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Il conflitto

Può la guerra ispirare un popolo?
Quel fil rouge tra est, Asia e USA


La Russia avverte l'Ucraina e viceversa. E così si alimentano anche le tensioni di chi assiste al conflitto russo-ucraino da un'altra prospettiva. È il caso del capo della diplomazia del Partito comunista cinese Yang Jiechi che nella telefonata avuta il 18 maggio con il consigliere per la Sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan ha dichiarato: "Se gli Stati Uniti insistono nel giocare la carta di Taiwan e vanno sempre più lungo la strada sbagliata, porteranno sicuramente la situazione a un punto pericoloso".

Attraverso una nota del ministero degli Esteri di Pechino, Yang ha detto che Washington dovrebbe "avere una chiara comprensione della situazione", aggiungendo che: "La Cina prenderà sicuramente un'azione decisa per salvaguardare la sua sovranità e i suoi interessi di sicurezza".

Qual è il fil rouge che unisce Washington DC, Pechino e Taipei e che avrebbe delle analogie con Kiev e Mosca? Facciamo un passo indietro.

Tutto è iniziato il 20 aprile quando sono stati mandati in onda dal network televisivo taiwanese CTS degli avvisi di allerta: "Nuova Taipei è stata colpita da missili comunisti, il porto di Taipei è esploso, strutture e navi sono state distrutte". Nello stesso giorno, il generale russo Mikhail Mizintsev proseguiva l'offensiva russa nel Donbass con l'accerchiamento di Mariupol delle forze russe assedianti e l'ennesimo ultimatum dato ai soldati ucraini rimasti nell'acciaieria Azovstal.

A Taiwan il Risiko tra Putin e Zelensky ha fatto sorgere inquietanti paragoni. La presidente taiwanese, Tsai Ing-wen, ha parlato di "empatia per l'Ucraina" e lanciato una task force sui possibili effetti del conflitto. La Repubblica popolare cinese, infatti, ritiene Taiwan parte del proprio territorio e il presidente Xi Jinping non ha mai nascosto che l'obiettivo della riunificazione (che qui viene chiamata "unificazione") sia da raggiungere a tutti i costi, senza escludere l'utilizzo della forza.

Nel frattempo, aerei e navi cinesi solcano sempre più spesso le acque e i cieli taiwanesi, dall'altra parte Biden ha intensificato la vendita di armi e l'invio di ufficiali in visita. Negli scorsi mesi, la presidente Tsai ha dovuto ammettere la presenza di istruttori militari americani sul suolo taiwanese. E i cinesi hanno reagito invitando l'esercito a inviare dei jet direttamente sopra Taipei.

Quando a marzo è arrivato in visita l'ex segretario di Stato americano Mike Pompeo, diversi funzionari taiwanesi ammettevano a microfoni spenti di essere preoccupati che avrebbe potuto dire qualcosa di pericoloso non solo sui rapporti con Pechino ma anche con Washington.

Sempre il 20 aprile il ministro della Difesa cinese Wei Fenghe durante un colloquio telefonico avuto con il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin ha dichiarato: "Taiwan fa parte della Cina e nessuno può cambiarlo. Se la questione di Taiwan non fosse gestita correttamente, vi sarebbe un impatto dannoso sulle relazioni tra Cina e Stati Uniti".

Secondo fonti locali, a Taiwan si dice sempre che dall'America si vuole una relazione stabile, non un amore passionale fatto di comportamenti imprevedibili.

Mattia Ronsisvalle

[20.5.2022 - 13:01]



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