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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
Fondazione Terzo Pilastro
IL MASTER GERENZA CONTATTI

Il convegno

Il mondo di Putin, comunicare la Russia

La sala Villani del Suor Orsola


Donbass, Crimea, Ucraina. Parole oggi lontane dalle prime pagine, estranee alla stretta attualità della crisi siriana, ma che pure alla Siria si legano, se il comune denominatore si chiama Russia. Ed è proprio la Russia di Vladimir Putin, oggi principale sostegno alle truppe governative di Bashar Al-Assad, al centro del convegno "Il mondo di Putin- Comunicare la Russia", organizzato l'Ordine dei Giornalisti della Campania in collaborazione con la Scuola di Giornalismo dell'Università "Suor Orsola Benincasa".

Un dibattito a 360°, l'appuntamento ha permesso di verificare '' cosa sia il concetto di democrazia, e quale sia lo stato della democrazia russa, a partire dall'esperienza post-sovietica'', ha sottolineato il direttore della Scuola Marco Demarco. Moderatore il giornalista dell'Huffington Post Alessio Postiglione, che ha ribadito come ''il caso Regeni apra le porte a uno scacchiere complesso, a cominciare dal rapporto tra Europa, Stati Uniti e Russia'', il focus dell'incontro parte proprio da questa triangolazione, entrata in una fase di forte frizione con la crisi ucraina del 2014-5, che ha visto la formazione di due repubbliche indipendenti nel sud-est del Paese, l'invasione russa della Crimea, e le sanzioni economiche imposte dall'UE.

"C'è il rischio di un nuovo 1914, l'insicurezza di oggi è la stessa di un secolo fa'' aggiunge l'editore Pietro Golia, primo a pubblicare in Italia con Controcorrente gli scritti di Alexander Dugin, consulente geopolitico di Putin. Meno allarmista Alessandro Sansoni, consigliere nazionale dell'Ordine. Per il collaboratore de "Il Foglio" e della rivista 'Limes' "la Russia di oggi è il risultato di un cammino iniziato 17 anni fa, all'insegna della riacquisizione di potere. Se l'Italia paga le sanzioni sul piano dell'export e dell'energia, la Germania ha completato il gasdotto North Stream, e con ogni probabilità ne realizzerà un secondo''.

Dunque un'Europa tutt'altro che unita, anzi spaccata da letture diverse, problemi strategici che toccano tutto l'occidente, secondo il direttore di "Limes" Lucio Caracciolo: ''La Russia agisce in Siria, contratta con la Cina l'export di gas siberiano per aggirare le sanzioni, ormai è capace di proiettarsi anche lontano dalle sue basi''. Serve dunque uno sforzo di pacificazione, soprattutto quando i segnali sono tutt'altro che incoraggianti: ''La Russia fa affluire asset militari ai suoi confini, gli Usa quadruplicano i finanziamenti per la Nato orientale, prevedendo nuove basi vicine alla frontiera russa. Un'incomprensione del genere non si è vista neanche ai tempi della guerra fredda''.

Davide Uccella

[16.2.2016 - 11:59]



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