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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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L'ipotesi sabotaggio

Danni ai gasdotti Nord Stream
Il Baltico "ribolle", accuse alla Russia


Esplosioni, fughe di gas e l'acqua del Mare che ribolle senza sosta. Sono i devastanti effetti che sta producendo il guasto subito dalle tubature dei gasdotti Nord Stream 1 e 2, situati nel tratto scandinavo del Mar Baltico che va dalla Svezia alla Danimarca. La giornata di ieri è stata segnata da quanto accaduto con le perdite di gas che, si stima, dureranno almeno una settimana e sono dovute, secondo quanto riferito dalla premier danese Matte Fredriksen, da atti compiuti deliberatamente. E che le tre falle trovate sui gasdotti, fermi da mesi a causa delle tensioni scatenate dal conflitto fra Ucraina e Russia, non fossero ascrivibili alla categoria degli incidenti era chiaro sin dall'inizio quando i sismologi danesi e svedesi hanno registrato forti detonazioni in mare seguite dalla perdita di pressione e dalla scoperta del danneggiamento della conduttura.

Anche il segretario di stato statunitense Antony Blinken ha dichiarato che, secondo i dati raccolti dai primi report, la causa del danneggiamento risulta essere frutto di un attacco mirato sottolineando il bisogno di un'azione sinergica fra USA e Europa per mettere fine alla dipendenza energetica del vecchio continente dalla Russia. Le responsabilità rimangono tutte da accertare ma la presidente della commissione europea Ursula Von Der Leyen ha assicurato "risposte forti" nel caso in cui venga definitivamente sancita la natura volontaria dell'atto. Il governo svedese ha invece aperto un'inchiesta per sabotaggio su quanto accaduto mentre da Kiev non hanno dubbi: "si tratta di un attacco terroristico premeditato da parte dei russi per destabilizzare l'Europa e provocare il panico prima dell'inizio dell'inverno".

Tesi condivisa anche dalla Polonia che proprio nelle scorse ore ha inaugurato un nuovo gasdotto che trasporterà metano dalla Norvegia attraverso la Danimarca proprio alla Polonia. Il portavoce del Cremlino Dimitry Peskov invece, parlando anch'egli di possibile sabotaggio ha sottolineato come questa emergenza riguardi la sicurezza energetica dell'intero continente e ha chiesto un'indagine urgente su quanto accaduto. Ma fra i molti interrogativi l'unica certezza è quella della nuova impennata del prezzo del gas che ieri ha chiuso la quotazione a 207 euro al Mw/h sulla piazza di Amsterdam, in rialzo di quasi il 20 rispetto all'ultima rilevazione.

Stefano Neri

[28.9.2022 - 12:07]



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