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Lettera 22

Un concorso per aspiranti
critici teatrali


Su internet si parla di teatro più che su qualsiasi giornale cartaceo. Un paradosso in tempo in cui la critica non gode di buona salute. Allora come guidare il pubblico perso nel mare dei cartelloni teatrali? Una possibile risposta l'ha data Gaia Silvestrini organizzatrice del premio Lettera 22 che ha l'obiettivo di incoraggiare i giovani a intraprendere la strada del giornalismo culturale: «In questa bulimia di informazioni è necessario avere un orientamento».

Il premio è un concorso per aspiranti critici teatrali ed è stato presentato oggi nella biblioteca Pagliara dell'Università di Napoli Suor Orsola Benincasa con il direttore del teatro Stabile di Napoli Luca De Fusco, il critico teatrale Giulio Baffi e il direttore della Scuola di Giornalismo dell'ateneo Marco Demarco.

Alla competizione possono partecipare giornalisti professionisti o pubblicisti, collaboratori di testate cartacee, online o radio-televisive, blogger, studenti di scuole e master di Giornalismo, studenti, laureandi o laureati in discipline umanistiche e sociali, che abbiano meno di 36 anni.



Il network di Lettera 22 mette a disposizione dei candidati la possibilità di assistere gratuitamente ad una serie di spettacoli nei 40 teatri della rete, in diverse città italiane.

Dopo aver visto lo spettacolo scelto, gli aspiranti critici invieranno l'articolo o un prodotto radio-televisivo a Lettera 22. Una giuria di esperti selezionerà i 18 migliori autori, i quali si metteranno di nuovo alla prova recensendo le opere in scena in 7 diversi festival in tutta Italia, scrivendo due articoli al giorno.

In premio 1000 euro per il primo classificato, 500 per il secondo e 3 volumi cartacei più abbonamento annuale alla piattaforma Cue Press.

«Dai partecipanti mi aspetto una capacità di analisi e di sintesi, oggi sempre più rara», ha spiegato Giulio Baffi durante la presentazione della competizione. Il giornalista ha aggiunto che a fare la differenza tra una recensione e il semplice giudizio di uno spettatore è questa: «Il critico fa un passo in più e spiega perché uno spettacolo è bello o brutto, stimolando così la curiosità nel pubblico».

Alessandra Caligiuri - Alessandro Cappelli

[6.12.2017 - 15:03]



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