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Università degli Studi Suor Orsola Benincasa
Facoltà di Giurisprudenza
CRIE - Imago Imperii - Archivio di iconologia politica

 

 

Cinema Letteratura e Diritto

Le Cose Belle

La storia di quattro ragazzi filmati per quattro anni che raccontano le mille facce del lavoro e della vita a Napoli

Con la partecipazione dei registi Agostino Ferrente e Giovanni Piperno e del produttore Antonella Di Nocera

 

 

Martedì 3 Novembre ore 16.30

Aula Magna

Università Suor Orsola Benincasa

Corso Vittorio Emanuele 292, Napoli

 

 

La fatica e la bellezza di crescere al Sud in un film-documentario che racconta tredici anni di vita. Quella di Adele, Enzo, Fabio e Silvana, raccontati in due momenti fondamentali delle loro esistenze: la prima giovinezza e l'inizio dell'età adulta, in un film che mescola il tempo della vita ed il tempo del cinema. C'è questo e molto altro nel film di Giovanni Piperno e Agostino Ferrente "Le cose belle" (Italia, 2013), vincitore tra i tanti premi del Nastro d'argento 2014 come miglior docufilm, che martedì 3 Novembre alle ore 16.30 presso l'aula magna dell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli sarà la pellicola al centro del terzo appuntamento della decima edizione della rassegna di Cinema Letteratura e Diritto organizzata dalla Facoltà di Giurisprudenza dell'Ateneo napoletano.

 

Quando nel 1999 Agostino Ferrente e Giovanni Piperno, che introdurrano la proiezione insieme con il produttore Antonella Di Nocera, il Preside della Facoltà di Giurisprudenza, Aldo Sandulli, e il curatore scientifico della rassegna, Gennaro Carillo, realizzarono "Intervista a mia madre", un documentario per Rai Tre che voleva raccontare dei frammenti di adolescenza a Napoli, ai loro quattro protagonisti chiesero come immaginassero il proprio futuro: loro risposero con gli occhi pieni di quella luce speciale che solo a quell'età possiede chi ancora sogna 'le cose belle' e con quell'autoironia tipica della cultura partenopea che li aiuta a sdrammatizzare, esorcizzare e talvolta rimuovere gli aspetti problematici della vita. Al tempo stesso da quegli occhi traspariva una traccia di scaramantico disincanto. Dieci anni dopo, passando dalla Napoli del rinascimento culturale, che attirava artisti da tutto il mondo, a quella sommersa dall'immondizia, a quella di oggi piena di fermento e talenti, ma con il degrado sempre nascosto nelle pieghe della quotidianità, i registi sono tornati a filmare i loro quattro protagonisti per un arco di quattro anni: l'auto-ironia ha ceduto il posto al realismo. Alle 'cose belle' Fabio, Enzo, Adele e Silvana non credono più. O forse hanno imparato a non cercarle nel futuro o nel passato, ma nell'incerto vivere della loro giornata, nella lotta per un'esistenza, o sarebbe meglio dire resistenza, difficile ma dignitosa: spesso nuotando controcorrente, talvolta lasciandosi trasportare.

 

Il programma della rassegna fino al 15 Dicembre

La decima edizione di Cinema Letteratura e Diritto, ideata, come di consueto, con il coordinamento scientifico di Gennaro Carillo, professore ordinario di Storia del pensiero politico all'Università Suor Orsola Benincasa e docente proprio di Diritto e Letteratura alla Facoltà di Giurisprudenza, si svolge con un appuntamento settimanale pomeridiano (sempre di martedì) fino al 15 Dicembre ed avrà come tema conduttore della sezione cinematografica il dramma della crisi del lavoro.

 

Un tema che in tempo di crisi globale, si presta ad una pluralità di analisi da quella tragicomica di "Smetto quando voglio" che ha segnato il brillante esordio alla regia del giovane salernitano Sydney Sibilia, a quella sociologica del documentario di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno "Le cose belle", che racconta le vicende tormentate di quattro giovani del Sud, fino all'analisi dolceamara offerta dalla celebre saga dei giovani laureati militarizzati nei call center raccontata da Paolo Virzì in "Tutta la vita davanti".

 

Come in ogni edizione ciascuna proiezione sarà introdotta da un prologo affidato a un giurista o a un critico cinematografico. Tra gli altri il consigliere della Corte di Cassazione Gaetano Zecca, i giuslavoristi Luca Calcaterra e Mariateresa Salimbeni, il coordinatore di Arcimovie, Antonella Di Nocera, e il critico Valerio Caprara, docente alla neonata Scuola di Cinema dell'Università Suor Orsola Benincasa.

 

Come di consueto, alle visioni cinematografiche si alterneranno le voci e i discorsi sui rapporti tra diritto e rappresentazioni artistiche. In quest'ambito, è ormai una consuetudine felice la riflessione sul fumetto. L'edizione 2015 della rassegna vedrà, infatti, un suggestivo discorso a due voci - quella dello scrittore Gabriele Frasca, filologo, poeta, traduttore e presidente della Fondazione Premio Napoli e quella del magistrato Alfredo Guardiano, consigliere della quinta sezione penale della Corte di Cassazione - su un graphic novel per molti versi epocale, anche per la sua incidenza sull'immaginario dei movimenti di protesta politica contemporanei, V per Vendetta di Alan Moore.

