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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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IL MASTER GERENZA CONTATTI

Il forte caldo distrugge i raccolti
e fa aumentare i prezzi degli alimenti


Il 2022 si conferma il quinto anno più caldo di sempre. La superficie della terra e quella degli oceani misurano 0.87 gradi in più rispetto alla media del ventesimo secolo. Questi sono i dati che emergono da un'analisi fatta da Coldiretti. Ad essere messa a rischio è specialmente l'agricoltura.

In Pakistan sono stati raggiunti 51 gradi e in India 48. Per il paese indiano le temperature così alte hanno avuto effetti negativi sui raccolti di grano. Il governo di Delhi infatti ha bloccato le esportazioni perché il grande caldo ha provocato una forte siccità e non ha permesso di produrre quantità di grano sufficiente a coprire il mercato interno ed estero. L'india quindi ha deciso di intraprendere la stessa strada dell'Indonesia che già a fine aprile aveva bloccato le esportazioni di olio di palma per lo stesso motivo, causando così un aumento dei prezzi non indifferente. Il costo del grano infatti è arrivato al massimo da oltre due mesi raggiungendo, secondo il Chicago Board of Trade, punto di riferimento mondiale del commercio agricolo, oltre 12 dollari per bushel.

In difficoltà con la produzione di grano sono poi anche alcune zone degli Stati Uniti. In Europa invece il caldo anomalo sta raggiungendo non solo l'Italia, ma anche la Germania, la Francia e la Spagna. Coldiretti ha spiegato che le coltivazioni "stanno vivendo un vero e proprio momento di stress idrico che non permette lo sviluppo e la produzione". In particolare in Italia sarebbero in difficoltà le semine primaverili di mais, riso, girasole e soia, ma anche altri cereali e raccolti di frutta e foraggi della stagione autunnale.

Tutto questo ovviamente causa un rialzo dei prezzi degli alimenti e carenza di alcuni prodotti sulle tavole italiane. Disagi di conseguenza si registrano nello sviluppo del made in Italy, che è costretto a rallentare la diffusione fuori dal paese. "La carenza di acqua- precisa la Coldiretti- colpisce i raccolti nazionali in una situazione in cui l'Italia è dipendente dall'estero in molte materie prime e produce appena il 36% del grano tenero che serve per pane, biscotti, dolci, il 53% del mais per l'alimentazione delle stalle, il 56% del grano duro per la pasta e il 73% dell'orzo". Gli eventi negativi di questo decennio hanno causato una perdita di 14 miliardi di euro per l'agricoltura italiana che ha visto i suoi raccolti distrutti e ha perso anche molte infrastrutture nelle campagne.

Così il cambiamento climatico si aggiunge alla guerra nel causare rincari sui beni di prima necessità, il risultato è che nei paesi ricchi aumenta l'inflazione. In Italia si prevede che durante l'anno si arrivi a toccare il 6,1 % di inflazione. Nei paesi poveri invece tutto questo porta all'allarme carestia, in particolare se si parla dell'Africa e di alcune zone dell'Asia. Rischierebbero di rimanere senza alimenti almeno 53 paesi dove la popolazione spende almeno il 60 % del proprio reddito per mangiare.

Nel caso dell'Italia il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini ha spiegato:"Bisogna investire per rendere il Paese autosufficiente per le risorse alimentari facendo tornare l'agricoltura centrale negli obiettivi nazionali ed europei". Poi ha sottolineato che "nell'immediato occorre salvare aziende e stalle da una insostenibile crisi finanziaria, poi investire per aumentare produzione e le rese dei terreni con bacini di accumulo delle acque piovane per combattere la siccità". Inoltre in alcune zone servirebbe anche contrastare l'invasione della fauna selvatica che spesso distrugge i raccolti e infine, conclude Prandini: "occorre sostenere la ricerca pubblica con l'innovazione tecnologica e le Nbt a supporto delle produzioni, della tutela della biodiversità e come strumento in risposta ai cambiamenti climatici".

Maria Chiara Valecce

[17.5.2022 - 18:06]



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