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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
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Ospedale Maresca/1

In strada contro la chiusura

L'ospedale Maresca di Torre del Greco


Per 4 ore hanno bloccato l'autostrada in entrambi i sensi di marcia. Più di 2000 manifestanti, partiti in corteo da Torre del Greco, hanno scelto questo tipo di protesta ieri per far aprire gli occhi alle istituzioni sulle gravi condizioni in cui versa l'ospedale Agostino Maresca, che va verso la chiusura. "Sono 9 mesi che cerchiamo di far sentire la nostra voce - dice Maria Rosaria Bargenni, del comitato Pro Maresca - noi stiamo cercando di far valere un nostro diritto che è quello alla salute. Il Maresca copre un bacino di oltre 300.000 cittadini, fra Torre del Greco, Portici, Ercolano e parte del comprensorio vesuviano. Non può e non deve chiudere".

L'intervento della polizia e la notizia di un incontro fra il sindaco Ciro Borriello e il Governatore campano Caldoro hanno convinto i dimostranti a sciogliere il presidio, che si è poi spostato prima in direzione della circumvesuviana e poi sotto il palazzo della Regione grazie ad alcuni autobus messi a disposizione dal primo cittadino. Tutta Torre del Greco si è fermata per un'intera giornata. Chiuse le attività commerciali, chiuse le aziende, 10.000 persone in piazza. Il corteo si è poi spostato fino ad arrivare sull'autostrada alle 10.30. Traffico in tilt, sotto il sole battente, e comunicazioni interrotte. I primi aiuti della protezione civile sono arrivati alle 12.30. L'arrivo di poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa ha riscaldato ulteriormente l'ambiente. "Ma tutto è andato bene e non c'è stato il bisogno di ricorrere alla forza" ha detto il vice questore di Napoli Antonio Borrelli, che ha coordinato le forze dell'ordine.

Si cercano risposte, le chiedono i movimenti giovanili, i centri sociali, le sigle sindacali - presenti in strada Filt Cgil e Cisl fra le altre - ma anche tutta la popolazione che si è spontaneamente mobilitata per impedire la smobilitazione dell'unico ospedale della zona". Il consigliere comunale Alfonso Ascione chiama il Governatore Caldoro alle proprie responsabilità: "È lui il coordinatore della Sanità in Campania oggi, è lui che ci deve dare risposte". Il sindaco Ciro Borriello, che si è dato da fare per cercare di mantenere calma la popolazione, conferma che l'incontro avverrà. "Ho ricevuto una telefonata della segreteria del Presidente della Regione. Ci vedremo e ne parleremo seduti ad un tavolo".

In ospedale pochi medici seguono i pazienti che arrivano continuamente al pronto soccorso. "In sette devono dividersi cinque turni, mantenendo obbligatoriamente almeno due medici. Per noi è impossibile" dice Piero Savignano, dirigente del pronto soccorso. "Dal 15 non sappiamo più niente di quello che succederà, i turni sono fermi da quel giorno in poi". Fonti ospedaliere affermano che da 3 anni a questa parte il 30, 40% dell'organico ospedaliero è andato via e non è stato sostituito. "Non c'è ricambio, nessun turnover, per quelli che se ne vanno non ce n'è uno che arriva" continua Savignano. Reparti come ginecologia, maternità, sono chiusi. Ortopedia funziona solo 6 ore al giorno, rimangono aperti il pronto soccorso, la diagnostica per immagini, la chirurgia - ma pare che anche questa stia per diventare H6, ovvero dalle 8 alle 14.

Alessandro Di Liegro

[13.7.2011 - 09:59]



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