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XI Edizione

A Napoli il cinema dei Diritti Umani
torna con un appello per Silvia Romano

Napoli


Al via a Napoli il Festival del cinema dei diritti umani dal 20 al 30 novembre. La manifestazione, giunta alla decima edizione, si aprirà con una dedica a Silvia Romano, la cooperante italiana rapita in Kenya proprio il 20 novembre dello scorso anno. Per questa occasione da Napoli interverranno i rappresentanti delle Ong e delle associazioni umanitarie internazionali come Amnesty ed Emergency. "Il clima che verrà", è questo il titolo del Festival ma si discuterà anche di tematiche attuali tra cui la crisi delle aziende e, dunque, del lavoro.

Il Festival e gli Eventi internazionali

Il Festival si dividerà in due parti: dal 20 al 23 novembre sarà dedicato a Eventi internazionali. Si parte mercoledi alle ore 9,30 nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo in cui si parlerà di Ong in segno di Silvia Romano. Saranno presenti alcuni giornalisti dell'AGI, esponenti di Emergency e Amnesty Italia. L'apertura ufficiale del Festival è nel pomeriggio nello Spazio Comunale Piazza Forcella. L'attivista Francesco Quatrano presenterà il movimento Cultures of Resistance e l'ultimo film della regista Iara Lee, Wantoks - Dance of Resilience in Melanesia. In serata, infine, il ricordo di Bruno Manser, antropologo che nel 2000 è stato vittima dei padroni del traffico del legno nel sud-est asiatico.

Il Festival si sposterà, poi, al carcere di Poggioreale il secondo giorno, per riflettere sul mito del "boss". Ad intervenire saranno il giornalista Sandro Ruotolo, il cantautore Maldestro e don Franco Esposito, cappellano del carcere. Nel pomeriggio a Piazza Forcella ci sarà un dibattito organizzato dall'Atlante dei conflitti e delle guerre del mondo che affronterà il dramma delle guerre sui civili.

Venerdi 22 novembre il Festival sbarca all'Università Federico II che ospita le associazioni Fridays for Future e Teachers for Future. Grande attesa per Tiziana Volta, coordinatrice italiana della Marcia Mondiale per la Pace. A Piazza Forcella, poi, il tema centrale sarà l'India e la crisi ambientale. A parlarne saranno le giornaliste Daniela Bezzi e Maria Tavernini. La prima parte del Festival si conclude nello stabilimento Whirpool in via Argine. Saranno presenti sindacalisti e protagonisti dei danni ambientali come i lavoratori dell'Ex-Ilva di Taranto. La serata del Festival si concluderà a suon di musica del cantautore napoletano Jovine.

Le proiezioni cinematografiche

I 31 film che hanno superato il primo step della selezione del concorso cinematografico saranno proiettati al Maschio Angioino dal 27 al 29 novembre. Tra 7 lungometraggi e 24 corti, verranno scelti due film vincitori. La Giuria Popolare assegnerà la Menzione Platea Diffusa. Il Festival si concluderà il 30 novembre nella Biblioteca di Storia Patria del Maschio Angioino con una performance musicale di Daniele Sepe.

Il programma è fitto di appuntamenti, da non perdere, sulla questione ambientale e sulle relative conseguenze. È impossibile essere indifferenti su quanto il cambiamento climatico stia influendo sul futuro del pianeta e del nostro territorio, cosa c'è di più preoccupante di questo? Il Festival dei diritti umani sarà l'occasione perfetta per riflettere e confrontarsi.

Chiara Sorice

[15.11.2019 - 21:08]



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