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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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IL MASTER GERENZA CONTATTI

Protesta in piazza a Napoli contro
lo sgombero dei centri occupati


Decine di persone in piazza Municipio a Napoli per difendere la cultura e i centri occupati. Il presidio è iniziato alle 18.00 quando gli esponenti dei diversi spazi occupati e delle associazioni culturali hanno disteso a terra alcuni striscioni in segno di dissenso nei confronti dell'amministrazione.

Una banda ha suonato per mezz'ora con strumenti a fiato e percussioni e dei giocolieri si sono esibiti con birilli e clave a tempo di musica come fossero in un circo. Poi gli interventi degli attivisti di Mezzocannone Occupato, dello Sgarrupato, dello Spartak S.Gennaro e tanti altri ancora.

"Abbiamo costruito dal basso resistenza e mutualismo", grida al microfono un esponente di Mezzocannone Occupato. "Una rete sociale - prosegue- che fa di Napoli quella che è oggi: città solidale e antirazzista, tra le più accoglienti d'Italia". Poi gli interventi delle attiviste degli sportelli antiviolenza e quelli delle ragazze che gestiscono lo Spartak San Gennaro. "I nostri bambini - gridano le ragazze dello Spartak - hanno bisogno di spazi e li hanno trovati nello Sgarrupato. Giocano in un bene comune, ormai la loro sede è quella". I ragazzi dicono di amare la città tanto da aver costruito una comunità, una realtà in cui aiutandosi gli uni con gli altri si sono create delle alternative alla criminalità organizzata e al degrado di cui Napoli è da sempre accusata. Tra le contestazioni arrivate al centro sociale, da parte dell'amministrazione, quando gli è stato comunicato lo sgombero, ci sarebbero anche la raccolta di beni di prima necessità e le iniziative nate durante la pandemia. Progetti che, secondo gli attivisti, hanno sostenuto quasi 6.000 famiglie, ma ritenuti illeciti dal Comune perché 'non autorizzati'.

"Abbiamo provato dal basso a sopperire alle mancanze delle istituzioni", dice ancora un attivista. Poi interviene un ex dipendente della Biblioteca Nazionale che si oppone alla trasformazione del sito culturale in un museo. Sostiene che la Biblioteca Nazionale di Napoli sia una delle poche realtà funzionanti e che non si possa pensare di sfrattare un patrimonio così immenso. Sono tanti i punti della discordia e del malcontento comune che hanno generato questa protesta. Le persone che hanno aderito si dicono già stanche della nuova amministrazione e applaudono la consigliera della II Municipalità Chiara Capretti quando al microfono grida che il Comune punta solo al decoro, imponendo regole che non funzionano per migliorare questa città.

Cristina Somma

[22.6.2022 - 19:49]



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