InchiostrOnline

a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
Fondazione Terzo Pilastro
IL MASTER GERENZA CONTATTI

ATP 250 di Napoli:
anatomia di un evento sfortunato


È sabato 15 ottobre. Fabio Fognini passeggia incredulo nell'arena panoramica, con affaccio sul Golfo di Napoli, allestita per l'ATP 250 che si concluderà la prossima domenica. Il tennista sanremese, conosciuto per essere l'unico italiano ad aver mai vinto un Masters 1000 in carriera (Montecarlo 2019), ha appena notato che la pioggia ha provocato seri danni e che i campi si sfaldano sotto i suoi piedi.

Il filmato rimbalza su tutti i siti web e in un attimo è l'inizio della fine. La manifestazione che avrebbe dovuto concludersi con gli squilli di tromba, e cioè gratificando l'intraprendenza degli organizzatori con l'inserimento di Napoli tra le grandi città del tennis mondiale, passerà invece alla storia per l'esatto opposto. Quella che segue, infatti, è l'anatomia di un evento a dir poco sfortunato.

La causa madre è sicuramente il forte temporale che ha colpito Napoli alla vigilia del torneo e ha reso inagibili i campi della Rotonda Diaz.

"Agli errori penseremo dopo, adesso godiamoci entusiasmo e pubblico di questa manifestazione". Riccardo Villari, presidente del Tennis Club di Napoli, provando a smorzare le polemiche, risponde così alle critiche. Lo stesso Villari, qualche giorno prima, aveva rivolto pesanti accuse alla Mapei, azienda italiana leader per il cemento alla quale l'organizzazione del torneo ha fatto riferimento per l'istallazione del campo di gioco. Secondo il presidente del Tennis Club, infatti, la causa della riuscita negativa del torneo è riconducibile al materiale fornito dall'azienda di Milano.

La Mapei ha risposto alle critiche, ma si riserva di fare ulteriori accertamenti riguardo a quanto avvenuto sui campi dell'ATP di Napoli. Secondo la ditta lombarda, l'attrezzatura fornita era conforme alle condizioni ambientali verificatesi in questi giorni nel capoluogo campano. Al momento non ci sono state oltre osservazioni in merito.

Dall'impraticabilità dei campi è partito il caos che ha caratterizzato l'ATP 250 di Napoli. Per gli organizzatori, che stanno facendo gli straordinari, è quindi iniziata una corsa contro il tempo per cercare di risolvere i problemi e far sì che la manifestazione si chiuda in qualche modo.

Match slittati e organizzazione in affanno. La soluzione è stata quella di far arrivare in extremis, date le pessime condizioni del terreno di gioco, un nuovo campo da Firenze. Nel capoluogo toscano è infatti andato in scena, tra il 10 e il 16 ottobre, l'Open di Firenze. Il campo è arrivato a Napoli ed è stato montato a tempo di record tra sabato e domenica, periodo in cui si sarebbero dovute svolgere le gare di qualificazione al tabellone principale, che pertanto sono state rimandate a lunedì.

La manifestazione di Napoli era stata annunciata come un evento unico nel suo genere specialmente per la bellezza della posizione in cui si trova il campo. Secondo Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis, l'arena della Rotonda Diaz è per bellezza paragonabile al campo centrale del Masters 1000 di Montecarlo. Un piccolo gioiellino sul mare.

Le partite di qualificazione allora sono state spostate al Tennis club di Pozzuoli, a Monteruscello, stadio nel quale erano previste anche quelle del doppio.

Una situazione incresciosa se si pensa che alcuni atleti iscritti al doppio erano in competizione anche per il singolare. Far giocare su due terreni diversi, distanti quaranta minuti l'uno dall'altro, è pertanto simbolo di organizzazione confusa.

Enigmatica è stata la disavventura che ha colpito ieri il tennista colombiano Nicolas Barrientos il quale è stato "cacciato" dall'albergo in cui alloggiava. L'atleta si è lamentato con un video sfogo su Twitter scrivendo che mai avrebbe pensato ad una cosa del genere per un torneo dell'ATP. "Mentre giocavo mi è arrivata una mail dalla direzione dell' albergo che mi invitava a lasciarlo. Queste cose non accadono nemmeno ai Challenger". Come dire: nemmeno in Serie C.

Pronta la replica di Riccardo Villari il quale si ritiene mortificato. "Non è dipeso da me, ma siamo oggettivamente responsabili e mi scuso".

La sfortuna sembra accompagnare sempre di più il torneo napoletano. È infatti mancata l'acqua all'Hotel Esedra di Fuorigrotta, una delle strutture che ospitano atleti, staff e arbitri di questa manifestazione. Nessuno ha quindi potuto fare la doccia e usare i servizi igienici prima di recarsi sui campi di gioco del lungomare. Il tutto però è stato prontamente risolto nel giro di una giornata.

Intanto le partite sono state sospese per il turno serale. Data la vicinanza al mare, dopo un certo orario, il campo diventa scivoloso e i tennisti rischiano di infortunarsi seriamente.

Molte le proteste dei tifosi indispettiti anche dalla poca efficienza della comunicazione social. La carente organizzazione è tutta colpa del campo gonfio dopo la pioggia dello scorso giovedì? Si vedrà. Intanto non è mancata qualche nota positiva. Grande attesa per la partecipazione dei campioni italiani Fognini e Berrettini. Il tennista sanremese ha vinto la sua prima partita contro il francese Grenier. Il romano, dopo aver ricevuto un'ovazione oggi all'esordio, ha agilmente vinto la sua partita contro il tennista spagnolo Carballes Baena.

Enrico Esente

[21.10.2022 - 11:51]



Email Stampa Facebook Twitter Reddit LinkedIn Pinterest Mix Tumblr Bufferapp




RSS

© 2003/24 Università degli Studi Suor Orsola Benincasa Napoli · P.Iva 03375800632 · Versione 4.2 · Privacy
Conforme agli standard XHTML 1.0 · CSS 3 · RSS 2.0