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Comunicati stampa

Università degli Studî Suor Orsola Benincasa
Centro Studi Michele Prisco

 

 

Ritorno a Prisco

Lo scrittore, il giornalista, il lettore

Una mostra documentaria nel decennale della scomparsa dell'autore

 

 

Inaugurazione Martedì 19 Novembre ore 10

Biblioteca Pagliara
Università Suor Orsola Benincasa
Via Suor Orsola 10, Napoli

 

 

Nel decennale della scomparsa del grande autore Michele Prisco l'Università Suor Orsola Benincasa, in collaborazione con il Centro Studi Michele Prisco, ha organizzato a Napoli una giornata di studi e una mostra documentaria dedicate all'attività narrativa, giornalistica e saggistica dello scrittore.

 

"Ritorno a Prisco" ripercorre interamente il cinquantennio della produzione dello scrittore erede della tradizione napoletana del romanzo borghese dell'Otto-Novecento che meglio seppe descrivere la borghesia partenopea, con tutte le sue debolezze e i suoi limiti. Lontano dagli stereotipi e dalle mitologie diffusi intorno all'immagine di Napoli, Prisco ha saputo inglobare nelle sue opere l'analisi anche dei ceti più popolari, senza però mai introdurre nei suoi romanzi quelle connotazioni macchiettistiche e di folklore che saranno tipiche di gran parte della letteratura napoletana del dopoguerra.

 

Il programma del convegno

L'inaugurazione della Mostra sarà preceduta da un convegno di studi dedicato al tema "Ritorno a Prisco: lo scrittore, il giornalista, il lettore", che si svolgerà martedì 19 Novembre alle ore 10 presso la Biblioteca Pagliara dell'Università Suor Orsola Benincasa.

 

I lavori saranno aperti da Lucio D'Alessandro, Rettore dell'Università Suor Orsola Benincasa e Annella Prisco, vicepresidente del Centro Studi "Michele Prisco". Nella sessione del mattino presieduta da Emma Giammattei, preside della Facoltà di Lettere dell'Università Suor Orsola Benincasa saranno presenti Paola Villani, docente di Letteratura italiana all'Università Suor Orsola Benincasa, Silvia Zoppi, docente di Letteratura italiana al Suor Orsola, i giornalisti Stefano Folli ed Ermanno Corsi e la scrittrice Lorenza Rocco Carbone.

 

Nella sessione pomeridiana presieduta da Raffaele Giglio, docente di Letteratura italiana all'Università Federico II di Napoli, saranno presenti Patricia Bianchi, docente di Storia della Lingua italiana all'Università Federico II di Napoli, Gian Giotto Borrelli, docente di Storia dell'arte medievale e moderna all'Università Suor Orsola Benincasa, Simona Costa, docente di Letteratura Italiana contemporanea all' Università degli Studi Roma Tre, Fabio Pierangeli, docente dl Letteratura italiana all'Università degli Studi di Roma Tor Vergata e lo scrittore Francesco Durante, docente di Cultura e letteratura degli Italiani d'America all'Università Suor Orsola Benincasa.

 

La mostra documentaria

Al termine del convegno Caterina Prisco, presidente del Centro Studi "Michele Prisco", darà il via all'inaugurazione della Mostra documentaria "Ritorno a Prisco", una selezione dei materiali più importanti conservati presso il Centro Studi "Michele Prisco". Si tratta di prime edizioni, lettere autografe, fotografie, traduzioni e anche preziose carte preparatorie di alcuni romanzi prischiani. Da segnalare anche le lettere manoscritte di Italo Calvino, Carlo Cassola, Carlo Bernari, la traduzione giapponese del romanzo "Una spirale di nebbia" e le redazioni manoscritte e dattiloscritte del romanzo "Gli eredi del vento".

