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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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IL MASTER GERENZA CONTATTI

Doppio cognome

I giovani approvano


I giovani intervistati oggi da Inchiostro all'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli sono quasi tutti d'accordo: la sentenza della Corte Costituzionale sul doppio cognome è un punto di svolta storico e positivo. "In origine è stato deciso che fosse giusto dare il cognome del padre perché la madre è certa, sul padre potrebbero esserci dubbi", spiega una ragazza. Al contempo però tutti pensano sia corretto consentire ai nuovi nascituri di ereditare il cognome anche della madre, così da far proseguire la stirpe. Qualcuno crede che imporre automaticamente il cognome del padre ai figli sia stata una disposizione dettata da una società fondata sul patriarcato, dove l'uomo tende sempre a prevalere sulla donna. La decisione di consentire, per legge, ai genitori di far ereditare ai figli un doppio cognome è stato interpretata da molti come un provvedimento utile anche alla parità di genere. Tutti gli intervistati hanno manifestato un grande entusiasmo riguardo questa decisione e infatti alla domanda su quali fossero gli aspetti positivi e negativi, in molti hanno risposto: "Nessun contro, solo pro".

Poche voci, fuori dal coro sono riuscite a trovare un cavillo, una perplessità nell'atto della firma e della stesura. "I cognomi sulle targhette fuori le porte - dice un professore - potrebbero essere troppo lunghi". Una critica legittima se si pensa che andando avanti con le discendenze si acquisirebbero, di generazione in generazione, i cognomi di entrambi i genitori. "L'ideale - conclude una ragazza - sarebbe poter scegliere o depennare, così da non complicare troppo le cose".

La decisione della Corte Costituzionale

Le donne italiane hanno conquistato un diritto, finora negato dall'articolo 262 del codice civile, quello di poter dare ai figli il proprio cognome. La Corte Costituzionale presieduta da Giuliano Amato ha stabilito che far ereditare ai figli automaticamente il cognome del padre fosse discriminatorio e lesivo, stabilendo quindi che in futuro i figli dovranno assumere il cognome di entrambi i genitori nell'ordine concordato dai medesimi, salvo che essi decidano, di comune accordo, di attribuire solo il cognome di uno dei due. In mancanza di accordo sull'ordine di attribuzione del cognome di entrambi i genitori, resta salvo l'intervento del giudice in conformità con quanto dispone l'ordinamento giuridico. Questi cambiamenti riguarderanno i figli nati nel matrimonio, fuori dall'unione e quelli adottati. Secondo la ministra per la Famiglia e le Pari Opportunità Bonetti è un passo importante verso la parità di dignità tra padri e madri, così come è condivisa la responsabilità genitoriale. La sentenza sarà depositata nelle prossime settimane e sarà compito del parlamento proporre una legge adeguata che verrà poi applicata.

Cristina Somma

[28.4.2022 - 19:17]



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