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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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Speciale

Dall'Ucraina alla Russia
gli inviati raccontano la guerra


Kiev che diventa spettrale, Mariupol ormai quasi rasa al suolo, ma anche Irpin e la regione del Donbass. Tutte città con gli stessi punti in comune. Negozi chiusi, strade silenziose, persone che scappano. Il tutto all'interno di un quadro che comprende strategie di guerra, analisi di scenario e rapporti diplomatici complessi. Sono solo alcune delle cose che i giornalisti italiani sul campo hanno stanno raccontando della guerra fra Ucraina e Russia, regalando quotidianamente un'immagine istantanea dal teatro di guerra.

Ma la vita dell'inviato durante i conflitti è difficile e piana di disavventure. Come quella avuta da Fausto Biloslavo, giornalista inviato in Ucraina per conto di Mediaset, che lo scorso 8 Marzo è stato costretto ad interrompere il proprio collegamento con una trasmissione di Rete 4 per mettersi in salvo da un razzo russo atterrato a meno di 50 metri da lui.

Un conflitto esteso, che copre lunghe distanze, specie se si pensa che nello scacchiere dei territori coinvolti non c'è solo la capitale e fra i pericoli da temere non ci sono solo quelli di tipo militare. Lo sa bene l'inviata del Tg1 Stefania Battistini, vittima insieme a due colleghi di un'irruzione dei soldati ucraini nel proprio hotel di Zaporizhzhia, città della centrale nucleare più grande d'Europa. "Eravamo in camera, in diretta con 'Uno Mattina' - ha raccontato la Battistini - quando sono entrati due soldati che hanno iniziato ad urlare minacciandoci con il mitra. E' difficile anche dimostrare di essere giornalisti, la diffidenza verso la stampa è molta".

La propaganda infatti è un altro ostacolo da affrontare. In una guerra dove è presente in maniera forte da ambo le parti, saper distinguere il vero dal falso e vincere lo scontro con le fake news diventa oltremodo importante. Raccontare la verità sulla vita di migliaia di donne e uomini che fuggono dalla guerra oppure scelgono di combattere è stato il compito del giornalista Alessio Asta, che ha trascorso una settimana ad Irpin, zona a nord-ovest di Kiev, considerata il punto di contatto appena prima del fronte di combattimento.

Non solo Ucraina. A descrivere l'atmosfera al confine tra la nazione gialloblù e la Russia è Nico Piro, inviato del Tg3. "A Rostov sul Don la gente è preoccupata - ha dichiarato in molti dei suoi collegamenti - i cittadini però non vacillano e il sostegno a Putin non manca. Questo vuol dire che in Russia il tema Donbass e Crimea è molto sentito".

La vita del giornalista è anche una scelta, una missione. E alle volte può capitare che si venga inviati in guerra quando si proviene da un ambito totalmente diverso. E' il caso di Piergiorgio Giacovazzi, del Tg2, che da conduttore e curatore della rubrica motori del notiziario è stato catapultato sul fronte di guerra.

Tante storie, tutte diverse. Racconti eroici, raccontati dai nostri giornalisti, a cui auguriamo presto di raccontare di trattati di pace e cessate il fuoco, invece dei bombardamenti.

Stefano Neri

[2.4.2022 - 08:34]



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