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Lavoro

Turismo, cos'è il "modello Liguria"
invocato da Capri e Sorrento


Il "modello Liguria" per rilanciare il turismo al Sud e in tutta Italia. Questo l'appello delle associazioni campane del settore in crisi. Dopo due anni di restrizioni dovute alla pandemia, la stagione estiva 2022 si apre con l'assenza di personale impiegato nelle strutture ricettive.

L'emergenza

I rappresentanti della filiera turistica in Campania lanciano l'allarme per la mancanza di migliaia di operatori del settore. Tra le varie figure richieste, si cercano camerieri, aiuto chef e receptionist. A nulla servono i numerosi post sui social con offerte di lavoro, che spesso riguardano impieghi limitati ai mesi di luglio e agosto, con un orario prolungato e una bassa retribuzione. Da qui la richiesta all'assessore regionale al Turismo Felice Casucci di un aiuto alla Regione Campania e allo Stato. Le associazioni del settore suggeriscono di adottare il modello della Liguria.

Il "modello Liguria"

Il piano interviene sull'aumento della durata dei contratti di lavoro, incentivando le aziende con un bonus per supportare le spese per il personale. Ciò contribuisce positivamente al salario ricevuto dai lavoratori e, di conseguenza, sul Pil della regione. La misura prevede un sostegno per gli stabilimenti balneari, per le imprese del comparto alberghiero e dell'accoglienza: 2.500 euro per ciascun contratto della durata tra i 6 e gli 8 mesi, di 4mila euro per quelli di oltre 8 mesi e di 6mila per ogni assunzione a tempo indeterminato. Per le attività di ristorazione, i bar, le pasticcerie e le gelaterie sono previsti 2mila euro per ciascun contratto di almeno 9 mesi e 6mila euro per le assunzioni a tempo indeterminato.

"È evidente che se migliorano le condizioni di lavoro, a partire dalla durata del contratto, lavoratrici e lavoratori saranno maggiormente incoraggiati a trovare una occupazione nel settore con riflessi positivi anche sulla qualità del servizio". Questo il commento dei segretari di Cgil, Cisl e Uil Liguria Maurizio Calà, Luca Maestripieri e Mario Ghini alla riconferma del "Patto per il lavoro".

Siglato tra la Regione Liguria, i sindacati e le categorie datoriali, il Patto è stato sottoscritto per la prima volta cinque anni fa ed è stato siglato nuovamente lo scorso 6 maggio. La misura è finanziata dal Fondo Sociale Europeo e mira ad incentivare l'apertura delle attività turistiche per periodi più lunghi. Questo con lo scopo di far crescere l'occupazione sia in termini numerici che di durata dei contratti.

I dati del Patto

La Regione riporta che nel 2021, con le restrizioni per la pandemia ancora in vigore, il Patto ha portato alla sottoscrizione di circa mille contratti, di cui oltre 200 a tempo indeterminato. L'ultima edizione del piano ha ricevuto richieste di adesione di oltre 20 milioni di euro per 7.132 contratti, nonostante fosse stato preventivato un intervento di 6,9 milioni.

"Siamo l'unica regione in Italia - ha affermato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti - ad aver messo in campo una misura di questo tipo nell'ambito degli interventi di sostegno al lavoro in un settore che ha dimostrato una straordinaria resilienza durante il periodo della pandemia".

Annachiara Giordano

[16.5.2022 - 12:57]



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