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UniversitÓ degli Studţ Suor Orsola Benincasa
Fondazione Franco Strazzullo

 

Girolamo Imperato nella pittura napoletana tra '500 e '600

Presentazione del libro di Stefano De Mieri

 

Giovedý 9 Luglio ore 17-15  

 

 

Sala Villani  

UniversitÓ Suor Orsola Benincasa  

Via Suor Orsola 10, Napoli  

 

 

 

Giovedý 9 Luglio alle ore 17:15 presso la Sala Villani dell'UniversitÓ Suor Orsola Benincasa si svolgerÓ, in collaborazione con la Fondazione Franco Strazzullo, la presentazione del libro di Stefano De Mieri "Girolamo Imperato nella pittura napoletana tra '500 e '600" (Arte Tipografica Editrice, Napoli 2009) .  

 

Il libro di Stefano De Mieri Ŕ la prima trattazione monografica dell'attivitÓ pittorica di uno dei pi¨ autorevoli esponenti della storia dell'arte partenopea, Girolamo Imperato. L'artista, assieme al fiammingo Teodoro d'Errico, ai napoletani Francesco Curia, Fabrizio Santafede e ad altre personalitÓ non sempre apprezzate dalla critica, fu uno dei protagonisti della vivace stagione culturale che interessa Napoli tra la fine del '500 e gli inizi del '600, il momento che precede la svolta moderna della pittura locale originata dai soggiorni in cittÓ del Caravaggio.  

 

 

 

Lo studioso, avvalendosi di nuovi ritrovamenti, segnatamente documentari, ricostruisce l'attivitÓ del pittore, evidenziando la complessitÓ del suo stile, caratterizzato dall'intreccio di componenti napoletane, romane, fiamminghe e, soprattutto nella fase migliore della sua carriera, da una brillante interpretazione del linguaggio dell'urbinate Federico Barocci.  

 

Attraverso lo studio serrato delle fonti, delle testimonianze archivistiche e delle opere attribuitegli (e tra queste vi sono inediti di pregio) De Mieri ricostruisce il percorso di Girolamo Imperato, soffermandosi sulla sua formazione e analizzandone meticolosamente la produzione, maturata negli ultimi decenni del Cinquecento e nei primi anni del Seicento, a contatto, nella fase migliore, con alcuni artisti di cultura baroccesca attivi a Roma e in parte discesi a Napoli per decorare la Certosa di San Martino. Notevoli i risultati scientifici cui Ŕ pervenuto il giovane studioso - tanto pi¨ importanti se si tiene conto degli scarsi dati inizialmente disponibili - il quale, fra l'altro, attraverso alcune polizze del 1595 riesce a documentare un rapporto di lavoro tra l'Imperato e il giovanissimo Carlo Sellitto, futuro seguace del Caravaggio.  

 

 

 

Il lavoro di De Mieri restituisce a Girolamo Imperato il ruolo centrale che occorre riconoscergli negli svolgimenti pittorici meridionali del suo tempo.  

 

 

 

Dopo i saluti introduttivi di Francesco De Sanctis, Rettore dell'UniversitÓ di Napoli Suor Orsola Benincasa e di Antonio Strazzullo, Presidente della Fondazione Franco Strazzullo, prenderanno parte allo spazio di discussione con l'autore Ferdinando Bologna, professore emerito di Storia dell'arte medievale e moderna all'UniversitÓ di Roma Tor Vergata, Pierluigi Leone de Castris, docente di Storia dell'arte medievale all'UniversitÓ Suor Orsola Benincasa, Carmela Vargas docente di Storia della critica d'arte all'UniversitÓ Suor Orsola Benincasa e Stefano Causa, docente di Metodologia ed elementi di storia della critica d'arte all'UniversitÓ Suor Orsola Benincasa.  

 

 

 

Il libro del De Mieri Ŕ la prima opera pubblicata dalla Fondazione Franco Strazzullo, costituita dalla Famiglia dell'insigne studioso della Storia dell'Arte napoletana, scomparso nel 2005, per onorarne la memoria e continuare, per quanto possibile, la sua opera, promovendo e incentivando, in ambito nazionale, specialmente tra i giovani studiosi, ricerche e studi di Storia dell'Arte napoletana del Seicento e del Settecento.  

 

 

 

Per conseguire tale obiettivo la Fondazione bandisce annualmente un concorso, riservato a studiosi di etÓ inferiore ai 40 anni, per l'assegnazione del Premio Franco Strazzullo.  

 

 

 

Nell'anno 2006, alla sua prima edizione, il Premio fu assegnato a Stefano de Mieri per la sua tesi di dottorato su Girolamo Imperato.  

 

 

 

Biografia De Mieri  

 

 

 

Stefano De Mieri, nato a Polla (SA) il 26-12-76, dopo la laurea in Conservazione dei Beni Culturali presso il Suor Orsola Benincasa (a.a. 2000-01) ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze archeologiche e storico artistiche presso l'UniversitÓ di Napoli Federico II (a.a. 2004-05).  

 

Sin dalla tesi di laurea, discussa con Ferdinando Bologna, docente col quale collabora alle attivitÓ didattiche del Suor Orsola Benincasa dal 2001-02, si Ŕ occupato di pittura partenopea del tardo Cinquecento e del primo Seicento, e dal 2003 ha pubblicato diversi saggi sull'argomento. Contemporaneamente si Ŕ interessato di problemi storico artistici relativi al territorio abruzzese con una serie di ricerche confluite negli ultimi volumi della collana Documenti dell'Abruzzo Teramano. Tra il 2006 e il 2008 ha partecipato ad un progetto del dipartimento di discipline storiche Ettore Lepore della Federico II coordinato da Francesco Caglioti per la trascrizione e l'elaborazione informatica delle fonti storico artistiche napoletane di etÓ moderna.  

 

Nel 2007 ha pubblicato un lungo saggio sulla fortuna critica degli avori di Salerno nel catalogo della mostra L'enigma degli avori medievali da Amalfi a Salerno, curata da Ferdinando Bologna.  

 

Dal 2007, dopo aver conseguito l'abilitazione per l'insegnamento (SIS), Ŕ docente precario di Storia dell'Arte presso gli istituti superiori.  

 

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