 

La mostra allestita presso la Biblioteca Pagliara dell'Università Suor Orsola Benincasa e curata da un comitato scientifico composto da Lucio d'Alessandro, Emma Giammattei, Simona Costa, Raffaele Giglio e Paola Villani, insieme con le due eredi dell'autore Annella e Caterina Prisco, sarà aperta gratuitamente al pubblico fino al 19 Dicembre dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18.

 

Programma completo della giornata

 

 

Michele Prisco

Nato e cresciuto a Torre Annunziata in un ambiente borghese che poi costituirà lo sfondo dei suoi libri, Michele Prisco si laurea in giurisprudenza e supera anche gli esami di procuratore legale, ma alla carriera di avvocato preferisce quella di giornalista e scrittore.

 

Nel 1942 viene pubblicato sul mensile del Corriere della sera, "La Lettura", il suo primo racconto, "Gli alianti". Prima di partire militare collabora con la Gazzetta del Popolo di Torino e anche durante i lunghi mesi passati sul fronte prosegue il suo percorso di formazione grazie a commilitoni, in seguito divenuti amici di una vita, come gli scrittori Gino Montesanto, Mario Pomilio e il pittore Enrico Accatino. Alla fine del conflitto riprende l'attività giornalistica collaborando con varie testate, sia quotidiane che periodiche.

 

Nel 1949 pubblica il suo primo libro, La provincia addormentata, che gli vale la medaglia d'oro per l'opera prima al premio Strega di quell'anno. L'anno successivo Gli eredi del vento gli frutta il Premio Venezia per l'inedito.

 

Nel 1951 si sposa e si trasferisce a Napoli, città che ama e in cui vivrà fino alla morte.

 

Negli anni sessanta è, con Mario Pomilio, Domenico Rea, Luigi Incoronato, Gianfranco Venè e Leone Pacini Savoj, tra gli animatori della rivista letteraria "Le ragioni narrative" di cui sarà anche direttore. Continuò il suo impegno giornalistico come critico cinematografico e letterario e per un decennio ricoprì la carica di vice segretario del Sindacato Nazionale Scrittori. E anche il cinema lo scoprì, dando vita a una fortunata versione cinematografica del libro "Una spirale di nebbia".

 

Nei suoi primi libri ("La provincia addormentata", "Eredi del vento" e soprattutto "Figli difficili") Prisco descrisse la borghesia dell'intera provincia partenopea, con tutte le sue debolezze e i suoi limiti, fra cui l'incapacità di proporre per Napoli alternative concrete a una situazione di stagnazione sociale e economica che ne impediva lo sviluppo. Successivamente lo scrittore, pur continuando a sviscerare il mondo delle classi medie della sua città, cercherà di inglobare nella sua analisi anche i ceti più popolari, senza però mai introdurre nei suoi romanzi quelle connotazioni macchiettistiche e di folklore che saranno tipiche di gran parte della letteratura napoletana del dopoguerra.

 

Straordinariamente feconda anche la sua attività giornalistica, che lascia in eredità oltre 5000 articoli e prestigiose collaborazioni con 110 testate giornalistiche, quotidiane e periodiche. Da "Il Meridiano di Roma" (suo esordio, 3 agosto 1941) a "L'Arena", da "Il Nostro tempo" a "Il Corriere della Sera". Ma soprattutto il suo prezioso lavoro a "Il Mattino", fino all'esperienza di giornalista professionista, titolo ottenuto per chiara fama nel 1962 anche sulla scia dei suoi successi narrativi.

 

Nel 1996, vince il Premio Cimitile, con l'opera "Il Pellicano di Pietra" (Rizzoli). Nel 2001 vince il Premio Oplonti alla carriera e nel 2002 il Premio Napoli alla carriera. La sua scomparsa esattamente 10 anni orsono, il 19 Novembre 2003.

 

 

Comitato Scientifico
Lucio d'Alessandro
Emma Giammattei
Simona Costa
Raffaele Giglio
Paola Villani

 

Segreteria scientifica
Nunzio Ruggiero

Napoli, 19 Novembre 2013

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