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UniversitÓ degli Studţ Suor Orsola Benincasa
Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione
Corso di Laurea in Turismo per i Beni Culturali

 

 

Spaesati

I luoghi dell'Italia in abbandono tra memoria e futuro

Presentazione del volume di Antonella Tarpino

 

 

Mercoledý 28 Novembre alle 12.30

Aula C

UniversitÓ Suor Orsola Benincasa

Corso Vittorio Emanuele 292, Napoli

 

 

Le storie di un'Italia al contrario, dal basso e ai margini, che per˛ resiste, reclamando per sÚ una cittadinanza piena, estesa a tutte le latitudini. Sono territori in sofferenza, quelli che emergono da un narrare in presa diretta, eppure mandano segnali autentici di cambiamento: lý, fra le rovine di un passato ancora attivo (con il suo carico inevaso di domande rivolte all'oggi) mentre crescono, tutto intorno, le macerie di un presente in pesante ripiegamento. ╚ questo il cuore del volume "Spaesati. I Luoghi dell'Italia in abbandono tra memoria e futuro" di Antonella Tarpino, che verrÓ presentato mercoledý 28 Novembre alle ore 12.30 nell'Aula C dell'UniversitÓ Suor Orsola Benincasa di Napoli.

 

All'incontro, organizzato nell'ambito delle attivitÓ didattiche dei corsi di Sociologia dell'ambiente e del territorio, Sociologia generale e controllo sociale e Letteratura di viaggio interverranno, insieme con l'autrioce, Antonello Petrillo, docente di Sociologia generale all'UniversitÓ Suor Orsola Benincasa e Anna Simone, docente di Sociologia dell'ambiente e del territorio all'UniversitÓ Suor Orsola Benincasa.

 

Presentazione del libro

Un ritorno al paese che non c'Ŕ: dalle catene alpine del cuneese che hanno ospitato, nella vecchia borgata di Paraloup, le prime formazioni partigiane, alle cascine diroccate del cremonese, fondali antichi delle battaglie dei braccianti tra Otto e Novecento, sostituiti sempre pi¨ da mungitori indiani; dall'Aquila dolente del dopo terremoto alle comunitÓ in movimento dell'Irpinia solcata dalle pale eoliche. Fino, procedendo ancora verso sud, ai paesi in abbandono della Locride, laboratori virtuosi come Riace e Caulonia, che hanno saputo accogliere i nuovi profughi dal Mediterraneo in guerra.

 

Futuro e rovine sembrano termini incongrui. Eppure il racconto dell'Italia caduta ai margini e spaesata suggerisce un vocabolario inatteso che ci attrezza al futuro impervio dei nostri giorni: la tenacia del fragile, la speranza nella memoria, il senso (cosý concreto in montagna) del limite troppo spesso varcato.

 

"Spaesati" prova a scandagliare il composto ibrido, i vuoti e i pieni, troppo pieni, del nostro Paese, sovvertendo, almeno in termini geografici, l'ordine consolidato delle memorie nazionali. E lo fa da un osservatorio "lunare", svuotato di molte speranze, col suo carico incombente di rischi e collassi, forzato, anche controvoglia, a un lessico inedito: quello del limite, del sostenibile, dello "slow". Eppure, forse per questo, l'oggi Ŕ chiamato a riprendere, anche in virt¨ dei quesiti che le rovine pongono di rimando, le misure del proprio tempo. Lý, su una soglia stretta, dove il mondo sembra finito.

 

L'autrice

Antonella Tarpino Ŕ scrittrice, storica e socia fondatrice della Fondazione Nuto Revelli, che persegue esclusivamente finalitÓ di solidarietÓ sociale, in particolare nell'ambito della tutela, promozione e valorizzazione del patrimonio storico e della ricerca storico-scientifica di particolare interesse sociale.

Napoli, 28 Novembre 2012

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