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... e se abolissimo la parola Cancro?

 

 

Napoli, sabato 10 maggio 2014
Fondazione SDN - Sala Conferenze, via Gianturco 113

 

 

 

Lanciata da un gruppo di medici americani del National Cancer Institute e rilanciata in Italia dall'oncologo Umberto Veronesi, la proposta di abolizione della parola cancro per ridurre l'impatto emotivo della diagnosi di tumore sui pazienti sarÓ al centro del prossimo appuntamento de "Il Sabato delle Idee".

 

Gli autori dello studio sostengono che "cambiare il linguaggio Ŕ fondamentale per dare alla gente la fiducia necessaria per affrontare le loro malattie senza esagerare con le cure, perchÚ quando un paziente sente pronunciare la parola "cancro" pensa subito alla morte ed Ŕ disposto a fare qualsiasi cosa pur di salvarsi". E spesso il rischio a cui i medici devono far fronte Ŕ quello dell'eccesso di trattamento perchÚ in presenza delle nuove frontiere della medicina, sia diagnostiche che terapeutiche, spesso i pazienti sono spinti a sottoporsi a terapie invasive, dolorose e con pesanti effetti psicologici, anche quando non sono strettamente necessarie.

 

Gli studiosi americani si riferiscono soprattutto a quei tumori benigni come quelli al seno, alla tiroide, alla prostata che hanno poche possibilitÓ di trasformarsi in maligni e non devono causare eccessivo allarmismo nel paziente, rischiando di comprometterne la salute psicologica.

 

L'idea Ŕ stata ripresa in Italia da Umberto Veronesi, giÓ Ministro della Salute ed attualmente direttore dell'Istituto Europeo di Oncologia, che ha lanciato un appello soprattutto ai media, che spesso abusano di terminologie eccessivamente tragiche come "il male incurabile", proponendo l'abolizione della parola cancro e l'utilizzo del pi¨ "rassicurante" termine neoplasia.

 

"Le parole sono fondamentali nel linguaggio del dolore - sostiene Veronesi - e lo sono ancor di pi¨ quando questo dolore Ŕ una diagnosi di cancro, un trauma profondissimo che tocca oltre mille persone ogni giorno nel nostro Paese". Secondo il direttore dell'IEO diventa allora un dovere morale per i medici togliere l'angoscia creata dalla parola cancro, anche perchÚ oggi le cause dei tumori sono ben conosciute, e mediamente il 60% per cento dei pazienti guarisce se il cancro Ŕ diagnosticato per tempo ed anzi per alcune neoplasie (come quelle alla mammella, alla prostata o alla tiroide) si arriva fino al 90%di guarigione. ╚ per questo che secondo Veronesi "Ŕ davvero tempo di cambiare nome a questa malattia e di scacciarne i fantasmi, cosý come bisogna smettere di chiamare gli ex malati "sopravvissuti", perchÚ oggi il cancro Ŕ una malattia curabile nella maggioranza dei casi e non deve spaventare".

 

 

Sabato 10 maggio 2014
ore 10,30

Introducono

Marco Salvatore
Lucio d'Alessandro
Marco De Fazio

Intervengono

Raffaele Calabr˛
Gennaro Carillo
Ernesto Esposito
Aldo Masullo
Luciano Onder
Tonino Pedicini

 

 

 

www.ilsabatodelleidee.it

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