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Comunicati stampa

Università degli Studî Suor Orsola Benincasa
Fondazione Fuci - Federazione Universitaria Cattolica Italiana

 

 

Donne, educazione e democrazia nell'Italia del Novecento

In occasione della presentazione in anteprima nazionale del volume di Roberto Pasquale Violi su Maria de Unterrichter Jervolino

 

 

Martedì 25 Novembre ore 17

Sala degli Angeli

Università Suor Orsola Benincasa

Via Suor Orsola 10, Napoli

 

 

Membro dell'Assemblea Costituente, prima donna al governo al Ministero della Pubblica Istruzione, simbolo indimenticato dell'antifascismo e delle battaglie per i problemi della pace e dell'educazione in tutto il mondo. C'è tutto questo e molto altro ancora nella storia di Maria de Unterrichter Jervolino (1902-1975), una delle ventuno donne elette all'Assemblea Costituente che, con il loro coraggioso lavoro, hanno inserito nella Costituzione le innovazioni che hanno cambiato la condizione femminile.

 

Una storia densa di significati raccontata oggi per la prima volta organicamente in un libro: "Maria de Unterrichter Jervolino (1902-1975). Donne, educazione e democrazia nell'Italia del Novecento" (Fondazione FUCI - Edizioni Studium, Roma 2014), scritto dallo storico Roberto Pasquale Violi, che verrà presentato in anteprima nazionale Martedì 25 Novembre alle ore 17 nella Sala degli Angeli dell'Università Suor Orsola Benincasa.

 

Una scelta non casuale quella dell'unico Ateneo italiano fondato da una donna (Adelaide del Balzo Pignatelli Principessa di Strongoli), che si fonda su una storia secolare di donne al servizio della cultura e della pedagogia e che rappresenta l'unica istituzione universitaria italiana che racchiude al suo interno anche tutte le scuole di ordine e grado con una specifica attenzione all'infanzia, che ha caratterizzato per anni anche l'impegno di Maria de Unterrichter Jervolino.

 

Alla discussione sui numerosi temi d'attualità (la pace, il sistema italiano dell'istruzione, le riforme costituzionali) rilanciati dal volume prenderanno parte, insieme con l'autore, Lucio d'Alessandro, Rettore dell'Università Suor Orsola Benincasa, Elvira Chiosi, docente di Storia Moderna all'Università degli Studi di Napoli Federico II, Natascia Villani, docente di Filosofia Politica all'Università Suor Orsola Benincasa e il direttore di Rai Vaticano, Massimo Milone.

 

L'autore

Roberto Pasquale Violi insegna Storia contemporanea all'Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale. Fra le sue pubblicazioni: "Episcopato e società meridionale durante il fascismo (1922-1939)", Roma 1990; "Religiosità e identità collettive. I santuari del sud tra fascismo, guerra e democrazia", Roma 1996; "La Dc nell'Italia liberata", Napoli 2006.

 

Maria de Unterrichter Jervolino: una vita al servizio della pace nel mondo, dei diritti delle donne e dell'educazione dei giovani

Maria Jervolino de Unterrichter è una delle ventuno donne elette all'Assemblea Costituente che, con il loro coraggioso lavoro culturale e politico, hanno inserito nella Costituzione norme profondamente innovative tali da cambiare la condizione femminile nel nostro Paese.

 

Nata in una valle del Trentino - Alto Adige, allora sotto la dominazione austriaca, durante la prima guerra mondiale, profuga ad Innsbruck dove frequenta il liceo, diventa cittadina italiana nel 1918.

 

A Roma, dove frequenta l'Università e si laurea a "La Sapienza", entra a fare parte del gruppo di giovani che seguono monsignor Montini, poi Papa Paolo VI, e diventa presidente Nazionale Della Federazione Universitaria Cattolica Italiana (Grande Fuci).

 

Lì conosce il napoletano Angelo Raffaele Jervolino, presidente nazionale dei giovani di Azione Cattolica, lo sposa e fa di Napoli la sua terra di elezione profondamente amata per la bellezza naturale ed artistica, la sua storia e la cultura, nonché la calda umanità della sua gente. A Napoli vive i drammatici giorni della Seconda Guerra Mondiale, i terribili bombardamenti sul porto e l'ansia di liberazione dai tedeschi.

 

La guerra, l'antifascismo e l'elezione all'Assemblea Costituente

Antifascista convinta come il marito, assieme mantengono segretamente contatti con gli ambienti ed i movimenti laici e cattolici che si oppongono al Regime, vengono intralciati nelle loro attività professionali e sono per lunghi anni, "sorvegliati speciali" della polizia.

 

Finita la guerra vengono ambedue eletti alla Costituente, una delle cinque coppie di coniugi presenti in quella assemblea, tre del PCI (Togliatti - Rita Montagnana; Longo - Teresa Noce; Nadia e Velio Spano) e due della DC (Jervolino - Maria de Unterrichter; Maria e Angelina Cingolani).

 

Il collegio elettorale assegnato a Maria de Unterrichter Jervolino è ben lontano dalle città e dalle regioni ove vive. Il marito è candidato a Napoli ed allora si riteneva non corretto che due persone, appartenenti allo stesso nucleo familiare si presentassero alle elezioni in territori vicini. Di conseguenza, la direzione della Dc le assegna Potenza e Matera, allora, di certo, non facilmente raggiungibili da Napoli. Una nuova difficile avventura: la Jervolino parte con una piccola Fiat 500 e l'amica napoletana Tullia Origo per quella terra alla quale rimane legatissima fino al momento della morte.

