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Primo esperimento nello spazio
per la sicurezza della Terra


Arrivate le prime immagini dello schianto della sonda Dart contro l'asteroide Dimorphos. L'esperimento della Nasa per la difesa planetaria è riuscito. L'obbiettivo dell'agenzia spaziale è stato quello di colpire l'asteroide in viaggio verso la terra con una navicella spaziale e fare in modo così che l'impatto gli facesse cambiare rotta. Tutto questo per prevenire un'eventuale caduta di asteroidi sulla Terra. Così all'1.14 di questa notte Dart, lanciata nello spazio il 24 settembre, ha raggiunto Dimorphos a una velocità di circa sette chilometri al secondo, l'ha colpito e ha deviato il suo percorso. Un grande momento di gioia per la stazione Nasa, i cui tecnici sono esplosi in un caloroso applauso. "L'entusiasmo è alle stelle", ha detto all'Ansa Simone Pirrotta, che sta seguendo la missione dal Centro di controllo di Torino.

Il viaggio di Dart è stato documentato dalla telecamera posta sulla sonda, che è riuscita dapprima a riprendere la superficie irregolare dell'asteroide e poi il momento dello schianto. "L'acquisizione delle immagini è il più importante ritorno previsto dalla nostra missione", ha spiegato Pirrotta. "E' infatti il segno evidente che la traiettoria è stata quasi esattamente quella prevista, che il sistema di puntamento ha lavorato bene e che le fotocamere hanno acquisito le foto previste", ha aggiunto.

Mai nessuno prima d'ora aveva tentato di alterare il movimento di un asteroide o di un corpo celeste. La missione, dal nome "Licia Cube", gestita e coordinata dall'Agenzia spaziale italiana (Asi) è anche la prima missione che si effettua nello spazio profondo, a 13 milioni di chilometri dalla Terra.

"E' anche il frutto del lavoro di una bella squadra: per cinque anni ci siamo sentiti quasi ogni giorno", ha osservato Pirrotta riferendosi al gruppo di lavoro che ha contribuito all'esperimento. Infatti l'Asi per "Licia cube" ha collaborato con l'azienda di ingegneria aerospaziale Argotec, l'Istituto Nazionale di astrofisica, il Politecnico di Milano, l'Università Parthenope di Napoli, l'Università di Bologna e l'Istituto di Fisica Applicata 'Nello Carrara' del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Non siamo nel film Armageddon dove un asteroide minaccia l'umanità, ma di certo la Nasa è dell'idea che sia meglio prevenire e ha voluto così assicurarsi che nessun corpo celeste potesse arrivare sul nostro pianeta.

Maria Chiara Valecce

[27.9.2022 - 17:24]



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