InchiostrOnline

a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
Fondazione Terzo Pilastro
IL MASTER GERENZA CONTATTI

Il dibattito nel cdx

Che fine farà il Ministero per il Sud?
Dal Pnrr 21 miliardi da gestire

Il Ministro uscente per il Sud e la Coesione Territoriale, Mara Carfagna (photo courtesy: Ministero). Nel centrodestra si discute su una successione.


Pnrr e sud sono il primo banco di prova per il centrodestra: Bruxelles ha dato l'ok per la seconda tranche di pagamento all'Italia e nella coalizione vincente delle ultime elezioni si apre il dibattito su chi gestirà le risorse destinate al Mezzogiorno d'Italia. Sarà ancora il Ministero per il Sud e la Coesione territoriale? Non si sa, perché non è detto nemmeno che la casella da qui a poche settimane esista ancora. Ma andiamo con ordine.

Un tesoro da 21 miliardi da gestire

La cifra è di 21 miliardi di euro: questo l'importo della seconda quota del Piano nazionale di ripresa e resilienza arrivato nelle casse italiane; Pnrr che nel complesso ha assegnato finora al sud 82 miliardi. Una parte delle risorse è già arrivata, durante il governo Draghi: ora toccherà al nuovo governo di centrodestra gestire le casse.

Cifre importanti che creano, come chiaro, un gran fermento nella maggioranza in pectore. Oltre alla suddivisione degli incarichi, sul tavolo del centrodestra c'è la questione della responsabilità: chi gestirà tutti questi soldi destinati al Meridione? L'apposito ministero per il Sud e la coesione territoriale, come nell'ultima legislatura?

Che fine farà il Ministero del Sud?

Forza Italia spinge per mantenere il Ministero del Sud, anche se il coordinatore regionale di Fi in Campania, Fulvio Martusciello, ha dichiarato su "Il Mattino" di Napoli che "nel caso fosse confermato questo ministero ci dovrà essere un reset perché in questi ultimi mesi quel dicastero è stato utilizzato per come arma di propaganda in campagna elettorale". Il riferimento è alla ex forzista Mara Carfagna, passata in pre elezioni tra le fila del centro di Calenda.

"Un ministero per il Sud va certamente mantenuto se utile all'interesse del Mezzogiorno", afferma invece Gianluca Cantalamessa, deputato uscente della Lega ora eletto al Senato. Ribadisce la centralità del Mezzogiorno, con o senza un ministero, anche la senatrice Giovanna Petrenga di Fdi.

È lo stesso Pnrr, così com'è, che però Fdi mette tuttavia in discussione. Questa è l'altra questione sul tavolo del centrodestra, all'indomani delle congratulazioni (non senza moniti a proseguire sulla strada tracciata da Draghi) della Commissione europea all'Italia per il lavoro fatto, per i 45 obiettivi raggiunti per accedere alla seconda tranche. "Il Pnrr nasce da una crisi economica post-pandemica, con un preciso disegno, mutato con la crisi ucraina", secondo il capogruppo alla Camera di Fratelli d'Italia Francesco Lollobrigida. Ora, a suo avviso, "andrebbe rinegoziato". "Reso più flessibile, no rivoluzioni", ammorbidisce Antonio Tajiani, leader azzurro di Fi e papabile futuro vicepremier.

Lucia Stefania Manco

[28.9.2022 - 15:34]



Email Stampa Facebook Twitter Reddit LinkedIn Pinterest Mix Tumblr Bufferapp




RSS

© 2003/22 Università degli Studi Suor Orsola Benincasa Napoli · P.Iva 03375800632 · Versione 4.2 · Privacy
Conforme agli standard XHTML 1.0 · CSS 3 · RSS 2.0