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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
Fondazione Terzo Pilastro
IL MASTER GERENZA CONTATTI

L'Acquedotto

Porta l'acqua alle 'reali delizie'


"L'acquedotto carolino, grande opera di ingegneria idraulica, è sicuramente una delle più importanti realizzazioni del regno di Carlo di Borbone, emula le opere degli antichi romani, i quali con stupendi lavori, in luoghi diversi, a loro gradimento, portano l'acqua". E' con questa motivazione che è entrato tra i beni tutelati dall'Unesco.

I lavori dell'acquedotto, progettato da Luigi Vanvitelli su commissione di re Carlo di Borbone (da cui l'appellativo di Carolino), presero il via nel marzo del 1753. Il 2 agosto 1754, Re Carlo conferì ad Airola il titolo di città come ricompensa formale per lo sfruttamento delle sorgenti di Bucciano che all'epoca era un casale della stessa Airola. L'opera compiuta fu inaugurata il 7 maggio 1762.

L'architetto Luigi Vanvitelli, nell'elaborazione del progetto, previde le "reali delizie": un parco con fontane, un lago artificiale e una cascata per cui si rese necessaria la costruzione di un nuovo acquedotto, la cui acqua avrebbe rifornito anche le zone circostanti e avrebbe incrementato l'approvvigionamento idrico di Napoli allacciandosi al seicentesco acquedotto del Carmignano.

L'acquedotto fornisce l'apporto idrico alla Reggia di Caserta, prelevando l'acqua alle falde del monte Taburno, dalle sorgenti del Fizzo, nel territorio di Bucciano e trasportandola lungo un tracciato che si snoda, per lo più interrato, per una lunghezza di 38 km e che alimenta anche il complesso di San Leucio.

Dal 1997 l'acquedotto rientra nel patrimonio mondiale dell'Unesco. Si innalza con una possente struttura a tre ordini di arcate per una lunghezza di 529 metri e con un'altezza massima di quasi 60 metri, sul modello degli acquedotti romani, ed è costruito in pietra di tufo.

La spesa per il solo acquedotto, riportata nella Storia delle Finanze del Regno di Napoli, fu di 705.826 ducati su un totale di 6.133.508 ducati spesi per la realizzazione del palazzo, del parco, con la peschiera, la vaccheria e la scuderia.

Il monumento-ossario, alla base del Ponte, inaugurato il 1 ottobre 1899, contiene i resti dei soldati morti nella battaglia del Volturno del 1 ottobre 1860. A Valle di Maddaloni, infatti, si scontrarono la brigata garibaldina, di cui facevano parte anche Menotti e Bixio, e le truppe borboniche. Il monumento è costituito da un obelisco triangolare, con una stella di bronzo simboleggiante l'Italia, che si eleva da una base triangolare in cui si apre la porta per l'ingresso all'ossario; ai lati di questa dei bassorilievi raffigurano Garibaldi e Bixio, mentre, sulla porta, una statua in bronzo raffigura la Vittoria Alata.

Lorenzo Marinelli

[22.6.2010 - 15:53]



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