Eventi

Università degli Studî Suor Orsola Benincasa

 

 

 

 

 

 

Futuro Remoto 2021

Tran-si-zió-ni

 

 

 

23 novembre - 3 dicembre 2021

 

 

 

La XXXV edizione di Futuro Remoto si svolgerà dal 23 novembre al 3 dicembre, con attività in presenza a Città della Scienza dal 23 al 28 novembre e con attività da remoto per tutta la durata dell'evento, secondo le modalità e nei limiti della normativa emergenziale - in materia coronavirus - vigente nel periodo della manifestazione.

Il tema 2021

Tran-si-zio-ne AGROECOLOGICA | tran-si-zio-ne CULTURALE | tran-si-zio-ne DEI LINGUAGGI | tran-si-zio-ne DI GENERE | tran-si-zio-ne DIGITALE | tran-si-zio-ne ECOLOGICA | tran-si-zio-ne ECONOMICA | tran-si-zio-ne ENERGETICA | tran-si-zio-ne EPIDEMIOLOGICA ESANITARIA | tran-si-zio-ne ECO-SOCIALE | tran-si-zio-ne SCIENTIFICO-CULTURALE | tran-si-zio-ne SCIENTIFICO-TECNOLOGICO | tran-si-zio-ne URBANA

 

Sono solo alcune delle transizioni in corso, perché è proprio "l'essere in transizione" la dimensione che oggi più di sempre viene percepita a tutti i livelli, individuale e collettivo, caratterizzando fortemente la nostra realtà. Anche perché oggi le transizioni avvengono molto più velocemente che in passato. Questa estrema accelerazione nei processi di trasformazione richiede un grande sforzo collettivo perché vengano elaborate a tutti i livelli senza creare traumi ma apportando benessere per il pianeta e per tutti noi che lo abitiamo.

 

Futuro Remoto questa dimensione della transizione vuole esplorarla e raccontarla in tutte le sue declinazioni grazie al contributo della comunità scientifica nazionale e internazionale che di queste trasformazioni è grande protagonista.

 

La XXXV edizione di Futuro Remoto diventa un'agora fisica e virtuale con mostre, laboratori, dimostrazioni, eventi e incontri, un grande "spettacolo della conoscenza" capace di avvicinare i cittadini, e in speciale modo i giovani e il pubblico scolastico alla cultura scientifica e tecnologica, portando in scena questioni di grande attualità.

Il tema di UNISOB@FuturoRemoto
Beni mutanti: patrimonio culturale in transizione

I beni culturali possono trasformarsi in SPAZI DI ATTIVAZIONE e TRANSIZIONE. Ogni oggetto, ogni luogo è un network di relazioni (expanded stories to expanded audiences) e necessita nuovi modelli di rappresentazione. Il bene culturale deve oggi considerarsi una PIATTAFORMA la cui porosità è importante. Siamo in un tempo in cui bisogna ripensare nuovi formati e nuove formule per beni culturali ubiqui e in bilico tra una visita che mai comincia e mai finisce. Dall'emergenza covid, dalle catastrofi del cambiamento climatico, dalla consapevolezza dei rischi del turismo di massa può emergere un nuovo set di modelli di comunicazione dei beni culturali che offrano ai visitatori nuove scale di esperienza e multiple stories favorendo quella reinvenzione e riscoperta della tradizione che ogni generazione deve fare.

 

Le nostre proposte:

26 novembre 2021
ore 9,00-14,00

Percorso di laboratori in presenza

Lo scanner e i modelli 3D per i Beni culturali

Modellare l'esperienza, le procedure di digitalizzazione tridimensionale. Nuove sfide per i curatori e gli storyteller.
Durante la Manifestazione, saranno mostrati e digitalizzati gli strumenti scientifici provenienti dal Museo e mediante AR saranno collegati alla Attività di Ricerca sull'Archivio della Principessa Pignatelli.

Cappella Pignatelli vista dal Suor Orsola (con visore OCULUS)
Piranesi e la digitalizzazione dei beni culturali

Si presenta la mostra virtuale Da Roma verso Sud. La veduta e l'Antico nelle acqueforti di Piranesi, tramite la piattaforma Mostre Digitali dell'Università Suor Orsola Benincasa, che consente di visitare le esposizioni organizzate dall'Ateneo grazie all'utilizzo di sistemi di digitalizzazione di altissima qualità ed un'esplorazione coinvolgente ed immediata.

 

Programma Cafè Scientifique (webinar)

Lunedì 29 novembre 2021
ore 12,15-13,45

L'opera d'arte nell'era della sua riproducibilità digitale
(cod. A280)

A cura del Dipartimento di Scienze umanistiche, Università degli Studi Suor Orsola Benincasa

Con

Paola Villani - Gennaro Carillo

Un confronto sulle nuove tecnologie, sul tema del rapporto copia-originale, sulla perdita Dell'aura e dell'unicità di un bene culturale che oggi è riproducibile, ricostruibile e può espandersi in infinite metamorfosi. A quasi cento anni dagli interrogativi posti da Benjamin, proviamo a mettere sul banco degli imputati le nuove tecnologie, stavolta non la fotografia ma la transizione al digitale, il rapporto reale-virtuale e la metamorfosi della esperienza dell'opera d'arte.

