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Rassegna

La scala cromatica
e la nostra psiche


E' difficile credere che il mondo sia privo di colori. "Conoscere il mondo attraverso i colori. La scala cromatica e la nostra psiche" scrive Danilo Di Diodoro sul Corriere della Sera. I blu, i gialli, i rossi e tutti gli altri colori che si formano dalla mescolanza di questi primari esistono in realtà solo nei nostri occhi o, meglio, nel nostro cervello. Isaac Newton è stato il primo ad intuire, con i suoi esperimenti, che il colore non è una proprietà intrinseca degli oggetti. Il colore che percepiamo è il risultato di un processo di interpretazione da parte del cervello. Quello che accade in realtà è che la luce illumina l'oggetto osservato, il quale ne assorbe una parte e ne riflette un'altra parte che arriva fino alla nostra retina, dove giunge alla corteccia cerebrale visiva ed è lì che si determina il colore percepito.

Nella retina, che è un'estroflessione del cervello, si trovano cellule sensibili alla luce: i fotorecettori. Si chiamano così quelli che ci permettono di percepire i colori. Nella retina dell'uomo ne esistono tre tipi diversi, sensibili alle lunghezze di frequenza delle luci rossa, blu e verde che combinandosi ci permettono di percepire circa un centinaio di diverse sfumature cromatiche. Animali come il cane e il gatto hanno a disposizione solo due coni, quelli sensibili al blu e al verde. Un passero ha quattro coni e può percepire, in più, la luce ultravioletta. Alcuni tipi di farfalle hanno cinque o sei fotoricettori.

Letizia Bambagini

[23.11.2022 - 18:08]



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