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Dal Turismo come consumo al Turismo come esperienza

Ecco i tre punti cardine della ricetta di Massimo Bray:
Molteplicità dell'offerta culturale, recupero della dimensione storica e nuove tecnologie per una fruizione interattiva dei beni culturali

Il Ministro ha aperto la Mostra "I Tesori di Suor Orsola"

E Sabato 29 Giugno l'incontro a Castel Capuano con
Roberto Saviano e il Ministro Cancellieri su "Mafie ed Economia"

 

 

Tre punti cardine per una vera e propria "rivoluzione" dell'offerta turistica legata ai beni culturali. E' stato chiaro, deciso e puntuale l'intervento di Massimo Bray al Sabato delle Idee dedicato al tema "La cultura come risorsa: turismo e beni culturali", che si è svolto nel suggestivo scenario della Sala degli Angeli dell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.

 

La discussione, che è stata aperta da Lucio d'Alessandro, Rettore dell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, Marco Salvatore, professore di Diagnostica per immagini all'Università degli Studi di Napoli "Federico II" e da Francesco De Sanctis, presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici, ha preso il via con le relazioni di Alessandro Laterza, presidente della Commissione Cultura di Confindustria e di Giuseppe Galasso, professore emerito di Storia medievale e moderna all'Università Federico II di Napoli ed ex sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali e Ambientali.

 

"Il turismo - ha spiegato Lucio d'Alessandro, aprendo l'incontro - rappresenta, prima ancora che un fattore di sviluppo, la versione - per così dire - infra-territoriale e infra-culturale, dunque cosmopolita, di quel ben essere o ben esserci che la presenza dei beni culturali, quando ben conservati e opportunamente conosciuti, apporta alla comunità del luogo e alla comunità degli uomini. E proprio al tema del turismo, ed in particolare al turismo culturale, l'Università Suor Orsola Benincasa, dedica da oltre vent'anni un importante settore dei suoi studi e delle sue ricerche".

 

Al termine della tavola rotonda, a cui hanno preso parte Emilio Becheri, coordinatore del rapporto sul Turismo Italiano, Angelo Chianese, direttore del Distretto DATABENC- Distretto ad Alta Tecnologia dei Beni Culturali, Nino Daniele, assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, Emma Giammattei, Preside della Facoltà di Lettere Università dell'Università Suor Orsola Benincasa, Massimo Lo Cicero, professore di Economia e innovazione all'Università Suor Orsola Benincasa, Alberto Melloni, professore di Storia del Cristianesimo e delle Chiese all'Università di Modena e Reggio Emilia e Pasquale Sommese, assessore al Turismo e ai Beni Culturali della Regione Campania, è arrivato l'atteso intervento di Massimo Bray, Ministro per i Beni e le Attività Culturali.

 

La ricetta in tre punti di Massimo Bray

E più che un intervento quello di Massimo Bray, che ha rivendicato la sua quarta visita in Campania in nemmeno due mesi da Ministro, è stato un vero e proprio manifesto programmatico sulla connessione tra turismo e beni culturali.

 

La rivoluzione culturale di Massimo Bray parte dalla necessità di "passare dal paradigma del turismo come 'consumo' a quella del turismo come 'esperienza', o anche come 'viaggio', intendendo questo termine non necessariamente in senso letterale, bensì come metafora di quell'attitudine interiore alla conoscenza e alla scoperta che ha segnato il cammino dell'uomo sin dall'antichità".

 

Un cambio di paradigma che, secondo Bray, "può essere realizzato attraverso tre grandi direttrici d'intervento".

 

"La prima è quella che si pone il problema di organizzare la molteplicità dell'offerta in un complesso coerente, all'interno di un progetto consapevole caratterizzato da una visione strategica; che il modello sia quello dei distretti culturali, o quello dei poli museali, o ancora quello della contaminazione tra il museo e la mostra, tra il monumento e lo spettacolo, ciò che importa è la capacità di 'fare sistema', di creare un network che valorizzi e potenzi sia la qualità sia la quantità dell'offerta e dell'esperienza".

 

"La seconda direttrice è quella di una maggiore integrazione con la dimensione storica e culturale. Non occorre evocare qui i riferimenti canonici: il Grand Tour, il Viaggio in Italia di Goethe; ciò che importa è tornare a mettere al centro del viaggio o della visita il momento propriamente culturale, cioè valorizzare, dello straordinario patrimonio artistico e architettonico italiano, l'appartenenza alla dimensione della storia. E questo si può fare in tanti modi, ma soprattutto - direi - creando percorsi di senso, in modo che la visita a un museo o a una città d'arte non sia semplicemente un passare da un capolavoro o da un monumento all'altro, ma si traduca in un cammino storicamente e culturalmente coerente, o ancora meglio in molti possibili cammini paralleli e alternativi.

