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Comunicati stampa

Università degli Studî Suor Orsola Benincasa
MedEatResearch - Centro di Ricerche Sociali sulla Dieta Mediterranea
Fondazione Roma - Mediterraneo

 

 

Gli studenti universitari conoscono la Dieta Mediterranea?

A Milano è un "bene culturale" a Napoli è una questione di salute

A Palermo i più informati sulla qualifica di patrimonio Unesco

Solo Perugia fa eccezione alla tendenza consolidata della Dieta dissociata

Il rito del pranzo della domenica resiste solo al Sud

Ecco i dati della ricerca del Centro Ricerche Sociali sulla Dieta Mediterranea dell'Università Suor Orsola Benincasa presentati oggi a Napoli in occasione del "compleanno" del riconoscimento UNESCO della Dieta Mediterranea

 

 

Il 16 Novembre 2010 la Dieta Mediterranea veniva riconosciuta dall'UNESCO come Patrimonio Culturale Intangibile dell'Umanità. Esattamente a tre anni di distanza l'Università Suor Orsola Benincasa in collaborazione con la Fondazione Roma -Mediterraneo ha organizzato a Napoli un convegno internazionale dedicato al tema "La Dieta Mediterranea. Mito e realtà a tre anni dal riconoscimento UNESCO", nel corso del quale imprenditori, studiosi, rappresentanti delle istituzioni e addetti ai lavori del settore si confronteranno sugli effetti che la proclamazione UNESCO ha avuto sull'economia, la comunicazione e l'immagine nel mondo delle eccellenze enogastronomiche del Mezzogiorno e della Campania in particolare.

 

La presentazione del MedEatResearch - Il Centro di Ricerche Sociali sulla Dieta Mediterranea

Il piatto forte della prima giornata del convegno, che è parte integrante del progetto CARINA sulla "Sicurezza, sostenibilità e competitività nelle produzioni Agroalimentari della Campania", finanziato dall'Unione Europea nell'ambito del P.O.R. Campania FSE 2007/2013 nella sezione dedicata alle "Reti di Eccellenza tra Università, Centri di Ricerca ed Imprese", è stata la presentazione di una delle grandi eccellenze dell'Università Suor Orsola Benincasa nel settore della ricerca: il MedEatResearch, il Centro di Ricerche Sociali sulla Dieta Mediterranea diretto dall'antropologo Marino Niola.

 

Il MedEatResearch, istituito presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, nell'Aprile del 2012, proprio nell'ambito del progetto denominato CARINA (Sicurezza, sostenibilità e competitività delle produzioni agroalimentari della Campania) è nato con l'obiettivo di valorizzare, promuovere e diffondere il patrimonio alimentare del Mezzogiorno d'Italia e incentivare gli scambi culturali sull'enogastronomia dei diversi Paesi dell'area mediterranea.

 

"Oggi per far fronte alla grave crisi economica e per rispondere alle sfide del presente - ha spiegato Marino Niola - bisogna imparare di nuovo ad attingere alle risorse di una tradizione che ha pochi eguali al mondo. Paesaggi gastronomici celebri sin dall'antichità, filiere produttive di eccellenza assoluta, la pasta, la mozzarella, la pizza, il pomodoro, i latticini, il vino, la frutta, i legumi, l'olio extravergine d'oliva, sono i pilastri della dieta mediterranea, le materie prime di uno stile di vita che recupera il passato per anticipare i tempi. Sapori e prodotti che vengono da lontano, dalla fatica dei nostri antenati, dalla loro sapienza, intelligenza e lungimiranza. Spetta, dunque, a noi il compito di riannodare la trama della storia, di recuperare quei fili umani, economici, culturali spezzati in nome di un'idea di sviluppo fallimentare oltre che estranea alle vocazioni dei nostri territori. Ed è proprio questo l'obiettivo fondante del nostro Centro di Ricerca perché per il Mediterraneo il futuro è anteriore".

 

La ricerca sulle abitudini alimentari degli studenti universitari

Il convegno internazionale al Suor Orsola è stata anche l'occasione per la presentazione di una delle numerose ricerche già effettuate dal centro: un'indagine sulle abitudini alimentari degli studenti universitari italiani.

 

"Sono due giorni di riflessione molto importanti visto il prestigio e la competenza degli oltre trenta relatori - ha spiegato Marino Niola - che abbiamo riunito con l'obiettivo di analizzare sotto diverse angolazioni i processi di valorizzazione del nostro patrimonio agroalimentare ma soprattutto di avviare la costruzione di una rete di collaborazione tra studiosi, imprenditori e istituzioni, finalizzata alla formazione di nuove figure di ricercatori e operatori impegnati nell'ambito della comunicazione, valorizzazione e promozione di questa straordinaria risorsa culturale e produttiva che è la dieta mediterranea".

 

Il programma del convegno

Ad aprire il convegno il saluto di Nunzia De Girolamo, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, che non potendo essere presente ha scritto una lettera per sottolineare l'importanza della Dieta Mediterranea "come regime alimentare fondato sulla qualità e sulla salubrità dei prodotti, ma anche come vero e proprio stile di vita, che lega tutte le civiltà del Mediterraneo, un'area in cui è da sempre riconosciuta l'importanza delle tradizioni alimentari come momento di condivisione e dialogo tra le genti, ma anche come elemento di sintesi tra la ricchezza innata del territorio rurale e marino e la creatività dell'uomo, in una continua interazione tra natura e cultura".

