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Nino D'Angelo

"I grandi tornano a Napoli
ma pochi spazi per i concerti"


«Sono fiero da napoletano che i grandi come Paul McCartney scelgano Napoli come palcoscenico. Non tutti possono permettersi Piazza del Plebiscito. È un traguardo che bisogna conquistarsi». Parola di Nino D'Angelo che più volte nel corso della carriera si è esibito nella piazza simbolo del capoluogo campano. Se nelle sue parole non manca l'orgoglio di artista partenopeo commentando i due grandi appuntamenti che vedranno protagonista una delle più note piazze napoletane, c'è anche l'augurio che la città si doti sempre di più spazi idonei alla musica e all'arte. «Sotto questo aspetto - continua - non stiamo proprio messi bene. A parte il Palapartenope e il San Paolo, che una volta era più difficile da ottenere per un concerto, ci vorrebbe uno spazio grande per la musica».

Due i grandi appuntamenti in programma. Se il 10 giugno ad esibirsi sul palco di Piazza del Plebiscito sarà l'ex Beatle, nel 2021 sarà invece la volta di Roger Waters. Napoli torna ad essere la capitale della musica con nomi internazionali che richiamano un pubblico internazionale. Per l'ex Fab Four sono già stati venduti oltre 9 mila biglietti, tra gli acquirenti al primo posto figurano inglesi, spagnoli e tedeschi. «Napoli - continua D'Angelo - è sempre stata la capitale della musica. Da sempre, non per niente siamo la città di O sole mio, che è stata cantata da artisti di tutto il mondo, forse anche da McCartney stesso».

Uno dei luoghi-simbolo di Napoli torna ad essere cornice di eventi internazionali e lo fa per espressa volontà dei grandi artisti protagonisti. «Paul ha scelto Napoli e mi ha detto espressamente che voleva cantare in Piazza del Plebiscito», racconta Mimmo D'Alessandro, manager per l'Italia di Paul McCartney annunciando l'evento che coinvolgerà tra i 22 e i 25.000 spettatori. Stesso entusiasmo anche nelle parole dell'artista nel video pubblicato sui social con cui ha annunciato il suo ritorno in Italia per quello che, però, dovrebbe essere «l'ultimo tour che McCartney farà in Italia» e nella scelta di emularlo da parte di Roger Waters. Anche l'ex Pink Floyd, infatti, avrebbe esplicitamente richiesto la data napoletana dopo il concerto all'Anfiteatro di Pompei del 1971.

Un ritorno, quello dell'ex-Beatle a Napoli dopo il tour unplugged del 1991, che fa bene anche agli artisti partenopei. «Napoli è tornata sulla bocca di tutto il mondo, che ben vengano i grandi a Napoli. È un privilegio per noi così come è un privilegio per noi napoletani, grazie alla nostra canzone e all'amore per la nostra città, esibirci ovunque nel mondo. Io stesso ho richieste da ogni parte del mondo», conclude D'Angelo.

Non mancano certo orgoglio e soddisfazione nemmeno a Palazzo San Giacomo. «Porre Napoli sempre più all'attenzione mondiale attraverso la cultura è una missione e un dovere. Ringrazio un mito vivente come McCartney per aver scelto la nostra città, come napoletano la cosa mi rende orgoglioso per un senso di appartenenza», dichiara infatti il sindaco Luigi de Magistris. «Siamo di fronte - continua - a un evento mondiale che la città ricorderà per tanto tempo, proprio come il concerto di Pino Daniele del 1981 in piazza del Plebiscito o come quello dei Rolling Stones e di Frank Zappa allo Stadio San Paolo del 1982. Senza dimenticare che c'è anche tanta economia che si muove intorno ai grandi spettacoli come questi. L'intera catena del ministero dei Beni Culturali si è messa in moto, comprendendo la portata di tale evento. Siamo una grande squadra che lavora in armonia e con tanto entusiasmo».

Valentina Ersilia Matrascia

[1.12.2019 - 18:15]



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