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UniversitÓ degli Studţ Suor Orsola Benincasa

Master in Scienze criminologiche, investigative e politiche della sicurezza

 

 

 

Ges¨ Ŕ pi¨ forte della camorra

Presentazione del libro di Don Aniello Manganiello e Andrea Manzi

 

 

Napoli, giovedý 28 giugno 2012
Aula T, corso Vittorio Emanuele 292

 

 

 

"Come mai questi camorristi, pur vedendo amici ammazzati con ferocia e pur convivendo con la morte sin da piccoli, non smettono di vivere nell'illegalitÓ? Me lo sono sempre chiesto benedicendo quelle salme e la mia risposta Ŕ che nessuno aveva mai aiutato quei ragazzi perchÚ la loro esistenza era considerata senza alcun valore".

Ci sono due modi di intendere la missione apostolica in un territorio difficile come Scampia: uno Ŕ chinare la testa, non esporsi, parlare solo se interrogati; l'altro Ŕ quello del padre guanelliano Don Aniello Manganiello, che consiste nel vivere fianco a fianco con gli abitanti del quartiere e condividerne i problemi, spostandosi sempre a piedi perchÚ "in macchina non puoi verificare se il tuo passo Ŕ cadenzato su quello dei ragazzi", come scrive Don Aniello.

Sin dal suo primo giorno a Scampia, Don Aniello presta aiuto ai malati di Aids e ai tossicodipendenti, conduce battaglie sociali a favore di famiglie troppo frettolosamente etichettate come malavitose, visita le case di camorristi veri e li ascolta, ne ottiene la fiducia e talvolta vede persino compiersi conversioni e ripensamenti radicali. Con questi metodi, per˛, diventa un personaggio scomodo: nel quartiere Ŕ oggetto di continue minacce, fuori si fa nemici nell'amministrazione comunale e negli alti ranghi ecclesiastici, a suo giudizio non sufficientemente impegnati - nonostante i proclami - dalla parte dei pi¨ deboli. Nel 2010, dopo l'ennesimo scontro, la Congregazione dei padri guanelliani rompe gli indugi e decide di allontanare don Aniello dal "suo" rione, riportandolo a Roma, in una parrocchia del borghese quartiere Prati, dove aveva operato per anni.

Ges¨ Ŕ pi¨ forte della camorra Ŕ appunto un diario dei sedici anni napoletani di Don Aniello vissuti in prima linea, ma al contempo rappresenta un richiamo forte a chi propone parole nobili quali legalitÓ, moralitÓ, non violenza, ma di fatto si tiene lontano dalla realtÓ del quartiere. Una testimonianza necessaria per capire cosa significa nascere, vivere e morire a Scampia.

 

 

giovedý 28 giugno 2012
ore 16,00

Coordina

Silvio Lugnano
Direttore scientifico del Master in Scienze criminologiche, investigative e politiche della sicurezza dell'UniversitÓ Suor Orsola Benincasa

Intervengono

Don Aniello Manganiello
Andrea Manzi
Isaia Sales

 

 

Gli autori

Don Aniello Manganiello
Di origini campane, dai primi anni Novanta al settembre 2010 Ŕ stato il parroco di Santa Maria della Provvidenza, a Scampia. Il suo allontanamento dalla parrocchia di frontiera di Scampia ha destato scalpore e numerose proteste della gente, suscitando l'interesse dei media locali e nazionali.

Andrea Manzi
Giornalista, giÓ redattore capo del "Mattino" di Napoli, ha fondato e diretto il quotidiano "La CittÓ" ed Ŕ stato vicedirettore del "Roma". Attualmente Ŕ segretario generale della Fondazione Ravello e dirige il giornale/blog "I confronti". ╚ autore di saggi e di due libri di poesia e scrive per il teatro.

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