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Comunicati stampa

Università degli Studî Suor Orsola Benincasa
Università di Scienze Gastronomiche
Slow Food Italia

 

 

Ad Acciaroli la presentazione de "I Granai del Mediterraneo"

Un progetto dell'Università Suor Orsola Benincasa, che è l'unico partner per il Sud Italia del progetto de "I Granai della Memoria" promosso da Slow Food e dall'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo

 

 

Sabato 14 Luglio alle 18.30 presso l'Enoteca "Dom Florigi" nel piazzale del Porto di Acciaroli si svolgerà la presentazione dei progetti "Granai della Memoria" e "Granai del Mediterraneo".

 

Alla presentazione, organizzata nell'ambito della festa di Legambiente ad Acciaroli, prenderanno parte Lucio d'Alessandro, Rettore dell'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Piercarlo Grimaldi, Rettore dell'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Silvio Barbero, vicepresidente di Slow Food Italia e Marino Niola, direttore del Centro di Studi Sociali sulla Dieta Mediterranea dell'Università Suor Orsola Benincasa.

 

Nel corso della serata saranno proiettate le testimonianze video di Peppe Barra, Isa Danieli ed Ugo Gregoretti, intervistati nell'ambito del progetto "I Granai del Mediterraneo" come custodi della tradizione gastronomica del Mezzogiorno e le interviste realizzate in Cilento dai ricercatori del Centro di Studi Sociali sulla Dieta Mediterranea per i "Granai del Mediterraneo". Tra queste una interessante intervista ad Angelina Vassallo, moglie del sindaco di Pollica Angelo Vassallo, ucciso nel Settembre del 2010.

 

Il Progetto dei Granai della Memoria

Dopo anni di progettazione e sperimentazione è ora disponibile in rete il progetto "Granai della Memoria", un innovativo progetto scientifico d'eccellenza il cui obiettivo è salvaguardare i beni culturali materiali e immateriali che forniscono una nuova, originale, critica dimensione interpretativa della gastronomia. Un percorso scientifico che pone al centro della sua area di studi i saperi orali e gestuali che contraddistinguono l'uomo. Questa inderogabile linea di ricerca parte dal presupposto che la società del presente, che sta vivendo una difficile e oramai lunga crisi economica e di valori, debba costruire granai dove i saperi orali e gestuali, le tradizioni alimentari, le memorie gastronomiche e le storie di vita possano trovare riparo dalla temperie del presente che vive e si nutre dell'oblio collettivo. Un progetto partecipe di un nuovo umanesimo che ponga l'uomo e i suoi valori al centro della società, soprattutto al cuore della comunità, luogo, piazza dove giornalmente la gente è parte attiva di una memoria condivisa che in quanto tale ri-pensa e ri-modella il futuro che costruisce e ri-costruisce identità. Nel contempo il progetto colloca e ri-colloca l'individuo anche al centro della comunità immateriale del presente che è costituita dalla rete digitale del mondo

 

Lo scopo del progetto è precisamente quello di raccogliere e comunicare in video le memorie del mondo attraverso un complesso archivio multimediale. Le interviste raccolte nel corso di lunghe e approfondite ricerche riportano testimonianze di contadini, artigiani, anziani, imprenditori, partigiani o artisti e sono visibili in rete sul sito web www.granaidellamemoria.it.

 

Vedendo questi filmati si incontrano memorie di realtà, universi a cui molte volte è stata negata la parola. Memorie intese non solo come sguardo sul nostro passato, ma strumento per ri-pensare e ri-modellare il futuro. L'archivio in rete "Granai della Memoria" rappresenta una nuova e affascinante lettura storico-antropologica dei saperi del mondo. Lettura che si è ampliata grazie all'accordo con l'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa partner dei "Granai del Mediterraneo".

 

All'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli nascono i Granai del Mediterraneo

Unico partner istituzionale del progetto per l'intera area del Mediterraneo, l'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli ha avuto il compito di creare all'interno del portale de "I Granai della memoria" un archivio in cui raccogliere le memorie del passato, ma anche le testimonianze su come oggi è conosciuta e viene agita, nelle piccole azioni quotidiane, l'alimentazione mediterranea.

 

Tale archivio è stato denominato "I Granai del Mediterraneo". "Granai - spiega Marino Niola, direttore del Centro Studi Sociali sulla Dieta Mediterranea dell'Università Suor Orsola Benincasa - perché, in sintonia con la filosofia che anima Slow Food e con il campo di ricerca dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, vogliamo impegnarci per conservare le tradizioni e le culture che ruotano intorno al cibo, così come si conserva il grano nei granai. E soprattutto Mediterraneo per rispondere all'urgenza di conoscere, interpretare e comunicare l'alimentazione degli abitanti del bacino del Mediterraneo, che può rappresentare una grande sfida anche per lo sviluppo economico del Mezzogiorno d'Italia, che può diventare realmente la guida di un grande progetto culturale legato al turismo enogastronomico".

 

La dieta mediterranea come "ricetta" contro la crisi economica

La Dieta Mediterranea è stata proclamata nel 2010 dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità. Circa sei anni dopo la morte di Ancel Keys, il medico statunitense che proprio a Pioppi, nel Cilento, aveva studiato l'alimentazione mediterranea accorgendosi dei suoi effetti benefici sulla salute degli abitanti del luogo e, in seguito a tale esperienza, aveva coniato l'espressione ‘dieta mediterranea'. La Campania ha dunque un ruolo centrale, perché da sempre portatrice di una antica e radicata tradizione gastronomica, nel processo che ha portato alla proclamazione Unesco.

