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in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
Fondazione Terzo Pilastro
IL MASTER GERENZA CONTATTI

Largo Baracche/2

Una "Eruzione" di idee

Pietro Tatafiore e Giuseppe Ruffo


Alla presentazione del catalogo "Eruzione", Giuseppe Ruffo e Pietro Tatafiore si aggirano tra la folla che riempie la piccola saletta del Madre con l'aria curiosa di chi vuole captare gli umori della gente. Sono giovani, sembrano dei normali spettatori e invece sono proprio loro a prendere la parola e a raccontare il loro progetto artistico.

Come nasce l'iniziativa?

GIUSEPPE RUFFO: L'idea è nata dopo 4-5 anni di attività nei Quartieri spagnoli con il nostro spazio espositivo "Largo Baracche". E' un progetto di cooperazione internazionale per evidenziare il legame tra due città importanti come Napoli e New York: si trovano sullo stesso parallelo ma hanno situazioni di vita differenti.

Il catalogo si intitola "Eruzione" perché?

G.R: Eruzione si rifà al nostro logo che è un vulcano che esplode, un parallelismo con il nostro spazio espositivo che è un ex rifugio antiaereo. Il magma rappresenta le nostre idee, le nostre attività che si sono sempre svolte in uno spazio sotterraneo, ma l'eruzione indica anche una fuoriuscita all'esterno, a livello internazionale.

A proposito di internazionalità, questo progetto sembrerebbe continuare quello che fu di Lucio Amelio, storico gallerista napoletano degli anni '70.

G.R: Sicuramente, infatti nel catalogo è riportata anche una testimonianza di Lucio Amelio che ritrae Napoli come una città labirintica, vitale, proprio come New York. Siamo contenti di riuscire a portare avanti un discorso moderno contemporaneo con ciò che ci è stato tramandato dai nostri predecessori.

Quale pensi sia la situazione artistica di Napoli ?

PIETRO TATAFIORE: Purtroppo viviamo una particolare fase economica e politica che si ripercuote anche sull'arte. Dopo vari anni in cui non c'è stato un museo di arte contemporanea moderna, la città ha ottenuto finalmente l'apertura del Pan e del Madre, musei radicati nel territorio ma anche di valore internazionale. Purtroppo però i giovani non vi trovano spazio.

Qual è quindi il ruolo di "Largo Baracche"?

P.T: La funzione di "Largo baracche" è quella di utilizzare l'arte come mezzo di sviluppo territoriale. Napoli è sì una metropoli del Sud ma è fuori dai circuiti internazionali, quindi noi ci proponiamo come un punto di aggregazione culturale capace di guardare oltre i confini nazionali.

Uno spazio artistico che nasce proprio nel cuore dei Quartieri spagnoli vuole anche avere una funzione sociale?

P.T: Certamente. Questo è stato uno dei primi obiettivi. Inoltre da un anno abbiamo aperto anche un altro spazio: "1 Opera" proprio di fronte l'Accademia delle Belle Arti, perchè è nostra intenzione creare un avamposto per coinvolgere i giovani e offrire loro una prospettiva migliore e la possibilità di esporre le loro creazioni.

Avete altri progetti in cantiere?

P.T: Tantissimi. Il 19 novembre inauguriamo la mostra di Franco Lo svizzero, poi ci sarà un laboratorio con Marta Jovanovic e altre mostre collettive. Inoltre siamo riusciti a creare un giornale d'arte che segue le nostre attività e fra poco nascerà anche un canale web per dare visibilità al patrimonio culturale della città.

Emanuela Vernetti

[12.11.2010 - 11:22]



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