L'immensa ricchezza del patrimonio culturale e ambientale italiano ha, tra le molte ricadute, quella di una eccezionale densità di riferimenti culturali secondari: dietro a un monumento antico, ma anche, ad esempio, a un paesaggio alpino, o una stazione ferroviaria dell'Ottocento, non c'è soltanto la storia di quei luoghi; c'è anche la stratificazione lasciata dalla letteratura, spesso dalla poesia, che quei luoghi ha descritto e cantato. Un recupero anche di questa dimensione secondaria, per così dire, dei beni artistici e culturali, sulla scorta di un'ideale cartografia letteraria tradotta e trasposta in percorsi selettivi, può rappresentare, accanto certamente ad altre strade, un momento di valorizzazione del patrimonio".

 

"La terza direttrice è l'impiego accorto delle nuove tecnologie per rendere una visita a un monumento, a un museo, a una mostra un'esperienza multimediale e interattiva; ferma restando l'importanza della fruizione diretta e tradizionale ad esempio di un'opera d'arte, non c'è davvero ragione per lasciare inutilizzate e inespresse le infinite possibilità di arricchimento e approfondimento, ma anche di maggiore coinvolgimento, messe a nostra disposizione dall'evoluzione e dalla sempre crescente diffusione della tecnologia. C'è la possibilità, per la prima volta, di creare percorsi non soltanto selettivi, ma appunto interattivi, nei quali il visitatore può svolgere un ruolo che non è più soltanto di spettatore passivo, bensì anche di partecipante attivo all'esperienza, e ciò rappresenta una grande opportunità per lo sviluppo di un turismo culturale di qualità".

 

Attraverso questi tre punti cardine, ha concluso Bray, "i beni culturali potranno divenire non soltanto un patrimonio da custodire o un giacimento da sfruttare, bensì un importante momento di divulgazione e approfondimento culturale, e insieme una grande opportunità di sviluppo sociale ed economico: il punto di partenza per una ricostruzione del Paese che sia insieme culturale, politica, economica, civile".

 

Gli assessori Sommese e Daniele: sistema e accoglienza
Laboratori didattici sul campo: l'idea di Ugo Picarelli subito raccolta dal Ministro Bray - L'esempio dei cantieri archeologici di Suor Orsola

Prima dell'intervento del Ministro Bray, Pasquale Sommese, assessore al Turismo e ai Beni Culturali Regione Campania, ha lanciato l'idea di "un piano territoriale regionale per rilanciare il turismo culturale attraverso la creazione di un sistema tra istituzioni politiche, amministratori della rete dei beni culturali e grandi poli di formazione come le Università".

 

Punta, invece, soprattutto sull'accoglienza Nino Daniele, neo assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli. "Il turismo è soprattutto capacità di accoglienza - ha evidenziato Daniele - ed è per questo che mi occuperò subito della cartellonistica, degli info point e dei bagni pubblici, punti fondamentali da cui partire per il rilancio della città".

 

Favorevolmente accolta dal Ministro Bray è stata l'idea di Ugo Picarelli, direttore della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, che ha proposto di far svolgere agli studenti universitari dei corsi di laurea in turismo e beni culturali i laboratori didattici non nel chiuso delle mura universitarie ma all'interno dei principiali siti italiani di beni culturali. Un'idea che è già realtà in alcune strutture universitarie all'avanguardia come l'Università Suor Orsola Benincasa, che ha già oltre dieci cantieri di scavo archeologico dislocati in alcuni dei siti più importanti del patrimonio culturale del Paese: da Pompei a Pantelleria, da Vivara ad Otricoli.

 

La Mostra "I Tesori di Suor Orsola"

Al termine dell'incontro è stata inaugurata la mostra "I Tesori di Suor Orsola: Le savoir sur la falaise". Una suggestiva raccolta delle più belle foto scattate negli anni da Mimmo Jodice in giro tra i luoghi dell'antica cittadella monastica sarà il preludio ad un tour esplorativo dell'intero patrimonio culturale di Suor Orsola: dal Museo Storico al Museo del Giocattolo, dal giardino dei Cinque Continenti all'antico claustro. Con una vera chicca rappresentata dall'esposizione del gioiello della collezione del Museo Pagliara: la tavoletta con le Stimmate di San Francesco, opera di Dominikos Theotokopoulos detto El Greco, databile al 1571 e pubblicata da Valerio Mariani per la prima volta nel 1953. La Mostra resterà aperta fino al 2 Agosto.

 

L'appuntamento del 29 Giugno

Il 29 Giugno alle ore 10 nel Saloncino dei Busti di Castel Capuano si svolgerà l'ultimo appuntamento prima della pausa estiva del Sabato delle Idee 2013 con un incontro dedicato a "Mafie ed Economia" al quale prenderanno parte tra gli altri il Ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, il Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho, il Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, Franco Roberti e lo scrittore Roberto Saviano.

 

 

Info: www.ilsabatodelleidee.it

Napoli, 29 Giugno 2013

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