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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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Le immagini ucraine

Fosse Comuni, città distrutte e massacri
tolgono spazio a soluzioni diplomatiche

Nei gruppi Whatsapp gli ucraini inviano foto come questa dai villaggi, a testimoniare i devastanti effetti dell'invasione.


Riaffiorano i cadaveri nei villaggi ucraini da cui si è ritirato l'esercito russo. Nuove storie di massacri, nuove fosse comuni, nuove foto di morti abbandonati sulle strade con le mani legate dietro la schiena si sommano, giorno dopo giorno, a quelle di Bucha. La Russia intanto continua a negare, continua a parlare di grande messa in scena, di set cinematografici hollywoodiani, di cadaveri finti che poi si rialzano. Ma dalle testimonianze di Bucha, di Borodyanka, di Hostomell e dei villaggi che ogni giorno vengono lasciati dai russi appare sempre meno possibile che il massacro della popolazione civile non sia riconducibile all'azione dell'esercito russo.

A Borodyanka 200 morti sotto le macerie

Borodyanka è un villaggio a una cinquantina di chilometri da Kiev completamente distrutto. Sotto le macerie ci sono oltre 200 morti. È la nuova Bucha, un nuovo villaggio vittima di quelli che il mondo ormai giudica come i crimini di guerra di Putin. «Gran parte degli edifici sono stati distrutti - ha detto il sindaco di Borodyanka Georgiy Erko - stimiamo vi siano ancora 200 morti sotto le macerie, nelle cantine e nei giardini. La nostra area fu la prima ad essere occupata dalle truppe russe il 24 febbraio mentre marciavano su Kiev ed è stata liberata solo domenica scorsa, va ancora pulita e bonificata. Stiamo cercando le fosse comuni».

Papa Francesco: «Assistiamo all'impotenza dell'ONU»

Le immagini di Bucha, il villaggio dei massacri, hanno segnato una nuova fase di questa guerra e probabilmente, l'emergere di nuove situazioni simili spingeranno sempre di più le potenze occidentali verso un intervento concreto nello scenario di conflitto. Papa Francesco, che fino a questo momento si era detto disponibile all'apertura di un dialogo con la Russia, oggi al temine dell'Udienza Generale ha sventolato e mostrato al mondo la bandiera ucraina di Bucha sottolineando come «nell'attuale guerra in Ucraina, assistiamo all'impotenza delle Organizzazioni delle Nazioni Unite». Parole forti che faranno discutere le diplomazie internazionali.

Zelensky al Parlamento irlandese: «la Russia usa la fame come arma»

Il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky, nel corso del suo intervento al Parlamento irlandese di questa mattina, ha accusato la Russia di utilizzare la fame come un'arma, per catturare Mariupol. «Bloccando i porti e le navi che trasportano il cibo verso i Paesi di Asia e Africa - ha detto Zelensky - la Russia aumenta deliberatamente i prezzi del cibo impedendo di combattere la fame nei Paesi poveri, così come usa l'arma della fame per sottomettere Mariupol». Un discorso che, come tutti quelli tenuti dal presidente ucraino ai parlamenti nazionali in tutto il mondo, prova a toccare le corde emotive di ogni nazione. Citare infatti la fame in un Paese dove la Grande Carestia di fine '800 è parte fondate della storia di liberazione è un modo per localizzare il discorso, un metodo che Zelensky applica per far diventare la guerra ucraina una questione di tutti.

Quinto pacchetto di sanzioni UE contro Mosca

L'Unione Europea ha varato il quinto pacchetto di sanzioni contro Mosca. Gli Stati membri hanno trovato l'unità sull'embargo del carbone russo, sul divieto totale di transazioni su quattro banche delle sette già escluse dal sistema di pagamento internazionale Swift, e il blocco dei porti europei alle navi russe e gestite da russi, fatta eccezione per quelle che trasportano prodotti agricoli e alimentari, aiuti umanitari ed energia. Sarà vietato l'accesso nell'Unione anche alle compagnie di trasporto su strada russe e bielorusse.

Nel nuovo pacchetto di sanzioni sono previsti divieti mirati alle esportazioni per un valore stimato di 10 miliardi di euro. I settori colpiti saranno quelli dei computer quantistici, dei semiconduttori avanzati e dei mezzi di trasporto, comparti nei quali la Russia ha già rivelato le sue fragilità.

Claudio Mazzone

[6.4.2022 - 15:08]



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