 

"Attraverso le culture alimentari mediterranee, che si esprimono tanto nella coltivazione, nell'allevamento, quanto nelle trasformazioni e nelle culture gastronomiche - ha scritto la De Girolamo - si racconta l'identità culturale, sociale ed economica delle popolazioni dell'intera zona e il loro evolversi nel tempo, nel susseguirsi dei cambiamenti storici e ambientali. Esaltare il valore della Dieta Mediterranea vuol dire, quindi, dare importanza anche a tutto quello che fa parte delle competenze, delle tradizioni e delle particolarità del comparto agroalimentare del nostro Paese. Un comparto di cui andare assolutamente fieri, la cui qualità dei prodotti garantisce al Made in Italy una posizione competitiva sui mercati globali, e che rappresenta una preziosa opportunità per il rilancio dell'intero sistema economico italiano. Il settore è, infatti, tra i pochi, in questo scenario di recessione, a mantenere e creare ancora occupazione. Per questo la valorizzazione e la salvaguardia delle nostre eccellenze devono diventare un'assoluta priorità del governo italiano, ma anche di tutti noi cittadini, perché con esse non solo la nostra economia, ma il nostro passato e il nostro futuro".

 

Poi il via alla prima giornata di lavori con gli interventi di Lucio d'Alessandro Rettore dell'Università Suor Orsola benincasa di Napoli, Vito Amendolara, presidente dell'Osservatorio sulla Dieta Mediterranea, Maurizio Maddaloni, presidente della Camera di Commercio di Napoli, Daniela Nugnes, assessore all'Agricoltura della Regione Campania, e Amilcare Troiano, Presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

 

La sessione del mattino è stata dedicata alle eccellenze campane con gli interventi di Stefano Pisani, Sindaco di Pollica, il paese cilentano individuato dall'UNESCO come patria elettiva della Dieta Mediterranea insieme a Sorìa in Spagna, Koroni in Grecia e Chefchaouen in Marocco e degli chef stellati Livia e Alfonso Iaccarino del ristorante "Don Alfonso 1890" a Sant'Agata sui Due Golfi.

 

Poi le tre relazioni di apertura del convegno: quella di Marino Niola, direttore del MedEatResearch su "La dieta mediterranea tra reale e immaginario", quella di Gabriele Riccardi, presidente della Società Italiana di Diabetologia, su "Lo stile di vita Mediterraneo: una scelta ecocompatibile per la promozione della salute" e quella di Franco Contaldo, coordinatore della Commissione sulla Bioetica della Nutrizione Artificiale della Società Italiana di Nutrizione Parenterale ed Enterale su "Perché la Dieta Mediterranea è patrimonio immateriale dell'Umanità".

 

Nella sessione pomeridiana l'intervento di studiosi provenienti da diverse università italiane e sarà dedicata alla riflessione storico-antropologica sulla "Dieta Mediterranea": dal processo di patrimonializzazione alle rappresentazioni del cibo nelle comunità virtuali, fino alla genesi del mito.

 

Domani alle ore 10 Piercarlo Grimaldi, Rettore dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo aprirà la seconda giornata che sarà dedicata allo studio degli alimenti (come la pasta, il pomodoro e l'olio) che hanno reso la Dieta mediterranea unica nel mondo.

 

I lavori del convegno si concluderanno con una tavola rotonda dedicata al tema "Le tipicità della Dieta Mediterranea nel mondo globale" a cui prenderanno parte alcuni dei più importanti imprenditori campani del settore "wine and food": Pina Amarelli, (Amarelli Liquirizie), Giovanni Assante, (Pastificio Gerardo di Nola), Maria Ida Avallone (Azienda Vinicola Villa Matilde), Giuseppe Cilento (Cooperativa Nuovo Cilento), Livia Iaccarino (Don Alfonso Consulting & Distribution), Emidio Mansi (Pastificio Lucio Garofalo di Gragnano) Antonio Puzzi (Slow Food Campania) Paolo Ricciulli (Delfino SpA / Althea SpA), Antonio Limone, direttore dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e Maria Margherita Satta, direttore del Dipartimento di Scienze dell'Uomo dell'Università di Sassari.

 

 

MedEatResearch - Centro di Ricerche Sociali sulla Dieta Mediterranea
Via Suor Orsola 10, Napoli
Tel. 081.2522372 e-mail
www.unisob.na.it/medeatresearch

 

 

Presidente
Lucio d'Alessandro

Direttore
Marino Niola

Comitato Scientifico
Enricomaria Corbi
Carlo Petrini
Franco Contaldo
Gabriele Riccardi
Antonello Petrillo
Alfonso Iaccarino
Livia Iaccarino
Licia Granello
Antonella Gritti
Margherita Musello
Elisabetta Moro
Ludovico Docimo
Guglielmo dè Giovanni-Centelles
Stefano Pisani
Giuseppe Cilento

Napoli, 14-15 Novembre 2013


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