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Comunicati stampa

Università degli Studî Suor Orsola Benincasa
Fondazione Pagliara

 

 

Ombre dal fondo

Rocco Pagliara tra musica, arte, letteratura

In occasione del centenario della sua scomparsa

 

 

Venerdì 12 Dicembre ore 10

Sala degli Angeli

Università Suor Orsola Benincasa

Via Suor Orsola 10, Napoli

 

 

Venerdì 12 Dicembre alle ore 10 presso la Sala degli Angeli dell'Università Suor Orsola Benincasa si svolgerà un convegno dedicato al tema "Ombre dal fondo. Rocco Pagliara tra musica, arte, letteratura".

 

L'incontro, introdotto da Lucio d'Alessandro, Rettore dell'Università Suor Orsola Benincasa e da Ortensio Zecchino, Presidente Fondazione Rocco Pagliara e coordinato da Emma Giammattei, Preside della Facoltà di Lettere del Suor Orsola, è stato strutturato come confronto multidisciplinare al quale prenderanno parte illustri studiosi di musica, arte, storia e letteratura come Giulio Ferroni, Paolo Isotta, Pierluigi Leone de Castris, Silvia Zoppi, Barbara Jatta, Francesco Bissoli, Nunzio Ruggiero e Luisa Bocciero.

 

Il convegno vuole celebrare il centenario della morte di Pagliara (1914), ricostruendone il profilo anche grazie al materiale, alle collezioni e ai corpora testuali raccolti presso la Fondazione, come patrimonio, materiale e immateriale, che segna davvero un fecondo capitolo della storia di Napoli, del mezzogiorno e dell'Italia a cavaliere tra i due secoli.

 

Verranno, perciò, ripercorsi i luoghi (fisici e ideali) di una rinascita culturale che in quella fine Ottocento si esprimeva in diverse forme, in un "girotondo delle Muse" sempre in dialogo tra loro, quando Napoli sembrava aprirsi alla (wagneriana) "seduzione dell'arte".

 

Il Museo e la Fondazione Pagliara

La Fondazione Pagliara nasce nel 1947 da un'idea di Maria Antonietta e Adelaide Pagliara che decisero di lasciare l'ingente patrimonio artistico ereditato dal fratello Rocco a disposizione dell'Istituto Suor Orsola Benincasa, affinché le allieve dell'allora Magistero potessero avvalersene per gli studi della storia dell'arte.

 

Rocco Pagliara, singolare personalità che visse fra l'800 ed il '900 in un clima di grande fervore intellettuale ed artistico, fu un intellettuale interessato alla musica e alla poesia, amico di artisti e collezionista straordinario di quadri, stampe, porcellane, vetri, ceramiche, mobili, spartiti musicali.

 

Tutti i suoi tesori, una volta arrivati al Suor Orsola, furono organizzati in un museo, ospitato all'interno di quelle che un tempo erano state le celle delle monache sul grande claustro. L'ideale sequenza cronologica secondo la quale sono stati disposti i quadri, i mobili, le sculture e gli oggetti minori conferiscono ad ogni cella una particolare fisionomia che è riconducibile ad un dato momento storico.

 

L'organizzazione dei beni di Rocco Pagliara all'interno del Museo è da attribuirsi a Sergio Ortolani, professore di storia dell'arte nel Magistero ed insigne storico, e a Valerio Mariani che, in seguito alla sua morte, gli successe nella cattedra e completò l'opera di sistemazione.

 

Il Museo venne inaugurato nell'aprile del 1952. In ogni saletta si hanno le testimonianze di arte e di ambienti dal XVI alla fine del XIX secolo. Si passa così dalle tavole di tarda maniera bizantina ad opere manieristiche a pitture del seicento di suggestione caravaggesca, ad esempi di arte barocca e rococò, fino alle testimonianze dell'arte napoletana contemporanea a Rocco Pagliara.

 

Gioiello della collezione è la tavoletta con le Stimmate di San Francesco, opera di Dominikos Theotokopoulos detto El Greco, databile al 1571 e pubblicata da Valerio Mariani per la prima volta nel 1953. La tavoletta è di grande interesse perchè testimonia uno dei momenti formativi del Greco durante il suo soggiorno in Italia.

 

Fra le opere conservate nel museo, ricordiamo anche il Viandante di Michiel Sweerts, nordico operante a Roma nella cerchia dei caravaggeschi "di passo ridotto", così definiti da Longhi per indicare il passaggio dal naturalismo distaccato e selettivo di Caravaggio all' interpretazione che questi artisti danno della vita quotidiana nei suoi aspetti minori e talvolta crudamente realistici. Alla fine degli anni venti del Seicento risale il Tobiolo e l'Angelo di Claude Lorrain, affascinante opera dell'artista francese, giunto giovanissimo in Italia, e che divenne il massimo interprete della pittura di paesaggio del suo tempo.

 

L'Ester e Assuero di Bernardo Cavallino, databile a circa il 1642, è uno dei momenti più alti del pittore napoletano, che offre una originale interpretazione, in chiave lirica ed intimista, del dato reale, preludio, come è stato scritto, della moderna pittura "borghese" del Settecento. La natura morta è rappresentata nel Museo da tele di Mario dei Fiori, di Francesco Fieravino detto il Maltese, di Gasperino Lopez.

 

La Madonna con Bambino e Santi domenicani di Luca Giordano, è il bozzetto per una grande pala d'altare in una chiesa napoletana; esso rappresenta verso il 1685 uno dei momenti di più luminosa libertà pittorica raggiunta dal grande maestro, massimo rappresentante della pittura barocca. Ancora il XVIII secolo è rappresentato dal Ritratto di dama di Orazio Solimena, dal raffinatissimo rame di grazia rococò, con Apollo e Dafne, di Fedele Fischetti, dal forte ritratto di Niccolò Sommelli di Giuseppe Bonito, dal San Pietro Penitente di Jacopo Cestaro.

 

Tra le opere più importanti dell'Ottocento va ricordato il Paesaggio autunnale di Camille Corot, databile a circa il 1850. Sono poi numerosi i dipinti di autori napoletani: Morelli, Mancini, Rossano, Vianelli, Gigante, Toma, Migliaro. È da ricordare ancora la serie di miniature sette-ottocentesche, e fra esse i ritratti degli ammiragli inglesi di sir Joshua Reynolds. Nelle vetrine sono in mostra preziose porcellane di Capodimonte, di Sévres, di Meissen; delicati vetri veneziani sei-settecenteschi; tabacchiere miniate e splendidi ventagli ricamati e dipinti.

 

Fanno parte di questo cospicuo patrimonio i mobili: un coro ligneo della fine del XVI secolo, cassoni seicenteschi, cassettoni seicenteschi e settecenteschi, consolles barocche, tavoli e salottini fine settecento e ottocento.

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