UniversitÓ degli Studi Suor Orsola Benincasa - Napoli
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UniversitÓ degli Studţ Suor Orsola Benincasa
FacoltÓ di Lettere

 

Professione Archeologo

Giornata di presentazione della riforma dell'offerta formativa in archeologia

 

Giovedý 30 Settembre ore 11.30  

 

 

Sala delle Tecniche Archeologiche  

UniversitÓ Suor Orsola Benincasa  

Complesso di Santa Caterina da Siena  

Via Santa Caterina da Siena n. 37 - Napoli  

 

 

Giovedý 30 Settembre alle ore 11.30 presso la Sala delle Tecniche Archeologiche della FacoltÓ di Lettere dell'UniversitÓ Suor Orsola Benincasa di Napoli (Complesso di Santa Caterina da Siena - Via Santa Caterina da Siena n. 37 - Napoli) si svolgerÓ la giornata di presentazione delle riforme dell'offerta formativa nel settore dell'archeologia.  

 

"L'UniversitÓ Suor Orsola Benincasa - spiega Massimiliano Marazzi, coordinatore del settore archeologico del Corso di laurea in Conservazione dei Beni Culturali - ha deciso di anticipare i tempi della riforma in atto, ormai pronta al varo definitivo, e di aggiornare giÓ da quest'anno i propri corsi di studio dell'intero settore della conservazione dei beni culturali".  

 

In particolare per la laurea triennale in Conservazione dei Beni Culturali ad indirizzo archeologico sono stati elaborati due nuovi piani di studio: uno cosiddetto 'applicativo' e l'altro 'filologico'. Entrambi intendono fornire agli studenti una solida preparazione di base nel settore delle scienze umane, con particolare attenzione per le discipline dedicate allo studio delle antiche civiltÓ.  

 

Nel caso dell'itinerario "archeologico-applicativo" le materie previste e gli approfondimenti sono tuttavia pi¨ indirizzati a quanti vogliano intraprendere un'attivitÓ di archeologo a tutto tondo "sul campo", mentre nel caso dell'itinerario 'archeologico-filologico' la preparazione Ŕ pi¨ orientata all'acquisizione di conoscenze e crediti utili all'insegnamento delle materie classiche nelle scuole.  

 

La totalitÓ degli insegnamenti tende in ogni caso a valorizzare una metodologia di ricerca pienamente consapevole e adeguata ai moderni criteri di competitivitÓ scientifica, attraverso il diretto confronto con il territorio di riferimento e con l'ausilio degli strumenti pi¨ avanzati nel campo delle tecnologie informatiche applicate ai beni culturali (sistemi di piattaforme elettroniche per il monitoraggio del territorio, rilevazioni tridimensionali terrestri e subacquee con diverse tipologie di scanner, gestione delle aree di scavo per mezzo della fotografia digitale georeferenziata etc.).  

 

Componenti essenziali della formazione risultano pertanto l'apprendimento di almeno un'altra lingua europea oltre l'italiano e la conoscenza dei principali programmi informatici in uso. Un ruolo di grande importanza Ŕ conferito anche alla conoscenza e alla padronanza degli aspetti giuridici e istituzionali relativi alla gestione, alla conservazione e al restauro del notevole patrimonio trasmessoci dall'antichitÓ. A tal fine sono previsti incontri e collaborazioni (sottoforma di tirocini) con l'imprenditoria impegnata nel settore della salvaguardia del patrimonio archeologico.  

 

 

La formazione sul campo - I cantieri di scavo nazionali ed internazionali  

 

 

"Uno dei tratti distintivi del nostro "fare universitÓ" - spiega Marazzi - Ŕ il grande spazio dedicato alla formazione sul campo. Durante il corso di studio del settore archeologico c'Ŕ un lungo percorso dedicato ad attivitÓ di ricerca e a esperienze pratiche formative nell'ambito dei laboratori e dei cantieri didattici di scavo appositamente predisposti, i quali costituiscono, nella varietÓ dell'offerta, il vero punto di forza dell'Ateneo (laboratori di diagnostica, di archeologia sperimentale, cantieri didattici non solo per lo scavo terrestre, ma anche per quello subacqueo)".  

 

 

L'UniversitÓ Suor Orsola Benincasa svolge infatti da anni indagini archeologiche in moltissimi siti della Regione Campania: anzitutto il cantiere di Pompei, presso una delle dimore pi¨ lussuose della cittÓ, e quelli, sempre vesuviani, di Pollena Trocchia e di Somma Vesuviana, a contatto con uno straordinario edificio di etÓ imperiale, la cosiddetta Villa di Augusto; poi quelli medievali del Ponte della Lavandaia e del Convento di S. Francesco a Folloni a Montella (AV), interessante anche per gli studi di paleoantropologia, il cantiere del villaggio fortificato medievale di Rupe Canina a Sant'Angelo di Alife (CE) e quello 'miceneo' sull'isola di Vivara (NA), che con l'insediamento protostorico e il suo porto oggi sommerso ci ricollega agli albori dei rapporti tra i Greci e l'Italia.  

 

Ma non mancano i siti archeologici dislocati sul territorio nazionale e internazionale, dove il Suor Orsola Ŕ stato chiamato dalle diverse amministrazioni locali grazie alle competenze specifiche acquisite negli anni. E' il caso dei cantieri del villaggio capannicolo di Mursia a Pantelleria (TP), connesso con gli studi e le ricerche sulla protostoria mediterranea, della Collegiata di S. Maria Assunta a Otricoli (TR), dove Ŕ stata messa in luce la fase pi¨ antica di impianto risalente al VII secolo d.C. e, ancora, del cantiere di Monastiraki nella valle di Amari dell'isola di Creta, che vide nascere, in concomitanza con i grandi e celebri centri minoici di Knossos, Mallia e Phaistos, un vero e proprio centro palaziale in miniatura.  

 

Sul sito web www.unisob.na.it/lettere si possono scaricare gratuitamente due guide complete dedicate rispettivamente alla didattica e ai nuovi programmi dei corsi, e a tutti i cantieri archeologici attivi per gli studenti a cominciare da quest'anno.  

 

 

 

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