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Comunicati stampa

Università degli Studî Suor Orsola Benincasa
Fondazione Roma-Mediterraneo

 

 

Lorenzo Giusso
Quaderno Spagnolo 1931-1953

Presentazione in anteprima nazionale del quinto volume della Collana "Mediterraneo: miti, storie, armonie"

 

 

Mercoledì 28 Gennaio ore 16.30

Sala Villani

Università Suor Orsola Benincasa

Via Suor Orsola 10, Napoli

 

 

"Pensatore inquieto, viaggiatore instancabile dell'anima e dello spirito, professore senza fissa dimora, scrittore, poeta, saggista, giornalista dai diversi toni e dall'infaticabile rabdomanzia tra Francia, Germania e l'amata Spagna". Così Stefano Chemelli, ricercatore della Fondazione Museo Storico del Trentino, racconta il filosofo napoletano Lorenzo Giusso (1899-1957), nel volume "Quaderno Spagnolo 1931-1953" edito dall'Università Suor Orsola Benincasa in collaborazione con la Fondazione Roma Mediterraneo, nell'ambito della prestigiosa collana "Mediterraneo: miti, storie, armonie".

 

Il volume, che verrà presentato in anteprima nazionale Mercoledì 28 Gennaio alle 16.30 nella Sala Villani dell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, è un giornale di viaggio nella Spagna del primo '900, un diario intimo e visionario di un italiano d'eccezione, napoletano di nascita ed europeo d'elezione, cosmopolita eppure mai dimentico delle proprie origini.

 

Alla presentazione, introdotta dal Rettore dell'Università Suor Orsola Benincasa, Lucio d'Alessandro e coordinata dal direttore de "Il Mattino", Alessandro Barbano, prenderanno parte, insieme con Stefano Chemelli e con il figlio del filosofo Antonio Giusso, Emma Giammattei, Preside della Facoltà di Lettere dell'Università Suor Orsola Benincasa e Pasquale Giustiniani, professore ordinario di Filosofia teoretica presso la Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale.

 

Letture dal manoscritto originario saranno affidate a Clotilde Punzo e Giuseppe Mastrocinque.

 

Presentazione del volume

Lorenzo Giusso fu studioso di filosofia e ispanista di primo rango. Ma non solo. Perché la sua natura fu davvero di multiforme ingegno: filosofo, pensatore inquieto, viaggiatore instancabile dell'anima e dello spirito, professore senza fissa dimora, scrittore, poeta, saggista, giornalista dai diversi toni e dall'infaticabile rabdomanzia tra Francia, Germania e l'amata Spagna.

 

Napoletano, nato il 25 giugno 1899, aristocratico per stirpe e estrazione sociale, Giusso viene considerato da Piero Buscaroli come uno dei suoi maestri insieme con Leopoldo Longanesi, Pietro Gerbore, Ettore Paratore, Giovanni De Vergottini, tutti spiriti dediti a una profondità eclettica e rigorosa, autori capaci di scandagliare i vissuti dei grandi individui, dalla personalità in grado di intrecciare incontri decisivi per l'esistenza di qualsiasi lettore.

 

Leggere Giusso equivale a calarsi nella storia e nella memoria, in una bibliografia individuale raffinata e coesa, seppur vasta, dove l'intuizione critica si abbina all'estro tumultuoso per l'immagine a effetto, che trova puntuale corrispondenza nella citazione dotta e esatta, calzante.

 

Le pagine spagnole, inedite, dattiloscritte in un voluminoso carnet di viaggio, che il "Quaderno Spagnolo" offre, danno la misura di una personalità d'eccezione, di paesaggi, scorci, figure umane, in una sorta di perenne orizzonte in movimento, capace di trasformarsi in qualcosa di nostro, di indimenticabile come un sogno definito, purché si diriga verso la patria dello spirito.

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