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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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Emergenza sanitaria

Misure di prevenzione in tutti i Paesi
per evitare che il virus esca dalla Cina


I morti finora sono 26, 85 i casi accertati in ventinove province. Se in Cina non è epidemia, poco ci manca. Sale il bilancio del contagio di coronavirus, la nuova Sars del 2020. A rilasciare questi dati, ancora provvisori, la Commissione sanitaria nazionale cinese, spiegando che nel paese si registrano almeno altri 1000 casi sospetti. L'Organizzazione Mondiale della Sanità, però, ancora non vuole dichiarare lo stato di emergenza sanitaria globale.

LA CAMPAGNA DI PREVENZIONE IN CINA

Nonostante le rassicurazioni degli enti internazionali, il governo di Xi Jinping ha già avviato la sua campagna di prevenzione. A Wuhan, la città da undici milioni di abitanti - già in quarantena perché epicentro del virus - nei prossimi dieci giorni verrà costruito un nuovo ospedale. In città sono stati anche interrotti tutti i collegamenti pubblici, come conseguenza di un lockdown preventivo. «Questo confinamento - ha dichiarato in merito il rappresentante a Pechino dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, Gauden Galean - non ha precedenti nella storia della salute pubblica». A Shanghai, il Disneyland locale ha deciso di sospendere le sue attività. In una nota, i proprietari del parco di divertimenti hanno motivato così la loro decisione: «Si tratta di una misura per prevenire e controllare l'epidemia e tutelare la salute». In generale, in tutta la Cina l'allerta è alta: i media della Repubblica Popolare hanno garantito che i passeggeri che rinunciano a mettersi in viaggio potranno chiedere pieno rimborso di biglietti aerei e ferroviari. In più, è stato annunciato che da sabato la Città Proibita - il simbolo di Pechino - rimarrà chiusa ai turisti, mentre le celebrazioni del Capodanno cinese verranno prevalentemente cancellate. Disagi anche ai botteghini del cinema: sono almeno sette i film in uscita che sono stati costretti a rimandare la data della prima.

I CONTAGI NEGLI ALTRI PAESI

La paura adesso è che il coronavirus esca dai confini cinesi. E, in effetti, sono già stati attestati alcuni episodi di diffusione dell'epidemia fuori da Pechino e dintorni. Le autorità sanitarie della Corea del Sud hanno confermato un secondo caso di contagio: si tratta di un cinquantacinquenne rientrato nel paese dopo un viaggio di lavoro a Wuhan. Altri due i contagiati a Singapore, dopo che, ieri, il Ministero della Salute aveva annunciato che un primo cittadino era risultato positivo al test del coronavirus. Negli Stati Uniti, il Dipartimento di Stato ha alzato l'allerta da due a tre e ha invitato i cittadini americani a riconsiderare l'idea di un viaggio in Cina. In Gran Bretagna, la task force sanitaria sta analizzando, in via precauzionale, quattordici casi sospetti: cinque sono già negativi, si attendono i risultati degli altri nove.

LA SITUAZIONE IN ITALIA

Ieri sera, per qualche ora, anche l'Italia era piombata nell'incubo coronavirus. A Bari si era temuto che una cantante lirica, di rientro da una tournee a Wuhan, fosse stata contagiata. Per precauzione, la donna è stata ricoverata in isolamento. Poi, l'Istituto Superiore di Sanità ha fatto sapere che le analisi sono risultate negative. «I servizi diagnostici - si legge in una nota - hanno isolato un diverso agente etiologico, simile a un micoplasma, cioè un batterio». E anche il direttore generale del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore, ha tranquillizzato la popolazione: «La paziente è stabile e senza particolari problemi». Sempre nella serata di ieri, a Fiumicino è atterrato l'ultimo aereo proveniente da Wuhan. I passeggeri sono stati tutti controllati, ma, per fortuna, non c'erano casi sospetti. Alcuni dei rientrati hanno descritto così le procedure sanitarie a cui sono stati sottoposti: «Ci hanno controllato la temperatura anche alla partenza. Poi in aeroporto siamo passati sotto le termocamere, ma è stato tutto molto rapido».

COM'È NATA L'EMERGENZA?

Ma com'è nata questa pandemia di coronavirus? Stando a uno studio pubblicato sul Journal of Medical Virology, il virus che colpisce gli umani sarebbe nato da una combinazione di coronavirus individuato in pipistrelli e una variante sconosciuta in incubazione nei serpenti. I ricercatori hanno appurato che i pazienti infettati erano stati in qualche modo a contatto con queste due specie di animali selvatici. La trasmissione del virus avviene attraverso la saliva, con tosse, starnuti e contatti personali, a un massimo di un metro di distanza. Secondo una ricerca dell'Imperial College di Londra, l'incubazione dura dai cinque giorni alle due settimane. Tra i sintomi dell'infezione, febbre, tosse e difficoltà respiratorie che, nei casi più gravi, possono sfociare in polmonite o bronchite.

COME PREVENIRE L'EPIDEMIA?

Per prevenire un'eventuale infezione di coronavirus è sufficiente applicare poche ma semplici misure di buon igiene. Bisogna lavarsi le mani spesso e per almeno venti secondi, consumare solo cibo ben cotto, bere acqua in bottiglia, starnutire o tossire in un fazzoletto o, in zone particolarmente interessate dall'epidemia, anche uscire con una mascherina sul volto. E, soprattutto, va evitato il contatto ravvicinato con chiunque presenta sintomi ascrivibili al virus. Intanto, il direttore del National Institutes of Allergy and Infectious Diseases, Anthony Fauci ha fatto sapere che un vaccino ad hoc contro questa nuova mutazione di coronavirus potrebbe essere pronto già tra tre mesi. Alla produzione del siero sta lavorando congiuntamente una task force medica con esperti sia americani che cinesi.

Michela Curcio

[24.1.2020 - 13:01]



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