della conservazione, della prevenzione e del restauro, con i quali viene a conoscenza sperimentandone direttamente le impostazioni e lo sviluppo attraverso la didattica applicativa e dei tirocini. Tutte le attività formative curriculari partecipano allo sviluppo dell'autonomia di giudizio nel laureato in restauro, che ha modo di esprimere e di manifestare tanto nelle verifiche scritte quanto in quelle orali, tanto nel corso della didattica applicativa quanto in sede teorica. Il lavoro d'equipe all'interno dei laboratori rafforza, attraverso il confronto continuo, lo sviluppo autonomo delle valutazioni in una fruttifera competizione con i propri colleghi.

Abilità comunicative

Il laureato in Restauro dei beni culturali, attraverso le regolari prove di verifica e il confronto ininterrotto con i docenti tecnici, i professori, i colleghi, sarà stimolato ad esprimere, secondo una corretta sintassi, le problematiche e le impostazione dei proprio studio e delle sue applicazioni. Lo strumento verbale costituirà, insieme alla necessaria documentazione da produrre costantemente sui lavori effettuati, l'espressione del grado di conoscenza dell'allievo sulla materia che si trova ad affrontare.

Capacità di apprendimento

La strutturazione delle diverse discipline nel complesso del progetto formativo, la loro interdisciplinarietà e commistione tra discipline scientifiche ed umanistiche, gli insegnamenti tecnici, con le esercitazioni laboratoriali consente agli studenti di acquisire un alto grado di autonomia e un ampio bagaglio culturale. La verifica delle capacità di apprendimento avviene naturalmente nel corso degli esami, sia scritti che orali.

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