 

"Oggi per far fronte alla grave crisi economica e per rispondere alle sfide del presente - spiega Marino Niola - bisogna imparare di nuovo ad attingere alle risorse di una tradizione che ha pochi eguali al mondo. Paesaggi gastronomici celebri sin dall'antichità, filiere produttive di eccellenza assoluta, la pasta, la mozzarella, la pizza, il pomodoro, i latticini, il vino, la frutta, i legumi, l'olio. Sono i pilastri della dieta mediterranea, le materie prima di uno stile di vita che recupera il passato per anticipare i tempi. Sapori e prodotti che vengono da lontano, dalla fatica dei nostri antenati, dalla loro sapienza, intelligenza, lungimiranza. Spetta, dunque, a noi il compito di riannodare la trama della storia, di recuperare quei fili umani, economici, culturali spezzati in nome di un'idea di sviluppo fallimentare oltre che estranea alle vocazioni dei nostri territori. Per il Mediterraneo il futuro è anteriore".

 

I percorsi formativi nel settore dell'enogastronomia all'Università Suor Orsola Benincasa e i nuovi professionisti della comunicazione enogastronomica e della promozione delle tipicità agroalimentari della Campania

Consapevole del ruolo centrale per lo sviluppo economico dell'area del Mediterraneo delle culture e delle tradizioni dell'alimentazione l'Università Suor Orsola Benincasa già dal 2006 ha dato ampio spazio allo studio e alla ricerca nel campo dell'antropologia e della comunicazione dell'alimentazione istituendo un Master in Tradizioni e culture dell'alimentazione Mediterranea in collaborazione con Slow Food. A partire dal 2010 è nato anche il Master in Comunicazione multimediale dell'Enogastronomia in collaborazione con il Gambero Rosso. Da oltre cinque anni gli insegnamenti di Miti e riti della gastronomia contemporanea, tenuto dal prof. Marino Niola, e di Tradizioni alimentari del Mediterraneo, tenuto dalla prof. Elisabetta Moro sono parte integrante dei programmi di studio dei corsi di laurea del settore delle Scienze della Comunicazione, in cui è attivo uno specifico percorso di studio in Comunicazione Enogastronomica, e delle Scienze della Formazione e sono oggetto di numerosi progetti di ricerca. Tra questi nel 2011 nell'ambito del progetto CA.RI.NA. (Sicurezza, sostenibilità e competitività delle produzioni agroalimentari della Campania), finanziato dal POR Campania FSE 2007-2013, attraverso una ricerca storico-antropologica delle tradizioni alimentari e delle filiere di produzione e un'etnografia del consumo italiano ed estero dei prodotti tipici alimentari campani, l'Università Suor Orsola Benincasa ha avviato la formazione di nuove figure professionali in grado di comunicare, promuovere e valorizzare le tipicità agroalimentari del territorio.

 

Le attività degli studenti del Suor Orsola per i Granai del Mediterraneo

"Gli studenti dell'Università Suor Orsola Benincasa che nell'ultimo anno accademico hanno seguito i corsi di Tradizioni alimentari del Mediterraneo e Miti e riti della gastronomia contemporanea - spiega Elisabetta Moro - si sono impegnati con le loro videocamere a registrare numerose interviste per i granai della memoria scegliendo, fra i loro conoscenti e famigliari, delle persone che avessero storie personali straordinarie da raccontare agli internauti di oggi, ma ancor più a quelli di domani. Ricordi d'infanzia, cibi del cuore, ricette antiche, saperi scomparsi, conoscenze agro-alimentari preziose, che costituiscono un patrimonio culturale da salvare. Da archiviare in un grande granaio immateriale. Non un granaio locale, ma internazionale, dove sarà possibile confrontare le proprie idee, passioni e storie con quelle di persone che vivono in altre parti del pianeta. Perché le tradizioni devono saper parlare al mondo. In fondo ogni tradizione è una traduzione in un linguaggio locale di un pensiero collettivo che, come nel caso del cibo, non può che essere universale. Gli studenti del Suor Orsola hanno raccolto con entusiasmo e intelligenza questa sfida, e i loro video rappresentano i primi chicchi di grano Made in Sud ad essere custoditi nei Granai della Memoria"

 

Ugo Gregoretti, Peppe Barra, Isa Danieli e "Don Alfonso" tra i protagonisti delle prime indagini de I Granai del Mediterraneo

I testimoni della memoria del Mediterraneo sono i custodi della cultura agroalimentare, i personaggi più significativi del mondo della gastronomia contemporanea, artigiani del cibo e ristoratori, rappresentanti di spicco della cultura e dell'arte del sud Italia. Tante sono le interviste già messe in cantiere dal Centro di Studi Sociali sulla Dieta Mediterranea del Suor Orsola

 

Tra i testimoni d'eccellenza ci sono Ugo Gregoretti, Peppe Barra, Isa Danieli, Livia e Alfonso Iaccarino di 'Don Alfonso 1890', Giovanni Assante del pastificio 'Gerardo Di Nola' e il documentarista Luigi Di Gianni.

 

Tutte le video-interviste realizzate dal gruppo di studio e ricerca dell'Università Suor Orsola Benincasa sono visibili sul portale de "I Grani della Memoria" nella specifica sezione denominata "I Granai del Mediterraneo", gestita dal Centro Studi Sociali sulla Dieta Mediterranea del Suor Orsola, diretto da Marino Niola.

 

 

 

Info: www.granaidellamemoria.it

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