 

Uguale forte rapporto (allora il legame con il proprio territorio era reale e profondo ed era considerato stretto dovere degli eletti occuparsi dei problemi locali) la Jervolino ha con il collegio di Salerno - Avellino - Benevento, nel quale la direzione del Partito la trasferisce dopo due legislature trascorse in Basilicata. In quegli anni la disciplina di partito era fortissima ed i dirigenti nazionali (intanto la Jervolino è stata eletta responsabile nazionale delle donne della DC) vengono fatti girare per stabilire un contatto più forte con i vari territori.

 

Le battaglie per la condizione femminile e l'impegno per l'educazione e l'istruzione dei giovani

Durante i primi anni di vita parlamentare Maria Jervolino, oltre che partecipare con le altre venti Costituenti alle battaglie per la condizione femminile e la parità di diritti tra uomini e donne, viene impiegata soprattutto su temi di politica estera e - per la conoscenza dei problemi della sua regione di origine - nelle difficili trattative che precedono gli accordi Grüber - De Gasperi. La perfetta conoscenza del tedesco e la fiducia goduta anche negli ambienti diplomatici di Vienna facilitano questo compito.

 

Prima donna al Governo nel Ministero della Pubblica Istruzione (che aveva allora anche la competenza sui beni culturali e sull'Università) affronta, in una realtà nella quale è ancora largamente diffuso l'analfabetismo soprattutto femminile e l'evasione scolastica dei giovani, i problemi del rilancio della scuola e della cultura come diritto di cittadinanza sia nei suoi aspetti strutturali (edilizia scolastica, diffusione delle scuole nei territori rurali) sia in quello delicato e difficile della modernizzazione dei programmi.

 

Una grande importanza ha nella vita della Jervolino l'incontro e la lunga comunanza di pensiero e di lavoro con Maria Montessori. Con quest'ultima, l'interesse della Jervolino per l'educazione e la difesa dei diritti dell'infanzia si intensifica (per trenta anni è stata presidente nazionale dell'Ente Montessori) e si allarga a livello internazionale.

 

L'impegno per la pace in giro per il mondo

Gli ultimi anni di vita la vedono impegnata in tutti i continenti: dall'India al Venezuela, dall'Europa ad Israele, dall'America del Nord al Perù, fino a diventare Vice Presidente dell'Associazione Montessori Internazionale AMI e ad assumere la presidenza mondiale dell'OMEP, l'organizzazione dell'UNESCO per l'educazione pre-scolastica.

 

Per Maria Jervolino, che aveva vissuto in prima persona l'esperienza durissima di due guerre mondiali, particolare interesse ha il pensiero della Montessori circa il nesso inscindibile tra educazione e pace. Secondo la pedagogista solo l'educazione alla coesistenza tra religioni, culture, razze, storie diverse, il rispetto dei diritti umani e l'interesse per l'altro possono assicurare la vera pace. L'educazione dei bambini è quindi uno strumento prezioso per una concreta speranza di pace. In quest'ottica costante è stato l'impegno e l'interesse della Jervolino per l'Europa e per le sue istituzioni, nonché il lavoro perché nazioni che in un secolo si erano per due volte ferocemente combattute fra di loro, potessero intraprendere e perseguire la via positiva ma difficile di uno sviluppo solidale.

 

L'interesse per la cultura e per i problemi dell'educazione, la politica estera, non le fanno, però dimenticare i problemi del Mezzogiorno, primo fra tutti la disoccupazione e la povertà. La Jervolino - quando ancora le donne non erano ammesse in diplomazia - è la prima donna a partire dall'Italia con le credenziali di "ambasciatore politico". La sua meta è il Brasile, compito riattivare e ravvivare il canale dell'emigrazione verso quello Stato, che ha accolto tanti nostri emigranti e le loro famiglie.

 

La conoscenza delle lingue tipica delle persone di cultura mitteleuropea l'ha sempre aiutata nei suoi continui viaggi tra gli Istituti italiani di cultura ove tiene conferenze, oltre che sui diritti dei bambini, sui principi fondanti della nostra Costituzione e sul diritto dei cittadini alla sicurezza sociale, tema al cui sviluppo ha dato un contributo essenziale come presidente per venti anni del CEPAS (Centro di Educazione Professionale per Assistenti Sociali).

 

Cattolica convinta e praticante, Maria Jervolino è sempre profondamente attenta e rispettosa verso le culture diverse dalla sua. Cerca ciò che unisce più che ciò che divide ed un legame profondo la lega in particolare con due personalità di alto valore culturale, amiche-sorelle di matrice laica: Emma Cantimori e Maria Calogero. Con quest'ultima e con un gruppo di amici di elevato spessore (Adriano Olivetti, Guido Calogero, Adriano Ossicini, Angela Zucconi) attraverso il CEPAS si impegna a dare concreta attuazione ai principi costituzionali. Viene superato il concetto di "beneficenza" per passare a quello di "diritto alla sicurezza sociale" e rivendicato anche il ruolo professionale, la dignità e la preparazione scientifica delle assistenti sociali alle quali viene aperta la strada dell'Università.

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