 

Martedì 30 novembre 2021
ore 12,15-13,45

Il Digitale come strumento di sostenibilità per i beni culturali
(cod. A281)

A cura del Dipartimento di Scienze umanistiche, Università degli Studi Suor Orsola Benincasa

Con

Leopoldo Repola - Francesca Nicolais

Nel nostro lavoro utilizziamo una combinazione di arte e nuove tecnologie per valorizzare il patrimonio e per favorire una fruizione ampia, in termini di esperienza dello stesso e allo stesso tempo sostenibile dei luoghi della cultura. La nostra visione progettuale è spinta da un senso di urgenza. Se da un lato puntiamo a svelare, mediante le tecnologie, beni "nascosti" e inibiti per mostrarli e permetterne la comprensione ad un numero maggiore di persone dall'altro siamo consapevoli che il turismo di massa, così come lo abbiamo sperimentato prima della pandemia, le catastrofi del cambiamento climatico e i disastri naturali minacciano di inghiottire luoghi che amiamo e che meritano di essere conosciuti da tutto il mondo. Il digitale allora, mai slegato dalla comprensione e narrazione del bene, diventa nella nostra ricerca e pratica, uno strumento in grado di "ampliare" e al contempo proteggere i beni culturali per far si che diventino intellegibili anche alle nuove generazioni. "La tradizione non può essere posseduta deve essere reinventata e riscoperta da ogni generazione" Sarah Kenderdine.

 

Mercoledì 1 dicembre 2021
ore 12,15-13,45

Cappella Pignatelli in transizione. Narrazioni dei beni culturali tra restauro e nuove tecnologie
(cod. A282)

A cura del Dipartimento di Scienze umanistiche, Università degli Studi Suor Orsola Benincasa

Con

Pasquale Rossi - Chiara Scippa
Pierluigi Leone de Castris - Roberta Presta

La Cappella di Santa Maria dei Pignatelli sorge proprio nel cuore del centro antico di Napoli, al Largo Corpo di Napoli, in piazzetta Nilo, allineata lungo il decumano inferiore della città greco-romana. Chiusa da tempo e sconosciuta ai più, è uno dei gioielli più rari della Napoli del Rinascimento e sorge là dove i nobili di Nido avevano il loro Seggio. Di origini trecentesche, fu ristrutturata fra il 1493 e il 1515 per volere di Ettore Pignatelli, futuro viceré di Sicilia. A partire dal 1736 la cappella assunse poi forme barocche, dotata di un nuovo altare progettato da Gaetano Buonocore e di una cupola a scodella affrescata nel 1772 da Fedele Fischetti. Più ancora forse dei monumenti rinascimentali, questa veste settecentesca ha tuttavia sofferto dei danni inferti dal tempo e dagli uomini. Nel corso degli anni Sessanta e Settanta del Novecento, chiusa al culto e alla visita, utilizzata persino come deposito di sedie, ripetutamente vandalizzata dai furti e priva di ogni genere di manutenzione, la chiesa ha infatti subito un rapido degrado, con molti dei marmi rimossi o staccati e le pitture danneggiate dall'umidità e dai sali. All'inizio degli anni '90 la cappella Pignatelli è stata donata con un gesto generoso dalla famiglia Pignatelli all'Università Suor Orsola Benincasa allo scopo di restituirla alla fruizione di tutti. Da quel momento in poi è iniziato un lungo e laborioso restauro dello stesso edificio e delle opere d'arte in esso contenute fino a trasformarla in quello che è oggi grazie anche al progetto "Remiam", un progetto di visita culturale immersiva e interattiva che permette a esperti, appassionati e visitatori di conoscere la storia della Cappella e del suo legame con la storia della città e della cittadella monastica del Suor Orsola Benincasa.

 

"Un luogo di animazione culturale, di confronto e di ricerca aperto a tutti: alla città, agli studiosi e ai turisti, perché il compito di un'università è proprio quello di mettere i suoi saperi e il suo patrimonio artistico e scientifico al servizio del territorio"
Lucio d'Alessandro, Rettore dell'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli

 

 

 

 

 

Per saperne di più e per il programma dettagliato, visita il sito della manifestazione: www.futuroremoto.eu


Napoli, 9 dicembre 2021
Giorgio Gaber. La forma dell'inquietudine


Napoli, 10 dicembre 2021
Scioglimento e liquidazione delle società di capitali. Tra regole comuni e diritto societario della crisi
In occasione della presentazione del volume di Paolo Ghionni Crivelli Visconti

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