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Parla l'autore

Chiamami col tuo nome
Il romanzo diventa film


Calvino li definiva difficili. Nell'educazione sentimentale di Flaubert erano inattuabili. Per lo scrittore André Aciman, invece, gli amori sono semplicemente impossibili.

Nato ad Alessandria d'Egitto, Aciman fu costretto all'esilio dal suo Paese per sfuggire alle persecuzioni del governo di Nasser. Si trasferisce prima a Roma, poi a New York dove diventa uno dei massimi studiosi dell'opera di Proust e docente di letteratura comparata alla City University di New York. Con il romanzo Chiamami col tuo nome ottiene il plauso della critica internazionale oltre alla vetta delle classifiche di vendita di tutto il mondo.

Elio, diciassettenne solitario e sensibile, trascorre le vacanze nella residenza di famiglia, sulla Riviera ligure, impiegando pigramente il suo tempo tra classici della letteratura e spartiti musicali.

Era l'estate del 1983. Le radio libere mandavano i Duran Duran, i cartelloni del PSI riempivano i muri delle strade e la spensieratezza era la magna carta della generazione Drive In.

L'incontro con il ventiquattrenne Oliver, arrivato dall'America per assistere il padre di Elio nell'attività accademica, turba l'equilibrio dell'adolescente.

Con il passare dei giorni tra i due giovani si instaura un rapporto che travalica i confini, cogliendoli impreparati ad affrontare un' esperienza che, pur nella sua fugacità, segnerà irrimediabilmente la vita di entrambi.

Prima dell'uscita della trasposizione cinematografica, già acclamata allo scorso Festival di Berlino, André Aciman si è raccontato ad Inchiostro.

Com'è nata l'idea del romanzo e la scelta di ambientarlo in Italia?

Per caso. Dovevo fare un viaggio nel Bel Paese e sa, come spesso accade per un motivo o per un altro, non sono più potuto andare. Non era un periodo facile: ero impelagato nella scrittura di un romanzo ma decisi di cominciarne un secondo. Chiamami con il tuo nome è stato questo, una scappatoia dalla realtà.

Ha cominciato a scrivere non sapendo quale sarebbe stato l'epilogo della storia?

Proprio così. E' stata una scrittura di getto. Inizialmente pensavo che tra Elio e Oliver sarebbe stato un flirt, un'avventura in attesa di incontrare la persona giusta. Avevo persino previsto una morte. La scomparsa di uno dei due protagonisti avrebbe dato all'altro la possibilità di affrontare la vita. Una risoluzione inflazionata e fin troppo legata alla tradizione dell'opera ottocentesca. Si sarebbe trattato di una via di fuga troppo facile.

E' significativo che nel corso del romanzo non compaia mai la parola "gay".

E nemmeno la parola "amore". Di solito evito anche i nomi dei personaggi. Solo dopo molte pagine si capisce che il protagonista della storia, Elio, è un uomo. Raramente specifico l'età dei personaggi, o di cosa si occupano nella vita. Cerco di evitare parole 'banali'. Eterosessuale e omosessuale, ad esempio.

E' un caso che Elio abbia proprio diciassette anni?

E' stata un'età particolare per me. In quel periodo ho dovuto lasciare l'Italia per partire alla volta degli Stati Uniti. Quindi no, non è un caso. Sa, quello che vivi a diciassette anni, non lo dimenticherai per il resto della tua vita. Non volevo che Elio avesse diciotto anni. La maggiore età è un segnale. Tutto diventa lecito. E' un atto di pulitura che non volevo ancora dovesse affrontare.

Quanto c'è di autobiografico nel romanzo?

Tutto e niente. Ci sono molte persone che hanno fatto parte della mia vita.

C'è stato un Oliver nel mio passato. Io ero ancor più giovane di Elio.

Avevo 12 anni, ma ne ricordo ancora lo struggimento. Ripensandoci ora non so se fosse innamoramento, una cotta, o un flirt.

Non voglio dare un nome a quel turbamento. Per la necessità di definire ogni emozione finiamo per rovinare quello che proviamo.

Nel libro Elio ha relazioni anche con donne, oltre che con Oliver.

Con Oliver c'era un sentimento, con le ragazze c'era la bellezza dell'atto fisico.

La paura, la vergogna nel sentire desiderio per lo stesso sesso a quell'età sfiora qualcosa che assomiglia molto all'amore e poi, chi lo sa, potrebbe anche rivelarsi tale.

Un amore impossibile.

Spesso l'amore stesso è una cosa impossibile. In alcuni casi dura anni. A volte anche parecchi anni. Per sempre, onestamente, non lo so. So però che in eterno rimane il suo ricordo. All'età di 66 anni ricordo tanti amori. A volte mi ripeto "avrei voluto, avrei dovuto". Vorrei correggere gli errori del passato, farmi perdonare per gli atti per cui anche adesso, a distanza di anni, provo vergogna.

Vergogna?

Ero arrogante, timido. E quella timidezza veniva scambiata per superbia. Ho ferito molte persone, vorrei mi perdonassero per questo mio aspetto. Avevo sempre fretta con la gente. Mi succede oggi di incontrare uomini e donne che mi confessano di aver provato qualcosa per me in passato. Magari anche io nutrivo un sentimento per loro, ma mi chiudevo nel silenzio.

E il suo amore impossibile?

I miei amori impossibili sono stati due: uno per un uomo e uno per una donna. Penso a loro ogni volta che vedo qualcuno di somigliante per strada, e quando succede mi chiedo : "Come hai fatto a lasciarti scappare quelle persone?".

Non mi fraintenda, oggi sono felicemente sposato. Ho una moglie e tre figli che amo.

Nella vita succede sempre così. Ci troviamo davanti ad un bivio. Prendiamo delle strade che non avevamo messo in conto. Spesso questa via non è quella del nostro corpo. C'è una poesia di Robert Frost, The road not taken. La strada non percorsa. Penso riassume bene questa condizione.

Ha qualche rimpianto?

Certo che sì. Riesco a colmarli con i miei romanzi però. E' la fortuna di noi scrittori: concretizzare nei libri quello che siamo stati incapaci di fare nella vita.

A novembre uscirà nelle sale italiane, e in quelle americane, il film tratto da Chiamami col tuo nome.

Ne sono lusingato. Conosco Luca Guadagnino, il regista del film, e apprezzo il lavoro fatto insieme a James Ivory nella sceneggiatura. Non sono uno di quegli scrittori che vuole imporre la propria voce. So che sono stati operati molti tagli, ma questo è inevitabile. So altrettanto bene che il film è riuscito a rendere alla perfezione l'efficacia di alcune parti del romanzo.

Antonio Buonansegna

[31.5.2017 - 17:07]



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