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Un anno dopo

L'Aquila ricomincia dall'Università


Per tre anni all'Università de L'Aquila non si pagheranno tasse. È il frutto di un accordo fatto lo scorso anno con il Miur, Ministero dell'Istruzione, dell'Università, della Ricerca. Si ricomincia da qui. Un modo, per rilanciare l'ateneo della città colpita dal sisma e arginare la fuga iniziale degli studenti. Molti quelli che si sono trasferiti alla Sapienza di Roma come anche nelle città vicine, Pescara, Chieti, Sulmona, Avezzano e Lanciano.

Nella città terremotata si è cercato di limitare i danni. "Per la protezione Civile - dichiara Ferdinando Di Orio, rettore dell'Università de L'Aquila - dopo il sisma gli iscritti sarebbero stati meno di 5000. Invece nel primo anno accademico dopo il terremoto abbiamo avuto quasi 20.000 immatricolazioni, solo 7000 in meno rispetto all'anno precedente".



Entro maggio, secondo il rettore, potrebbero diventare 23.000, forse proprio grazie all'esenzione dalle tasse. Il dato più sorprendente riguarda Scienze della Formazione che ha avuto 903 immatricolazioni contro le 779 dell'anno scorso. Un risultato che soddisfa non poco Di Orio. "Si tratta comunque di un dato confortante, considerato che viviamo ancora in emergenza post-sisma". Un impegno quello del rettore e dell'intero ateneo volto a riportare tutto a L'Aquila per il nuovo anno. "Un passo alla volta, ma siamo sulla buona strada". L'Università, infatti, non si è fermata davanti alle richieste di ospitalità degli altri atenei, ma ha voluto a tutti i costi mantenere le sedi nelle facoltà cittadine.

Ludovica Criscitiello

[31.3.2010 - 19:14]



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