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Conti in rosso

5 Stelle per la sfiducia
"Dema deve lasciare"


Per il Movimento 5 Stelle a Napoli non ci sono alternative. "Con il pre-dissesto del Comune annunciato dalla Corte dei Conti il sindaco de Magistris si è sfiduciato da solo - ha affermato il consigliere ed ex candidato sindaco grillino Matteo Brambilla - per questo proporremo una mozione di sfiducia nella prossima seduta del Consiglio". L'iniziativa dei penta-stellati arriva a pochi giorni dal ricorso che la giunta ha formalizzato contro la delibera della Sezione Regionale di Controllo. Una relazione thrilling che ha dato 60 giorni di tempo a Palazzo San Giacomo per mettere in ordine il piano di riequilibrio dei conti. Pena la dichiarazione di dissesto finanziario.

"Ci sono le possibilità che questa giunta salti - incalza Roberto Fico, presidente della Commissione di Vigilanza Rai - occorre dire quanti sono i debiti, quali sono, non ascrivere incassi che poi risultano non esserci. Serve un'operazione di chiarezza e trasparenza".

In effetti il documento del 16 ottobre parla di "debito peggiorato complessivamente di 1,2 miliardi tra 2015 e 2016". Nel mirino anche la riscossione della tassa sui rifiuti (meno del 50 per cento) e delle multe (poco più del 20). "Anomalie" anche per fitti degli immobili comunali portati in bilancio: "il risultato sul rendiconto 2016 peggiora di 35 milioni" a causa di "crediti e canoni non riscossi". Ma ciò che i magistrati contabili perdonano meno a Palazzo San Giacomo è l'aver nascosto lo sforamento del patto di stabilità nel 2014. Due gli errori: il primo aver assorbito gli utili dalla partecipata dell'acqua Abc, il secondo aver riconosciuto in ritardo il debito post terremoto di 180 milioni.



L'ex pm, già messo alle strette sui debiti delle municipalizzate di acqua (Abc) e trasporti (Anm), ha sempre posto l'accento sulle tante norme cambiate rispetto al 2013, anno in cui è stato redatto il piano di riequilibrio. "Abbiamo perso 424 milioni di trasferimenti dal Governo ha ribadito - i crediti con queste norme sono stati svalutati del 70 per cento, sono cambiate completamente le norme sul bilancio". In sostanza Palazzo San Giacomo chiede di spalmare il debito in più anni, visto che i Comuni possono spendere solo quello che incassano.

La morale è che sembra ripetersi la triste querelle di 4 anni fa. Come nel 2013 il Comune conta su una sospensiva che possa dare tempo ma anche fiato sul piano politico. Da mesi la maggioranza arancione scricchiola, complice l'abbandono dei consiglieri vicini a David Lebro, ora sostanzialmente nel Pd. Soltanto un mese fa, per l'approvazione del bilancio, fu decisivo il voto dello stesso De Magistris.

Davide Uccella

[6.11.2017 - 14:32]



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