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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
Fondazione Terzo Pilastro
IL MASTER GERENZA CONTATTI

New Economy

Napoli oltre l'Euro
il progetto di de Magistris


Si è detto e si è scritto molto, ma della nuova moneta napoletana annunciata da de Magistris si continua a capire poco. Felice Balsamo, uno dei coordinatori del progetto, è certo che l'iniziativa porterà Napoli all'avanguardia nel nascente mondo finanziario delle "blockchain" e delle criptovalute. Il momento della verità? Le Universiadi previste per l'estate dell'anno prossimo. Balsamo, intanto, cerca di convincere gli scettici.

In cosa consiste la criptovaluta annunciata da de Magistris?

Si tratta di un progetto estremamente complesso sul quale stanno lavorando 300 persone espertissime in ogni materia, dalla giurisprudenza all'economia, passando per i sistemi informatici alla sicurezza. Vogliamo creare un sistema economico alternativo sul territorio napoletano: una "moneta digitale" scambiata fra computer collegati ad un circuito chiamato "blockchain". Puntiamo ad avere una moneta virtuale con un tasso di cambio pari ad 1€.

La catena all'interno della quale far circolare la nostra criptovaluta sarà circoscritta al territorio della Città Metropolitana, con 3,5 milioni di persone che potrebbero potenzialmente utilizzarla in tutti gli esercizi aderenti al progetto. Stimiamo che aderiranno 1500-2000 attività commerciali a Napoli nel periodo iniziale di lancio.

Una volta giunto nella condizione ideale, il nostro sistema di blockchain sarà completamente autosufficiente: chiunque in possesso della nostra moneta digitale potrà pagare servizi e beni trasferendo i propri crediti ad un altro soggetto all'interno del sistema.

Trattandosi di un sistema chiuso e circoscritto, il denaro circolerà solamente fra le attività napoletane, come insegna l'esperienza del Sardex (la criptovaluta lanciata in Sardegna da circa un anno, ndr).

A che punto siete?

Attualmente siamo in fase di test e stiamo valutando, attraverso un gruppo di studio, quante transazioni ci sono in media, quali tempi hanno e con quali criptovalute già esistenti sono realizzate. Ci servirà per capire in che modo impostare la nostra blockchain per renderla adatta a soddisfare le esigenze degli utenti futuri.

Nella prima fase del progetto abbiamo invece studiato in modo approfondito le possibili strade legali ed economiche per realizzare un progetto adatto alle condizioni economiche e sociali della città.

Nella prossima fase, quella operativa, cercheremo di sostituire le criptovalute preesistenti con la nostra. Stimiamo di poter arrivare a questo risultato prima delle Universiadi.

Come?

In un primo momento daremo un token, un gettone, a chiunque farà delle transazioni in criptovalute. Inizialmente questi token avranno un valore monetario basso, ma potranno essere utilizzati come buoni sconto.

Come posso ottenere la nuova moneta?

Abbiamo organizzato una rete di convenzioni con i negozi che accetteranno le monete, in modo da praticare sconti: sarà un vantaggio pubblicitario per loro.

Sarà poi dato un assegno alle persone indigenti: 300 euro statali e 300 monete virtuali del Comune, raddoppiando virtualmente i soldi che riceveranno. Questi soldi virtuali potranno essere spesi solamente nel nostro circuito con le attività aderenti alla nostra blockchain.

Con questa nuova moneta posso pagare la tassa sulla spazzatura?

No. Le tasse vanno pagate in Euro. Potremmo però prevedere, ad esempio, un premio in biglietti ANM in cambio di token.

Questa criptovaluta napoletana è legata al Bitcoin, la famosa moneta digitale?

No, sono due cose diverse a livello concettuale. Per giunta, adottare il Bitcoin come unico sistema di pagamento non sarebbe nemmeno una scelta conveniente: si tratta di una valuta instabile, un giorno vale 100 euro ed un altro potrebbe valerne 1.

In secondo luogo, i pagamenti possono essere anche molto lunghi da convalidare: potrei entrare in un negozio di scarpe, pagarle in Bitcoin ed essere costretto ad aspettare tre giorni prima di uscire dal negozio perché devo attendere la conferma della transazione.

Nella fase attuale ci appoggiamo al circuito blockchain di Ethereum, una valuta digitale già esistente e ben collaudata, idonea per un sistema di micropagamenti da realizzare rapidamente. Saranno però accettati i pagamenti in tutte le valute virtuali esistenti, almeno fino a quando non creeremo la nostra.

Questi valori digitali come saranno generati e chi li gestirà? Li posso convertire in Euro?

Il Comune, in questa fase iniziale, creerà le monete da far girare all'interno della blockchain. Inizialmente saremo noi a gestire la rete sotto forma di ente centrale, ma proprio in questi giorni stiamo cercando di capire a chi affideremo la gestione del sistema, sicuramente un ente terzo.

Sarà ovviamente prevista la possibilità di entrare ed uscire dal sistema della criptovaluta: posizioneremo bancomat al Porto, alla Ferrovia ed all'Aeroporto. Ad un ipotetico turista basterà versare i soldi nell'exchange ed otterrà sul suo account l'equivalente in monete digitali. Idem per la conversione da moneta virtuale ad euro.

Ho un conto con mille monete e voglio spenderle: come faccio a pagare una pizzeria?

Il pagamento avverrà in modo molto simile a quello di un bancomat con il Pos: basterà avvicinare il telefono al dispositivo ed arriverà immediatamente l'email al negoziante con la conferma dell'avvenuto bonifico.

Dovremo però istruire commercianti e commercialisti all'utilizzo ed alla comprensione della criptovaluta. Inoltre, creeremo una app per smartphone in modo da gestire i movimenti agevolmente online. Il prezzo dei prodotti sarà espresso in euro e valuta virtuale (il tasso di cambio vogliamo che arrivi ad essere 1:1) ed il compratore potrà scegliere cosa utilizzare.

La convenienza dov'è?

Andrà a vantaggio dell'economia locale, perché i crediti gireranno solamente sul nostro territorio. I pagamenti in criptovaluta saranno incentivati dalle attività commerciali che la adotteranno a causa degli sconti che si potranno ottenere: immagina la convenienza di andare al supermercato e pagare con uno sconto del 10% le stesse cose che pagheresti a prezzo pieno in euro. In ottica di libera concorrenza e grazie alla natura esentasse della criptomoneta, infatti, sarà possibile per le attività aderenti al progetto di praticare prezzi scontati.

Lo stesso supermercato che ha praticato sconti, infatti, utilizzerà i token digitali per pagare anche i suoi fornitori, che saranno necessariamente produttori locali. Si creerà un circolo virtuoso di scambi economici.

Tutto legale?

Si, è tutto perfettamente legale: è un po' come se io pagassi in ticket. Si tratta di un pagamento effettuato mediante un accordo. I punti benzina sulla carta fedeltà, per esempio, sono un'altra forma di valuta alternativa: è una forma di baratto. Sul punto si sono espressi sia Banca d'Italia che Mario Draghi, entrambi concordando sul fatto che non c'è riconoscimento sul piano monetario delle criptovalute.

Nessun problema con il fisco?

L'Agenzia delle Entrate ha specificato che sopra i 51.000 euro di valori digitali c'è obbligo di indicarli nella dichiarazione dei redditi. Al di sotto non c'è tassazione.

Come si chiamerà la criptovaluta?

Non abbiamo ancora deciso il nome, contiamo di farlo nelle future riunioni.

Federico Quagliuolo e Francesco Gucci

[28.9.2018 - 11:25]



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