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La guerra nello spazio


Il cosmo è la vera frontiera degli armamenti. Il giornalista Gianluca di Feo nelle pagine centrali di Repubblica analizza il problema degli attacchi spaziali contro cui non esiste difesa. La Cina ha testato una sorta di bomba spaziale con missili ipersonici che possono colpire qualsiasi continente senza che ci sia tempo di reagire. La Cina ha fatto quindi intendere di essere una grande potenza in guerra spaziale e di avere una grande capacità militare. L'attacco apocalittico non verrebbe più escluso. Si parla di pericoli in caso di abbattimento di un singolo satellite perché esso può generare un'ondata di rottami devastanti. La scorsa settimana un missile russo ha frantumato un vecchio satellite sovietico in 1500 pezzi e i tecnici di Mosca ne hanno studiato l'impatto proprio per pilotare i frammenti in una direzione. Difatti pochi centimetri di lamiera possono mandare in tilt centrali di telecomunicazioni costate mezzo miliardo di euro. Tante nazioni dispongono di missili in grado di abbattere satelliti. Svantaggiati sono i paesi occidentali che più dipendono dallo spazio sia per le comunicazioni, sia per la navigazione. E' necessario corazzare i 7.500 satelliti attivi perché sono tutti delicatissimi. Gli Stati Uniti, a riguardo, stanno seguendo un'idea francese: schierare dei bodyguard nello spazio. Questi dovrebbero fare da scudo contro gli aggressori e neutralizzarli con armi laser. Sette nazioni, tra cui l'Italia, hanno varato un piano europeo per "blindare" le antenne spaziali.

Letizia Bambagini

[22.11.2021 - 17:17]



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