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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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Unione Europea

L'immigrazione come risorsa


L'immigrazione non deve essere considerata un problema, ma una risorsa e un'opportunità per il futuro. E' questa la considerazione che ha fatto da minimo comune denominatore ai tavoli del workshop deliberativo sulla migrazione che si è svolto ieri nell'ex facoltà di economia dell'università Federico II di Napoli.

Al metodo partecipativo, organizzato dalla Rappresentanza italiana della Commissione europea nell'ambito del percorso POLITICALLY.EU "Conoscere per deliberare", hanno preso parte docenti universitari, esperti di migrazione e rappresentanti di associazioni che lavorano sulla sensibilizzazione al tema.

L'approccio è il risultato di una riflessione sul ruolo che la migrazione può giocare per far fronte ai cambiamenti demografici in Europa. La popolazione totale dell'Unione Europea è destinata a diminuire o a rimanere costante in base ai futuri scenari migratori. Il numero di anziani (età + 65) continuerà ad aumentare: tra il 2010 e il 2050, il numero delle persone anziane si innalzerà di 57 milioni nello scenario chiuso alle migrazioni e di 62 milioni se si ipotizza che il saldo migratorio con l'estero rimanga agli stessi livelli registrati prima dell'inizio dell'attuale crisi economica. L'Europa rischia una forte riduzione del suo ruolo nella scacchiera internazionale e l'immigrazione fa parte delle risposte a questa sfida.

In particolare l'attenzione è stata rivolta alle due diverse forme di immigrazione, una temporanea, l'altra permanente. Da quanto è emerso dal brainstorming, la prima tipologia può rappresentare una soluzione puntale alle insufficienze del mercato del lavoro, ma non complessiva, perché questi immigrati non saranno ritenuti membri della società a pieno titolo.

L'immigrazione permanente si prospetta, invece, come un rimedio più armonizzato e strutturata al problema.

Alla domanda "cosa può fare l'Unione Europea per recuperare il tempo perduto e cogliere le opportunità politiche ed economiche di un rapporto più forte con la sponda Sud?" l'opinione comune dei partecipanti si è orientata su una politica europea più ampia e coordinata, da raggiungere attraverso una sinergia tra le politiche di migrazione e la dimensione esterna e una forte cooperazione allo sviluppo. Particolare rilevanza è stata data alla necessità di rafforzare il dialogo con i paesi di origine, con creazione di una rete di uffici competenti in materia di migrazione e asilo sul territorio.

Tra le idee raccolte durante la mattinata anche quella di creare un programma Erasmus per il Mediterraneo, nell'ottica lungimirante di formazione di un vero e proprio popolo euro-mediterraneo.

Sul versante integrazione le proposte sono state sviluppate su quattro assi. Sul piano economico è apparsa essenziale l'esigenza di assicurare una parità di trattamento tra immigrati e cittadini sul posto di lavoro. Per quanto riguarda la cultura, e in particolare l'istruzione, grande importanza è stata attribuita alla promozione del multiculturalismo e al potenziamento dell'educazione alla diversità per i cittadini dei paesi ospitanti. Dal punto di vista politico è stata invece riscontrata un'apertura verso la concessione di alcuni diritti politici, quali il voto alle elezioni amministrative, agli immigrati regolari non ancora cittadini. Su queste basi è stata formulata l'idea di omogenizzare a livello europeo le regole di concessione e di inserire all'interno la questione dello "ius soli".

Paola Marano

[1.4.2014 - 20:07]



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