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Comunicati stampa

Università degli Studî Suor Orsola Benincasa
Scuola di Giornalismo Suor Orsola Benincasa

 

 

 

Il Borghese

La mia vita e miei incontri di cronista spettinato

Al Suor Orsola la presentazione del libro di Vittorio Feltri

 

 

 

Giovedì 4 Ottobre 2018 ore 17

Sala degli Angeli

Università Suor Orsola Benincasa

Via Suor Orsola 10, Napoli

 

 

 

Cinquant'anni di giornalismo per leggere gli ultimi cinquant'anni della storia di un intero Paese. Dalla politica alla cultura ci sono centinaia di storie e personaggi che hanno segnato un'epoca nell'ultimo libro del direttore di "Libero" Vittorio Feltri "Il Borghese. La mia vita e miei incontri di cronista spettinato" (Mondadori, 2018).

 

Giovedì 4 Ottobre alle ore 17 la presentazione a Napoli nella Sala degli Angeli dell'Università Suor Orsola Benincasa, sede della prima Scuola di Giornalismo del Mezzogiorno fondata da Paolo Mieli.

 

Al Suor Orsola per dialogare con Feltri ci saranno il Rettore Lucio d'Alessandro, l'ex presidente del Consiglio Ciriaco De Mita, lo scrittore Paolo Isotta, i giornalisti Marco Demarco, editorialista del Corriere della Sera e direttore della Scuola di Giornalismo "Suor Orsola Benincasa" e Alessandro Barbano, già direttore de "Il Mattino" e Luigi Compagna, senatore per quattro legislature durante le quali è stato membro di numerose Commissioni parlamentari d'inchiesta come quella sul rapimento e la morte di Aldo Moro.

 

Presentazione del volume

Dagli esordi, giovanissimo, all'Eco di Bergamo, dove si occupava di cinema, sport e cronaca, alla fondazione di Libero, la creatura che ha fortemente voluto a dispetto dello scetticismo di molti colleghi, Vittorio Feltri ha attraversato oltre cinquant'anni di storia italiana, sempre commentandone gli snodi cruciali dal suo punto di vista di cronista scapigliato, originalissimo e irriverente. Quella che racconta in questo volume è una vita costellata di innumerevoli soddisfazioni professionali ma anche di memorabili incontri con grandi nomi del giornalismo e protagonisti del panorama politico, di ciascuno dei quali ricorda pregi e difetti, schizzandone ritratti ricchi di aneddoti gustosi.

 

Le incursioni di Oriana Fallaci, «dea e tiranna» capace di mettere a soqquadro la redazione di via Solferino, le bizzarre esibizioni canore di Eugenio Montale («era come un usignolo, se aveva voglia di cantare se ne infischiava di tutto e tutti»), le passioni culinarie di Enzo Biagi («mangiava come un assassino di pasta asciutta») o di Amintore Fanfani («cucinava meglio di uno chef stellato») vengono descritte con il tono familiare di una chiacchierata fra amici. Ma poiché, come sostiene Feltri, chi possiede personalità di solito ce l'ha pessima, non sono mancati i rapporti burrascosi: con Indro Montanelli, per esempio, o con Giorgio Bocca, che al momento della morte salutò, lasciando trapelare un po' di malinconia, come «il mio miglior nemico».

 

Senza voler essere una vera e propria autobiografia, Il borghese è un piccolo cammeo, impreziosito da quello stile diretto e implacabile, sempre in bilico tra cinismo e ironia, che ha reso inconfondibile ogni riga uscita dalla penna di Vittorio Feltri.

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