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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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Rigassificatori?
Pochi e subito


L'Italia ha comprato da Gazprom, l'anno passato, 29 miliardi di metri cubi di gas, come si legge oggi sul Corriere della Sera in un articolo a firma di Fausta Chiesa e Milena Gabanelli. Per sostituirlo sono aumentati i i flussi via gasdotto da Norvegia, Azerbaijan e soprattutto da Algeria che è diventato il nostro primo fornitore. Sono state rimandate a pieno regime le centrali a carbone per cercare di riempire gli stoccaggi. In sostanza sono stati rimpiazzati 18 miliardi di metri cubi. Come colmare l'ammanco di 11 miliardi? La soluzione più rapida è importare più gas naturale liquefatto, che viaggia su navi e quindi si può prendere ovunque nel mondo. Ma poi bisogna rigassificarlo e di rigassificatori ne abbiamo solo tre. Il primo si trova sulla costa ligure a Panigaglia in provincia di La Spezia che è stato realizzato negli anni 70 e ha una capacità massima di 3,5 miliardi di metri cubi all'anno. Il secondo è in mare a Porto Viro in provincia di Rovigo e ha appena aumentato la portata da 8 a 9 miliardi di metri cubi. Il terzo è al largo di Livorno. Ha 3,75 miliardi di metri cubi di produzione; è stata fatta la domanda per salire a 5 metri cubi. Abbiamo lasciato nel cassetto due progetti già approvati: quello di Enel a Porto Empedocle (Agrigento) e quello a Gioia Tauro di Sorgenia e Iren. Il costo stimato, secondo il Ministro della Transizione ecologica, è di circa 3 miliardi e non potrebbero essere pronti prima di quattro anni. Per fare presto, la soluzione è prendere rigassificatori già pronti, cioè navi già attrezzate. Snam, su mandato del governo, a giugno ha comprato per 750 miliardi di dollari la Golar Tundra e la Bw Singapore. Ciascuna ha una capacità di 5 miliardi di metri cubi. In più, essendo galleggianti, si possono rimuovere ed essere rivendute. In base ai piani, una sarà collocata a Piombino dove il collegamento con la rete del gas può essere realizzato entro la prossima primavera e l'altra al largo di Ravenna che ha già la piattaforma off-shore e può essere operativa nella primavera 2024.

Ma a Piombino ci sono resistenze da parte del sindaco Francesco Ferrari (FdI) e dei cittadini. Anche i partiti si dividono. I più chiari e a favore sono il Terzo Polo e Più Europa. Secondo il ministro Cingolani senza l'impianto di Piombino dovremmo fare i conti con un ammanco di circa 5 miliardi di metri cubi e si rischia il razionamento del gas. La stampa algerina rivela il dubbio che l'Algeria non sia in grado, nei prossimi giorni, di mantenere tutte le forniture promesse via gasdotto.

Letizia Bambagini

[21.9.2022 - 14:54]



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