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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
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A Napoli

Trasporti pubblici
non a prova di turisti


Ritardi notevoli ogni giorno, fermate mal segnalate, vagoni carichi di passeggeri: viaggiare con ANM (Azienda Napoletana Mobilità) non è a prova di napoletano. Figuriamoci di turista, tanto più che non esistono indicazioni in inglese sulle banchine.

In un tranquillo sabato pomeriggio, Klara, turista tedesca, aspetta da venticinque minuti la Metro 1, direzione Piscinola. Nel bunker che è la stazione di Toledo, circondata da coloratissimi murales e senza connessione dati, l'attesa è snervante. Quando, finalmente, si decide a chiedere informazioni, la risposta è sconfortante. Dopo un paio di "Agg' sorry, non English", uno studente le spiega che, qualche minuto prima, lo speaker aveva annunciato la soppressione della tratta. Ovviamente, soltanto in italiano. A Klara non resta che scegliere se prendere un taxi, spendendo molto di più, o muoversi a piedi, arrivando ben più tardi del previsto a destinazione.

Per Mary, irlandese doc, salire sulla metro è sempre una battaglia. "È quasi più facile trovare un biglietto per il concerto dei Coldplay" racconta ironicamente in un italiano stentato, ma comprensibile. Non riesce a spiegarsi come il macchinista possa prendere tutti i passeggeri ben oltre la capienza consentita. Un paio di giorni fa, approfittando della calca dei vagoni, qualcuno le ha rubato il portafoglio, all'interno del quale c'era anche la carta d'identità. "Un disagio enorme - spiega - perché senza documento non sarebbe potuta ritornare a Dublino. It has been terrible".

Seduta vicino a Mary, c'è una donna particolarmente nervosa: si chiama Beth e doveva scendere alla fermata della metro di Vanvitelli, zona Vomero. Le avevano assicurato che ogni fermata sarebbe stata annunciata da un messaggio pre-registrato in italiano e in inglese. Invece, lo stop non è stato segnalato. Così, Beth si è ritrovata a Piscinola, a pochi passi da Scampia. Non esattamente un ambiente per una turista che viaggia da sola.

Non va meglio a chi sceglie di muoversi usando la funicolare centrale. "Why there was no Petraio stop?" - si chiede Jane, mentre aspetta, con i suoi due figli, una nuova corsa che la porti da Piazza Fuga a destinazione. Il secondo giro, però, è altrettanto sfortunato. Ancora una volta, la fermata "Petraio" salta e i tre si ritrovano a Toledo. È il rivenditore di biglietti a spiegarle che la funicolare alterna corse dirette a corse complete. Un concetto difficile da capire già per un non napoletano. Pressoché impossibile da comprendere per uno straniero, specialmente perché non ci sono annunci o banner esplicativi di questo sistema di trasporto.

Il pomeriggio dei turisti a Napoli trascorre così, tra ritardi, sovraffollamento e disorganizzazione. Nell'attesa, nascono le idee più disparate per risolvere il problema dei trasporti in città. Alcune sono classiche: installare un ricevitore Wi-Fi per ogni stazione, impiantare pannelli che segnalino l'orario esatto di passaggio della Metro oppure mandare in loop registrazioni che avvisino, in inglese, sul tipo di corsa effettuato dalla funicolare. Altre soluzioni sono davvero originali: come quella del madrileno Pedro che propone di montare su ogni vagone dei rilevatori di capienza che squillino al raggiungimento del limite di passeggeri consentito dalla legge.

Michela Curcio

[8.11.2018 - 16:24]



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