 

Dalla Fondazione AdAstra all'Associazione Astrea: la rassegna allarga la rete di collaborazioni

La grande novità della decima edizione è l'ampliamento della rete di collaborazioni scientifiche (da anni il ciclo di incontri ha anche il riconoscimento dei crediti formativi dell'Ordine degli Avvocati di Napoli) alla base dell'organizzazione della rassegna a testimonianza della sua sempre maggiore apertura non solo alla comunità cittadina dei giuristi ma all'intera città. E così quest'anno ci saranno due grandi eventi organizzati in collaborazione con la Fondazione AdAstra e con l'Associazione "Astrea. Sentimenti di Giustizia".

 

Luca Zingaretti e Marco Baliani i grandi ospiti della decima edizione

Martedì 24 Novembre alle 16.30, in collaborazione con la Fondazione AdAstra, la proiezione del film "Perez" con la partecipazione del regista Edoardo de Angelis e dell'attore protagonista, Luca Zingaretti, sarà l'occasione per una riflessione su etica e diritto.

 

Martedì 15 Dicembre alle 18, in collaborazione con l'Associazione "Astrea. Sentimenti di Giustizia", sulla base del fortunato esperimento dello scorso anno con Fabrizio Gifuni, ritornerà anche quest'anno l'appuntamento con il diritto messo in scena a teatro. Marco Baliani proporrà, per la prima volta in Italia in forma di reading, uno dei suoi assoli più celebri, "Corpo di Stato", un monologo sulle ferite ancora aperte degli anni di piombo, dove il corpo del titolo è quello di Aldo Moro che, dopo l'esecuzione della sentenza di morte da parte delle Brigate Rosse, fu sottratto dalla famiglia alla liturgia dei funerali di Stato.

 

Gli obiettivi della rassegna: davanti alla legge, immaginare il diritto

La Facoltà di Giurisprudenza del Suor Orsola Benincasa ha voluto fortemente anche nell'anno accademico 2015-2016 il ritorno della rassegna "Cinema Letteratura e Diritto" con un duplice obiettivo: rafforzare i percorsi formativi integrativi all'interno dei corsi di laurea ed avere un momento di incontro sui temi del diritto e della giustizia per la comunità dei giuristi ed in particolare per i giovani studiosi della città di Napoli. Si tratta di un'iniziativa assolutamente originale nel panorama accademico italiano nata nel 2006 proprio all'Università Suor Orsola Benincasa ed ora riproposta anche in altre università italiane, che, come spiega, il Preside della Facoltà di Giurisprudenza del Suor Orsola, Aldo Sandulli "persegue il fine di integrare la didattica ordinaria con un ampliamento del bagaglio culturale degli studenti, in grado di aumentarne la sensibilità e il senso critico nello studio del diritto".

 

"L'obiettivo della nostra rassegna - spiega Aldo Sandulli - è quello di fornire agli studenti di Giurisprudenza, ma anche alla comunità dei giuristi e non solo, gli strumenti critici per una riflessione più ampia e complessa sul 'diritto' e le sue trasformazioni, contribuendo alla formazione di un giurista 'colto', capace di problematizzare gli specialismi collocandoli in una campitura culturale decisamente più vasta".

 

La rassegna ha per titolo "Davanti alla legge. Immaginare il diritto" con un chiaro riferimento alla celebre parabola kafkiana sulla necessità della legge (la porta aperta), sulla sua destinazione, sulla sua forma e interpretazione; parabola nella quale Kafka riprende, riscrivendola, una tradizione secolare che risale a Origene.

 

"La rassegna "Cinema Letteratura e Diritto" - evidenzia Sandulli - è sicuramente uno dei tratti distintivi del nostro modo di "fare università" alla Facoltà di Giurisprudenza del Suor Orsola, dove si propone, ormai da anni una didattica fortemente innovativa, attenta alla tradizione degli studi giuridici teorici, ma anche fortemente votata alla preparazione alle "pratiche" del diritto, attraverso lo studio dei casi giurisprudenziali, le simulazioni processuali, i tirocini presso le magistrature e le lezioni affidate non solo ai giuristi accademici ma anche ai diversi esponenti delle professioni forensi".

 

Programma completo

 

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L'Archivio di Iconologia Politica del CRIE (Centro di Ricerca sulle Istituzioni Europee), è una videoteca di settore sulle rappresentazioni del potere e della giustizia. Mette a disposizione di studenti e studiosi oltre 1600 titoli in formato Blue Ray DVD o Beta, privilegiando il cinema sperimentale europeo e americano, quello dell'area mediterranea (anche africana) e orientale (est Europa, Giappone, Cina, India, Indocina).

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